CAPITOLO TRENTANOVESIMO.
Chantal decide di non cambiare percorso per il momento, del resto anche in precedenza era stata convinta di essere seguita, ma poi sembrava che tutto fosse andato diversamente. Due eventi casuali dello stesso tipo, erano difficili da credere, e fra un pensiero e l'altro sono giunti al semaforo.
Il traffico è modesto e l'auto dietro di lei rallenta vistosamente come se non volesse giungere troppo vicina; alla fine è costretta a farlo, ma proprio in prossimità del semaforo viene superata da un veicolo proveniente da una via laterale. Le tre auto sono ferme in attesa. Chantal sbircia nello specchietto retrovisore, ma l'auto che si è posta in mezzo le impedisce di vedere bene chi ci sia sull'altra. Dietro di lei invece, vede bene una coppia che discute allegramente e ride. Sono giovani, ma non giovanissimi e la vista dei due riporta di colpo il pensiero alla scoperta di quanto sta avvenendo sulla bolla. Chantal è colta da una vertigine, si appoggia al volante, le sembra di perdere i sensi: poi ode due colpetti di clacson dietro di lei. Il semaforo segna il verde ma lei non se ne è accorta. Riparte e l'auto della coppia la sorpassa, in fretta, i due immersi nella loro conversazione non le rivolgono alcuno sguardo. Chantal decide di accelerare per non perdere la scia dei due davanti. Guarda di nuovo nello specchietto retrovisore: l'auto è sempre lì ma a una certa distanza, per cui è difficile mettere a fuoco il volto e il numero dei passeggeri. L'impressione è che siano almeno in tre.
Intanto l'auto della coppia davanti a lei ha svoltato a sinistra: per un attimo Chantal pensa di seguirla, ma poi rinuncia. Non conosce bene quella strada e preferisce non aggiungere altro fastidio e ansia a quanto già accade. Tira diritto e non avendo un'idea su come affrontare la situazione decide di prendere ancora tempo. Intanto sono giunti a ridosso di un paese di media grandezza, a pochi chilometri dalla città in cui vive, la capitale, cioè l'insediamento più grande di tutta la bolla.
L'avvistamento delle prime case la fa sospirare di sollievo ma non si decide a fare qualcosa, spera solo che quelli dietro si avvicinano per poterli mettere meglio a fuoco. Così è infatti! È quasi mezzogiorno e le strade sono piene di gente che fa la spesa oppure ritorna per la pausa dalle città vicine. Tamburella le dita sul volante e quando osserva di nuovo dietro di sé l'auto è li vicinissima, addirittura incombente. Sono proprio in tre. Sui sedili anteriori un uomo alla guida e una donna dallo sguardo duro, proteso in avanti, inespressivo e fisso. Dietro, un altro uomo che indossa un cappello: il volto è in parte nascosto.
Alla periferia del paese il traffico di nuovo dirada, solo dalla parte opposta vengono molte auto: sono quelli che lavorano nella capitale ma che preferiscono tornare a casa anche solo per poco durante la pausa.
Nella loro direzione sono solo in due e l'auto che la segue è tornata a una relativa distanza. La strada si sta avvicinando all'ultimo bivio: proseguendo diritta, la carreggiata va verso le montagne, mentre girando a destra si arriva dopo meno di un chilometro a costeggiare il lago, sulle cui sponde di fronte si distende la capitale. Rallenta, come presa di nuovo dai dubbi, ma poi decide di proseguire verso la città. Il semaforo al bivio è rosso e di nuovo l'auto dietro di lei s'avvicina. Chantal si sente vuota e priva di qualsiasi pensiero. Attende assorta e di nuovo il verde la sorprende, almeno così le sembra perché lo fissa per un momento prima di ripartire. Dietro di lei, però, nessuno ha suonato e questo particolare la convince definitivamente che la stanno seguendo. Prende lo stesso la strada del lago ma questa volta le ritorna di colpo la volontà di agire. Afferra il telefono di bordo e compone il numero di un'amica.
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