“Chantal...
siamo tutti turbati, ma... abbiamo anche la tremenda responsabilità
di tenere per noi questa informazione.”
“Lo
sapevate da tempo...”
“No!”
interviene bruscamente la Chapman “Se non fosse stato per lei
Chantal non ci avremmo fatto caso... per cogliere quell'anomalia
statistica occorre una mente molto matematica, è lei che ha saputo
incrociare dati che anche a me sembravano strani ma che non avrei
saputo interpretare in tal modo senza il suo contributo. Diciamo che
quando lei mi chiese di poterne parlare con uno storico, lì per lì
giudicai bizzarra la cosa, poi andai a rivedermi i dati e compresi
che lei poteva avere ragione, almeno sospettai che lei pensasse
proprio questo, che la statistica indicava una tendenza inesorabile
verso la scomparsa del genere femminile.”
Chantal la
guarda perplessa, ma decide di stare al gioco, sebbene nella sua
memoria la ricostruzione degli eventi che hanno portato a quella
riunione sia un po' diversa....
“Ci
sono momenti in cui la propria intelligenza si vorrebbe non
averla...”
“Già”
aggiunge Smirnov laconico e getta un'occhiata alla Chapman, che se ne
sta seduta e sfoglia le pagine del dossiers. L'atteggiamento è
quello tipico di chi intende continuare. Anche Smirnov torna a
sedersi e allora anche Chantal non può fare diversamente: si porta
le mani al petto, contratto quanto mai, cerca di respirare
profondamente, mentre gli altri due continuano a non badarle.
Finalmente la Chapman richiude la cartellina e alza il capo verso di
loro.
“Bene
ora che abbiamo tutti e tre acquisito la certezza di quello che si
prospetta dobbiamo capire come affrontare il problema. Tocca a noi
tre, vi dico subito che non intendo, quale direttrice della
struttura, coinvolgere altri per il momento: lo faremo in un secondo
tempo, vagliando per bene le necessità, per ora intendo affidarmi
solo alle nostre competenze.... Signora Devisè ha qualche idea in
proposito?”
Chantal la
guarda allibita.
“Mio
dio no, sono... sono smarrita, attonita, non ho alcuna idea, perché
lei pensa che qualcosa si possa davvero fare per correggere il
trend?”
Dopo avere
pronunciato queste parole, Chantal indirizza lo sguardo
alternativamente sugli altri due.
“Forse
no” aggiunge Smirnov “ma... Ma pensarci fa parte dei nostri
compiti non crede?”
La Chapman,
intanto, ha abbandonato lo stile direttivo e asettico tenuto fino a
quel momento: le sorride, poi cerca la sua mano con un gesto
amichevole e pieno di tenerezza.
“Chantal,
sono sconvolta quanto lei, sebbene cerchi di mantenermi calma e
specialmente aderente al ruolo che devo svolgere... mi creda”, poi
si rivolge con lo sguardo a Smirnov.
“Del
resto sapevamo in partenza che la spedizione portava con sé rischi
di ogni genere... ne abbiamo affrontati altri....” poi detto questo
si accende un corposo sigaro. La Chapman a sua volta afferra il suo
pacchetto di minuscoli sigaro e ne offre uno a Chantal che dopo un
attimo di esitazione lo prende.
“Mi
rendo conto, tuttavia, che abbiamo bisogno tutti e tre di un momento
di riflessione, sono stata incauta a pretendere che si passasse
immediatamente a ricercare le soluzioni...”
Chantal
continua a fumare, contenendo i movimenti allo stretto necessario. Di
nuovo la tensione le serra il petto e anche il fumo non aiuta, ma
cerca di mantenere la propria posizione seduta e calma, senza gesti
fuori posto; il silenzio però accentua il ritmo del suo respiro...
“Bene,
io sono a disposizione naturalmente e … capisco le ragioni di
sicurezza” pronuncia con un filo di voce.
Sia Smirnov
sia la Chapman assentono, poi è di nuovo la direttrice a prendere la
parola.
“Bene,
non ci resta che fissare un appuntamento al più presto a questo e mi
raccomando Chantal... cerchi anche di riposare un po' e se non ha
qualcuno di meglio con cui cenare questa sera” prosegue in tono
ammiccante e ricercando la complicità di Smirnov, “può contare
sulla mia compagnia, parlarne insieme può essere confortante...
anche per me mi creda.”
Smirnov, che
nel frattempo ha provveduto a spegnere il sigaro, assente con il capo
e si alza. Tutti e tre s'avviano in silenzio verso l'uscita. Proprio
prima di dividersi e raggiungere le proprie automobili, la Chapman
riprende a parlare: “Va da sé che una notizia come questa può
influire in modo moto pesante e negativo sulla nostra psiche, per cui
dovremo sottoporci breve a un controllo supplementare … parlo
anche di me naturalmente. Sarà un controllo diverso dal solito, più
approfondito a secondo le più recenti scoperte... Riceverete
comunicazione ufficiale anche di questo.”
Detto ciò la
Chapman saluta entrambi in modo molto formale.
Mentre
Smirnov e la Chapman si avviano in direzione del lago, Chantal decide
per la direzione opposta. Le parole pronunciate dalla Chapman proprio
in coda alla riunione le risuonano sinistre; ma perché.... e a chi
parlarne? Il pensiero la scuote, pur avendo come tutti molte
amicizie, avverte l'abisso che separa quelle conoscenze dalla
possibilità di una confidenza così rischiosa.
Percorsi un
centinaio di metri, si ferma al semaforo a un incrocio. Non c'è
nessuno ma non si azzarda ad attraversare. Attende con impazienza il
verde e poco prima che arrivi un'auto proveniente da sinistra fa in
tempo a passare prima che il semaforo segni il rosso. Chantal
riconosce subito l'automobile da cui si era sentita seguita due ore
prima. Decide in fretta di svoltare a destra invece che proseguire
diritto nella direzione presa dall'altra automobile. Non ricorda bene
quella strada, però; l'ha percorsa poche volte e sempre in compagnia
di altri. Fortunatamente dopo circa un chilometro la carreggiata
piega verso sinistra e dopo un lungo giro si ricongiunge, a un altro
semaforo, con la strada principale. Chantal si reimmette nella
carreggiata e dopo un centinaio di metri si accorge che l'auto è
dietro di lei e la sta seguendo.
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