domenica 6 novembre 2011

Agenda di scrittore: romanzo


31 Ottobre. Cara Ginevra, nell'antichità lo spazio era cornice di ogni cosa ed il muoversi, il semplice muoversi, poteva divenire tutto e conoscenza di ogni cosa. Boccaccio e Chaucer sono forse stati gli ultimi scrittori della tradizione 'antica' a poter considerare lo spazio in questo modo, con tutta l'innocenza di tale sguardo. Altre strade, però, s'erano già dischiuse. Il viaggio come metafora ed allegoria trovò in Dante un eccelso interprete in poesia, con il Don Chisciotte e il Lazarillo de Tormes il viaggio allegorico moderno approda nella narrativa e troverà nel romanzo di Swift I Viaggi di Gulliver il prototipo che ne ispirerà altri.
Boccaccio e Chaucer stanno ancora sul crinale ed è anche per questo, credo, che nonostante le occasioni che determinano il loro peregrinare (la pestilenza e la penitenza) sia il Decameron sia i Racconti di Canterbury conservino una gioiosità e un'innocenza così sorprendentemente poco moderne. È alla fine della narrazione che ci rendiamo conto che con loro ha termine un mondo; quando capiamo che nel Decameron il viaggio vero avviene nel racconto e non per le colline toscane in attesa che la peste finisca e nei Racconti di Canterbury perché la meta è l'inizio di un viaggio simbolico ma anche il superamento del viaggio mondano dopo il suo attraversamento.
Da Ulisse ai protagonisti del Satyricon di Petronio Arbitro, passando attraverso le narrazioni di Erodoto, lo spazio era invece tutto e chi si muoveva in esso vedeva il mondo e la conoscenza venire incontro a lui e chi si muove ha la sensazione di andare incontro al mondo con gioia o terrore. Ora non abbiamo più spazio, tutto lo spazio è stato saturato e persino l'infinito ci lascia un dubbio che possa anche non esserlo. Il nostro mondo, invece, è dominato dal tempo. È nel tempo e nella durata che il mondo viene a noi incontro e noi possiamo nel tempo e nella durata andare incontro ad esso. Lo spazio è stato metabolizzato e la sua valenza di conoscenza è stata trasformata in istruzioni per l'uso, diretta televisiva, turismo di massa, viaggi organizzati. Certo, si può resistere anche a ciò inventando peregrinazioni proprie, fuori dai circuito,come si dice, ma non cambia nulla, sono comportamenti di nicchia che possono soddisfare chi li mette in atto ma non più di questo. Le imprese di Messner o quelle tragicomiche di Fogar, sono lì a dircelo.

Con affetto.

P.S. Dimenticavo: nello spazio potevamo pensarci infiniti, ma non nel tempo. Nel tempo il mondo ci viene incontro e noi andiamo incontro ad esso come scoperta del limite. Nel tempo noi siamo limitati per definizione, ma anche il mondo che ci viene incontro lo è perché è anch'esso mescolato all'immagine che ne abbiamo: lo spazio saturato e globale assomiglia più di prima al tempo limitato di vita di ciascuno.

1 Novembre. Il cielo è carico di neve repressa, livida; dalla finestra il grigio scende così a fondo che si mescola all'asfalto e il colore uniforme si spalma come un lago che lentamente tracima. In alto in alto, un sole strozzato manda flebili grida di luce, ma a metà pomeriggio già scompare.

2 Novembre. Che cos’è l'idea? Questa domanda ogni tanto ritorna ed esige che le si risponda, anche qualora lo si sia già fatto in passato. Essa è prima di tutto una scelta e quindi una costrizione, perché scegliere non significa soltanto dire sì, ma anche dire no a qualcosa d’altro.

8 Novembre. Di nuovo verso Berlino, capitale tranquilla d’Europa, alla luce calante del nord. Il paradosso berlinese quanto è destinato a durare? Difficile dirlo, ma l’insofferenza degli altri tedeschi cresce. A Berlino si vive troppo bene con poco e non è soltanto il frutto di una certa attitudine spartana, ma anche dei cospicui finanziamenti pubblici, riversati sulla città da tutta Europa. Berlino doveva essere risarcita in qualche modo dal fatto di essere stata la città di frontiera per eccellenza, di avere sopportato il peso della guerra fredda come nessun altra città europea ha dovuto sopportare. Sono passati più di vent’anni, però, la memoria è anche molto ma molto più corta. E poi non solo gli stranieri ma anche i tedeschi, specialmente giovani, che vivono in altre zone della Germania, vengono qui, alla ricerca di affitti bassi, lavoretti e sussidi. E poi a est rimpiangono addirittura il muro talvolta, tutti parlano di annessione, non di riunificazione e questo genera sentimenti ambivalenti: per l’uomo medio tedesco poco interessato alla politica, i berlinesi dell’est sono ingrati se rimpiangono il passato, mentre il cittadino dell’est, anche quello che aveva seguito le manifestazioni che portarono alla caduta della DDr, oggi, si rende conto di essere stato trattato come un tedesco di serie B.
Sarà la crisi mondiale a determinare l'esistenza o la fine della nicchia, ma sembra che nessuno se ne voglia accorgere. Tutta l'Europa sembra vivere in una sindrome dell'anno mille. Quella volpe geniale e maledetta di Lars Von Trier si è subito sintonizzato sulle onde giuste con Melancholia: bisognerà andarlo a vedere questo film, sperando che non si orribile come il suo penultimo ma assomigli di più ai suoi capolavori. Anche Faust però è un film del tempo, del nostro tempo. Forse non del tutto riuscito, è tuttavia impressionante. E se i Maya avessero ragione?
9 Novembre. La lettura mi ha appassionato ma anche trasportato altrove. A volte bisogna seguire ciò che accade, ma questo mi rende inquieto; sento al tempo stesso l'urgenza di cominciare a scrivere e l'impossibilità di farlo. Covare è l'atto in assoluto più difficile.

10 Novembre. Ritorno faticosamente ai miei personaggi, al loro peregrinare, alle carte da selezionare. La storia e il suo peso, con certi nodi cruciali o ritenuti tali.

11 Novembre. Forse tutto sta nella forza dei personaggi, nella loro statura. Misurati con il metro del nostro presente sembrano giganti, ma anche questa è una distorsione ottica dovuta alla piccolezza della nostra attualità? Oppure è un inganno anche questo? Ma uno scrittore non deve porsi questi problemi… Sì, è ora di dedicarsi ai personaggi, metterli meglio a fuoco. Forse non è vero che non sono all'altezza di quelli che hanno nutrito le letture di tutti, è il romanzo storico che sembra essere fuori gioco nel nostro tempo post moderno. Eppure anche questo è un inganni: le condizioni di vita ci riporteranno presto alla necessità del suo ripristino.


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