lunedì 17 ottobre 2011

Agenda di scrittore: romanzo. Capitolo trentasettesimo.

Chantal non apre bocca, guarda smarrita gli altri due, quello che vede davanti a sé non è l'immagine della loro disperazione, come se Smirnov e la sua direttrice, avessero già dato da tempo quella risposta; eppure non era sembrato che così fosse. Era lei dunque a giungere in ritardo, ma come fosse possibile questo non riusciva a comprenderlo; oppure era soltanto l'emozione del momento che l'aveva travolta di fronte a quella verità imprevedibile e tremenda. Ne avevano affrontate di questioni spinose ma quella... tuttavia non osava chiedere come si potesse rimanere così impassibili a fronte di un'eventualità che avrebbe portato semplicemente all'estinzione della specie.
Chantal... siamo tutti turbati, ma... abbiamo anche la tremenda responsabilità di tenere per noi questa informazione.”
Lo sapevate da tempo...”
No!” interviene bruscamente la Chapman “Se non fosse stato per lei Chantal non ci avremmo fatto caso... per cogliere quell'anomalia statistica occorre una mente molto matematica, è lei che ha saputo incrociare dati che anche a me sembravano strani ma che non avrei saputo interpretare in tal modo senza il suo contributo. Diciamo che quando lei mi chiese di poterne parlare con uno storico, lì per lì giudicai bizzarra la cosa, poi andai a rivedermi i dati e compresi che lei poteva avere ragione, almeno sospettai che lei pensasse proprio questo, che la statistica indicava una tendenza inesorabile verso la scomparsa del genere femminile.”
Chantal la guarda perplessa, ma decide di stare al gioco, sebbene nella sua memoria la ricostruzione degli eventi che hanno portato a quella riunione sia un po' diversa....
Ci sono momenti in cui la propria intelligenza si vorrebbe non averla...”
Già” aggiunge Smirnov laconico e getta un'occhiata alla Chapman, che se ne sta seduta e sfoglia le pagine del dossiers. L'atteggiamento è quello tipico di chi intende continuare. Anche Smirnov torna a sedersi e allora anche Chantal non può fare diversamente: si porta le mani al petto, contratto quanto mai, cerca di respirare profondamente, mentre gli altri due continuano a non badarle. Finalmente la Chapman richiude la cartellina e alza il capo verso di loro.
Bene ora che abbiamo tutti e tre acquisito la certezza di quello che si prospetta dobbiamo capire come affrontare il problema. Tocca a noi tre, vi dico subito che non intendo, quale direttrice della struttura, coinvolgere altri per il momento: lo faremo in un secondo tempo, vagliando per bene le necessità, per ora intendo affidarmi solo alle nostre competenze.... Signora Devisè ha qualche idea in proposito?”
Chantal la guarda allibita.
Mio dio no, sono... sono smarrita, attonita, non ho alcuna idea, perché lei pensa che qualcosa si possa davvero fare per correggere il trend?”
Dopo avere pronunciato queste parole, Chantal indirizza lo sguardo alternativamente sugli altri due.
Forse no” aggiunge Smirnov “ma... Ma pensarci fa parte dei nostri compiti non crede?”
La Chapman, intanto, ha abbandonato lo stile direttivo e asettico tenuto fino a quel momento: le sorride, poi cerca la sua mano con un gesto amichevole e pieno di tenerezza.
Chantal, sono sconvolta quanto lei, sebbene cerchi di mantenermi calma e specialmente aderente al ruolo che devo svolgere... mi creda”, poi si rivolge con lo sguardo a Smirnov.
Del resto sapevamo in partenza che la spedizione portava con sé rischi di ogni genere... ne abbiamo affrontati altri....” poi detto questo si accende un corposo sigaro. La Chapman a sua volta afferra il suo pacchetto di minuscoli sigaro e ne offre uno a Chantal che dopo un attimo di esitazione lo prende.
Mi rendo conto, tuttavia, che abbiamo bisogno tutti e tre di un momento di riflessione, sono stata incauta a pretendere che si passasse immediatamente a ricercare le soluzioni...”
Chantal continua a fumare, contenendo i movimenti allo stretto necessario. Di nuovo la tensione le serra il petto e anche il fumo non aiuta, ma cerca di mantenere la propria posizione seduta e calma, senza gesti fuori posto; il silenzio però accentua il ritmo del suo respiro...
Bene, io sono a disposizione naturalmente e … capisco le ragioni di sicurezza” pronuncia con un filo di voce.
Sia Smirnov sia la Chapman assentono, poi è di nuovo la direttrice a prendere la parola.
Bene, non ci resta che fissare un appuntamento al più presto a questo e mi raccomando Chantal... cerchi anche di riposare un po' e se non ha qualcuno di meglio con cui cenare questa sera” prosegue in tono ammiccante e ricercando la complicità di Smirnov, “può contare sulla mia compagnia, parlarne insieme può essere confortante... anche per me mi creda.”
Smirnov, che nel frattempo ha provveduto a spegnere il sigaro, assente con il capo e si alza. Tutti e tre s'avviano in silenzio verso l'uscita. Proprio prima di dividersi e raggiungere le proprie automobili, la Chapman riprende a parlare: “Va da sé che una notizia come questa può influire in modo moto pesante e negativo sulla nostra psiche, per cui dovremo sottoporci breve a un controllo supplementare … parlo anche di me naturalmente. Sarà un controllo diverso dal solito, più approfondito a secondo le più recenti scoperte... Riceverete comunicazione ufficiale anche di questo.”
Detto ciò la Chapman saluta entrambi in modo molto formale.
Mentre Smirnov e la Chapman si avviano in direzione del lago, Chantal decide per la direzione opposta. Le parole pronunciate dalla Chapman proprio in coda alla riunione le risuonano sinistre; ma perché.... e a chi parlarne? Il pensiero la scuote, pur avendo come tutti molte amicizie, avverte l'abisso che separa quelle conoscenze dalla possibilità di una confidenza così rischiosa.
Percorsi un centinaio di metri, si ferma al semaforo a un incrocio. Non c'è nessuno ma non si azzarda ad attraversare. Attende con impazienza il verde e poco prima che arrivi un'auto proveniente da sinistra fa in tempo a passare prima che il semaforo segni il rosso. Chantal riconosce subito l'automobile da cui si era sentita seguita due ore prima. Decide in fretta di svoltare a destra invece che proseguire diritto nella direzione presa dall'altra automobile. Non ricorda bene quella strada, però; l'ha percorsa poche volte e sempre in compagnia di altri. Fortunatamente dopo circa un chilometro la carreggiata piega verso sinistra e dopo un lungo giro si ricongiunge, a un altro semaforo, con la strada principale. Chantal si reimmette nella carreggiata e dopo un centinaio di metri si accorge che l'auto è dietro di lei e la sta seguendo.  

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