31 Ottobre. Cara Ginevra, nell'antichità lo spazio era
cornice di ogni cosa ed il muoversi, il semplice muoversi, poteva
divenire tutto e conoscenza di ogni cosa. Boccaccio e Chaucer sono
forse stati gli ultimi scrittori della tradizione 'antica' a poter
considerare lo spazio in questo modo, con tutta l'innocenza di tale
sguardo. Altre strade, però, s'erano già dischiuse. Il viaggio come
metafora ed allegoria trovò in Dante un eccelso interprete in
poesia, con il Don Chisciotte e il Lazarillo de Tormes il viaggio
allegorico moderno approda nella narrativa e troverà nel romanzo di
Swift I Viaggi di Gulliver il prototipo che ne ispirerà altri.
Boccaccio e
Chaucer stanno ancora sul crinale ed è anche per questo, credo, che
nonostante le occasioni che determinano il loro peregrinare (la
pestilenza e la penitenza) sia il Decameron sia i Racconti di
Canterbury conservino una gioiosità e un'innocenza così
sorprendentemente poco moderne. È alla fine della narrazione che ci
rendiamo conto che con loro ha termine un mondo; quando capiamo che
nel Decameron il viaggio vero avviene nel racconto e non per le
colline toscane in attesa che la peste finisca e nei Racconti di
Canterbury perché la meta è l'inizio di un viaggio simbolico ma
anche il superamento del viaggio mondano dopo il suo attraversamento.
Da Ulisse ai
protagonisti del Satyricon di Petronio Arbitro, passando attraverso
le narrazioni di Erodoto, lo spazio era invece tutto e chi si muoveva
in esso vedeva il mondo e la conoscenza venire incontro a lui e chi
si muove ha la sensazione di andare incontro al mondo con gioia o
terrore. Ora non abbiamo più spazio, tutto lo spazio è stato
saturato e persino l'infinito ci lascia un dubbio che possa anche non
esserlo. Il nostro mondo, invece, è dominato dal tempo. È nel tempo
e nella durata che il mondo viene a noi incontro e noi possiamo nel
tempo e nella durata andare incontro ad esso. Lo spazio è stato
metabolizzato e la sua valenza di conoscenza è stata trasformata in
istruzioni per l'uso, diretta televisiva, turismo di massa, viaggi
organizzati. Certo, si può resistere anche a ciò inventando
peregrinazioni proprie, fuori dai circuito,come si dice, ma non
cambia nulla, sono comportamenti di nicchia che possono soddisfare
chi li mette in atto ma non più di questo. Le imprese di Messner o
quelle tragicomiche di Fogar, sono lì a dircelo.
Con affetto.
P.S.
Dimenticavo: nello spazio potevamo pensarci infiniti, ma non nel
tempo. Nel tempo il mondo ci viene incontro e noi andiamo incontro ad
esso come scoperta del limite. Nel tempo noi siamo limitati per
definizione, ma anche il mondo che ci viene incontro lo è perché è
anch'esso mescolato all'immagine che ne abbiamo: lo spazio saturato e
globale assomiglia più di prima al tempo limitato di vita di
ciascuno.
1 Novembre.
Il cielo è carico di neve repressa, livida; dalla finestra il grigio
scende così a fondo che si mescola all'asfalto e il colore uniforme
si spalma come un lago che lentamente tracima. In alto in alto, un
sole strozzato manda flebili grida di luce, ma a metà pomeriggio già
scompare.
2 Novembre.
Che cos’è l'idea? Questa domanda ogni tanto ritorna ed esige che
le si risponda, anche qualora lo si sia già fatto in passato. Essa è
prima di tutto una scelta e quindi una costrizione, perché scegliere
non significa soltanto dire sì, ma anche dire no a qualcosa d’altro.
8 Novembre.
Di nuovo verso Berlino, capitale tranquilla d’Europa, alla luce
calante del nord. Il paradosso berlinese quanto è destinato a
durare? Difficile dirlo, ma l’insofferenza degli altri tedeschi
cresce. A Berlino si vive troppo bene con poco e non è soltanto il
frutto di una certa attitudine spartana, ma anche dei cospicui
finanziamenti pubblici, riversati sulla città da tutta Europa.
Berlino doveva essere risarcita in qualche modo dal fatto di essere
stata la città di frontiera per eccellenza, di avere sopportato il
peso della guerra fredda come nessun altra città europea ha dovuto
sopportare. Sono passati più di vent’anni, però, la memoria è
anche molto ma molto più corta. E poi non solo gli stranieri ma
anche i tedeschi, specialmente giovani, che vivono in altre zone
della Germania, vengono qui, alla ricerca di affitti bassi, lavoretti
e sussidi. E poi a est rimpiangono addirittura il muro talvolta,
tutti parlano di annessione, non di riunificazione e questo genera
sentimenti ambivalenti: per l’uomo medio tedesco poco interessato
alla politica, i berlinesi dell’est sono ingrati se rimpiangono il
passato, mentre il cittadino dell’est, anche quello che aveva
seguito le manifestazioni che portarono alla caduta della DDr, oggi,
si rende conto di essere stato trattato come un tedesco di serie B.
Sarà la
crisi mondiale a determinare l'esistenza o la fine della nicchia, ma
sembra che nessuno se ne voglia accorgere. Tutta l'Europa sembra
vivere in una sindrome dell'anno mille. Quella volpe geniale e
maledetta di Lars Von Trier si è subito sintonizzato sulle onde
giuste con Melancholia: bisognerà andarlo a vedere questo film,
sperando che non si orribile come il suo penultimo ma assomigli di
più ai suoi capolavori. Anche Faust però è un film del tempo, del
nostro tempo. Forse non del tutto riuscito, è tuttavia
impressionante. E se i Maya avessero ragione?
9 Novembre.
La lettura mi ha appassionato ma anche trasportato altrove. A volte
bisogna seguire ciò che accade, ma questo mi rende inquieto; sento
al tempo stesso l'urgenza di cominciare a scrivere e l'impossibilità
di farlo. Covare è l'atto in assoluto più difficile.
10 Novembre.
Ritorno faticosamente ai miei personaggi, al loro peregrinare, alle
carte da selezionare. La storia e il suo peso, con certi nodi
cruciali o ritenuti tali.
11 Novembre.
Forse tutto sta nella forza dei personaggi, nella loro statura.
Misurati con il metro del nostro presente sembrano giganti, ma anche
questa è una distorsione ottica dovuta alla piccolezza della nostra
attualità? Oppure è un inganno anche questo? Ma uno scrittore non
deve porsi questi problemi… Sì, è ora di dedicarsi ai personaggi,
metterli meglio a fuoco. Forse non è vero che non sono all'altezza
di quelli che hanno nutrito le letture di tutti, è il romanzo
storico che sembra essere fuori gioco nel nostro tempo post moderno.
Eppure anche questo è un inganni: le condizioni di vita ci
riporteranno presto alla necessità del suo ripristino.
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