lunedì 20 novembre 2017

Una iniziativa importante della rete Ivan Ilich

Fuori dal Coro
Storia Geografia e Generi del Canto Sociale
Laboratorio pratico per voci libere o strumenti musicali
condotto da Salvatore Panu (fisarmonica e voce)
Chi fosse interessato a partecipare può rispondere a questa mail per ricevere ulteriori informazioni.
Il canto sociale è un concetto molto ampio, utile proprio in tal senso perché ci permette di comprendere la storia e l’attualità dei canti di protesta, di lotta, di lavoro e più in generale tutte le pratiche musicali delle culture popolari di tradizione orale. Nel recente passato, questa storia cantata, si riattiva in Italia a partire fin dagli anni Cinquanta con l’esperienza del Cantacronache e in maniera più diffusa a partire dai primi anni Sessanta con la nascita del Nuovo Canzoniere Italiano e quindi di tutti i Canzonieri diffusi in Italia (fra cui il Canzoniere delle Lame di Bologna) e soprattutto con la presa di coscienza da parte dei soggetti popolari stessi, dell’importanza e della bellezza della propria cultura popolare di tradizione orale, non più segno di inferiorità sociale ma tratto distintivo di riscatto delle differenze. Questa storia si arricchisce infatti anche con la diffusione delle ricerche antropologiche, sociali ed etnomusicologiche e l’intreccio continuo con i movimenti politici e culturali, con tutti quegli intellettuali rovesciati che hanno contribuito a questa presa di coscienza, incrociandosi in gran parte attorno all’esperienza dell’Istituto Ernesto De Martino. Il canto sociale rischia continuamente di farsi genere musicale ma sfugge sempre, grazie alla sua estensione, alle etichette di mercato, grazie alle ineluttabili nuove generazioni che hanno praticato successivamente la presa di parola critica sul mondo. Dagli anni '80 la canzone politica diminuisce la sua vena creativa ed emergono altri fenomeni più rilevanti dal punto di vista etno-sociologico musicale: le sottoculture punk degli anni '80, il rap e l'hip hop negli anni '90 e le culture dei migranti che sbarcano in Europa nel nuovo millennio.
La dimensione europea della storia del canto sociale ha sicuramente due momenti di enorme importanza: il repertorio dei canti della Comune di Parigi (1871) e quelli della Guerra civile e della Resistenza spagnola (1936-39). Molta vivacità ha espresso soprattutto a partire dagli anni Sessanta anche la cultura latino americana. Infine, per capire a fondo la complessità delle culture popolari di tradizione orale, è importante approfondire lo studio delle singole culture popolari, per esempio quella tuttora viva e non in conserva della Sardegna, come di tante altre singole regioni italiane o di altre parti del mondo.
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Invito a partecipare all'11° convivio dedicato a Ivan Illich
(raccolta adesioni e proposte)


Attorno a sabato 2 dicembre 2017
Come ogni anno (tranne 5 anni fa, quando ho partecipato al convivio organizzato a Lucca da Aldo Zanchetta per il decennale della sua scomparsa) mi appresto a riflettere su come organizzare il prossimo incontro dedicato a Ivan Illich (Vienna, 4 settembre 1926 - Brema, 2 dicembre 2002), ormai giunto alla sua undicesima edizione.
La modalità dell'incontro: come al solito mi sono chiesto se era preferibile invitare dei pensatori, più o meno noti, che hanno attinto al pensiero di Ivan Illich e prevedere quindi un pubblico di persone incuriosite dalla notorietà dei conferenzieri, oppure se era meglio mettere al centro delle priorità  l'incontro stesso fra le persone motivate ad esserci, alimentando quindi una modalità conviviale che reputo decisamente più congruente al pensiero illichiano. Devo dire che prediligo il convivio al convegno accademico o la festa agli eventi spettacolari in genere.
I contenuti possibili: vi invito quindi a elaborare un intervento breve, che parta dalla vostra scelta personale di una lettura di frammenti di testi di Ivan Illich (per una durata massima di 5-10 minuti), che prosegua con una vostra interpretazione e attualizzazione, filtrando cioè questo testo da voi scelto alla luce delle vostre concrete esperienze personali o dei vostri studi e percorsi di ricerca, con un vostro discorso, un commento (per una durata massima di altri 5/10 minuti). Quindi, alla fine di ogni intervento, lascerei altrettanto spazio (10-20 minuti) ad una tavola rotonda, agli interventi liberi di tutti i partecipanti (brevi anche questi, al massimo di 5 minuti ciascuno). Sarebbe importante dare anche un titolo essenziale al vostro intervento.
Penso inoltre che ognuno può essere esperto in qualcosa. Non mi interessa un approccio fondamentalista agli scritti di Ivan Illich, come se fossero dei testi sacri, ma piuttosto uno studio del pensiero di Ivan Illich in quanto precursore illuminato della comprensione del mondo contemporaneo e degli attuali meccanismi di sfruttamento e di oppressione delle istituzioni e dell'uomo sull'uomo, che fanno nascere e crescere nuovi movimenti culturali, sociali e politici di liberazione e di cambiamento senza alcuna strategia collettiva ideologica pre-esistente. Prediligo un approccio trasversale al pensiero di Ivan Illich che può spaziare in ambiti diversi di analisi istituzionale ma anche di interesse storico o esistenziale.
Naturalmente potete estendere l’invito a chi ritenete possa essere interessato e interessante, fatemi sapere appena potete se ci sarete e con quali proposte tematiche.
Un saluto e un abbraccio, Salvatore Panu, 340-8964948
p.s. ho già ricevuto diverse adesioni, sia di interventi sia di osservatori partecipanti che non hanno un tema definito su cui vogliono intervenire, invito tutti a portare qualcosa da bere e da mangiare assieme.

La newsletter di doppiozero.

la newsletter di doppiozero · 20 novembre 2017
 
Ad aprire la newsletter di questa settimana Nello Barile esamina il dispositivo della prestazione e l’approccio motivazionale che costringe ogni soggetto a farsi imprenditore di se stesso.
Andrea Cortellessa su Borg McEnroe di Janus Metz Pedersen: Borg e McEnroe compongono un chiasmo e mostrano la segreta attrazione tra il più stretto controllo e la più allarmante perdita di controllo. 
A cent'anni dalla sua scomparsa, Francesco Bellusci scrive di Émile Durkheim, il padre nobile e fondatore della sociologia.
Infine Philip K. Dick: Alberto Mittone esplora i suoi mondi e il rapporto tra realtà e apparenza, collante delle diverse direttrici del suo scrivere.
 
Buona lettura!
 
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La società della prestazione
Nello Barile
Il nesso tra capitalismo e psicopatologia è esaminato da vari studi che evidenziano come lo sfondamento di ogni barriera che separava il pubblico dal privato, il mercato dai beni comuni, l’etica dall’intrattenimento ecc. produca soggetti instabili il cui malessere può assumere diverse connotazioni, dalla depressione alla schizofrenia. »
 
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Borg, McEnroe e la dialettica del controllo
Andrea Cortellessa
 
Negli anni Settanta Björn Borg era il Re del Mondo. In quei pomeriggi infiniti in bianco e nero, sul palinsesto Rai, le sue vittorie a ripetizione a Wimbledon (all’epoca l’unico grande torneo di tennis che venisse trasmesso) – un inginocchiamento sull’erba dopo l’altro, immutabile e imperturbabile come una statua in movimento – si mescolavano, per me, alla serie televisiva Attenti a quei due (The Persuaders!), con Roger Moore e Tony Curtis. »
 
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Non finiremo di ammalarci d’infinito
Francesco Bellusci
 
Émile Durkheim, il padre nobile e fondatore della sociologia come scienza e disciplina accademica, meglio noto come l’autore de Il suicidio, moriva cento anni fa, nel novembre 1917, quando, da alcuni mesi, era sbarcata la prima divisione americana in Francia e, da una settimana, i bolscevichi avevano assaltato il Palazzo d’Inverno. »
 
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I mondi di Philip K. Dick
Alberto Mittone
Il mondo del cinema ha presentato alcune novità che non sono passate inosservate. A ottobre è arrivato sugli schermi italiani Blade Runner 2049 e proseguirà la programmazione della serie The Man in the High Castle, in italiano La svastica sul sole, visto il successo della prima. Non basta: la coppia Amazon–Channel 4 avvierà la realizzazione di una serie dal titolo Electric Dreams, il cui primo titolo sarà The Hood Maker, in italiano Il fabbricante di cappucci. »

sabato 18 novembre 2017

Veglia Europa in Bicocca



VEGLIA EUROPA IN BICOCCA.

Finalmente il mio ultimo libro di poesia - Veglia Europa - Plumelia edizioni, è approdato a Milano e si trova, insieme a quello precedente, L’epoca e i giorni, alla Liberia Franco Angeli alla Bicocca, Piazzetta ribassata, davanti al teatro degli Arcimboldi. Per scelta dell’editore e mia, questa libreria è la sola che ospiterà il libro e dove esso sarà presentato. Il libro si può ordinare anche accedendo al sito dell’editore.

Riporto qui di seguito uno stralcio dalla prefazione al libro, scritta da Aldo Gerbino:

I tre segmenti confezionati da Romanò, ossatura e carni del poemetto, tracciano, dunque, tempi ed emozioni… Dal viaggio lungo il Nilo di Antonio e Cleopatra e dalle atmosfere surreali del lago di Nemi fino alle Idi di Marzo e agli anni recenti delle nostre conquiste sociali, in un continuo addensarsi di vicissitudini e figure che intridono il presente fino condizionarne lo stesso scorrere del tempo riconoscibile come matrice memoriale, assorta nel cogente affioramento dell’attualità…”

Per la giornalta internazionale delle persone con disabilità