lunedì 25 dicembre 2017

l'ultimo numero di doppiopzero

doppiozero
 
la newsletter di doppiozero · 25 dicembre 2017
 
Buon Natale!
Anche nei giorni di festa la nostra newsletter, che si apre con un'intervista di Marco Belpoliti a Roberto De Simone: che ne è oggi del presepe? È morto o qualcosa della tradizione ancora sopravvive?
Alessandra Sarchi scrive delle parole di cura di Severino Cesari: il diario di un uomo innamorato dei libri e dell'intelligenza umana, il racconto della malattia e dell'imprevedibilità della vita. Hannah Arendt, Günther Stern e il loro carteggio intimo-filosofico raccontato da Francesca Rigotti. E infine Antonio Moresco ricorda la scrittrice Alessandra Saugo: la sua voce di donna e di condottiera, "in lei c’è ferocia perché c’è delicatezza: le due cose sono inseparabili".
 
Auguri dunque, e buona lettura!
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La morte del presepe
Marco Belpoliti
Come sono oggi i presepi a Napoli? Ci sono ancora? Io più che della tradizione, sulla quale bisognerebbe fare un distinguo tra ciò che è oggi e quello che era nel passato, parlerei del presepe come espressione religiosa di una cultura. Come espressione diretta non esiste più. »
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Severino Cesari. Con molta cura
Alessandra Sarchi
 
Con molta cura, è il diario lungo due anni, 2015-2017, di un uomo molto innamorato dei libri – faceva l’editore – altrettanto dell’intelligenza umana, della propria famiglia e dei propri amici, della luna, delle piante, dei gatti. »
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Hannah Arendt e Günther Anders. Scrivimi qualcosa di te
Francesca Rigotti
 
Si conobbero nel 1925 all'Università di Marburg, dove entrambi frequentavano Filosofia, al seminario di Heidegger: Hannah Arendt, diciannovenne (era nata nel 1906) e Günther Stern (poi Anders, diremo come e perché), che aveva qualche anno di più (era nato nel 1902). Si persero di vista per un periodo, proprio quello in cui Hannah Arendt ebbe una relazione con il loro professore Martin Heidegger. »
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È per delicatezza che ho perduto la mia vita
Antonio Moresco
Ho riletto alcune pagine del suo primo libro, Bella pugnalata, al quale sono particolarmente legato perché Alessandra me lo aveva mandato manoscritto quando ancora non la conoscevo. Ricordo che mi aveva colpito, mi aveva sbalordito per come era impietoso e crudele, ma anche per la sua fragilità, delicatezza ferita e dolore. »

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