giovedì 1 marzo 2018

Sul duplice femminicidio di Latina



SUL DUPLICE FEMMINICIDIO DI LATINA

Ci sono molte cose da dire su questo duplice femminicidio di Latina e nella speranza che sopravviva e in modo vivibile la terza vittima: perché tale fatto s’intrecciano in un solo episodio, la violenza maschile sulle donne, l’aggravante che a compierla sia un uomo che in teoria dovrebbe essere dedito a garantire la sicurezza di cittadini e cittadine, in terzo luogo perché l’insipienza istituzionale, anzi la vera e propria fuga dalle proprie responsabilità, chiama in causa la politica ai suoi piani più alti, i percorsi di formazione di poliziotti e carabinieri, aldilà delle chiacchiere e delle solidarietà pelose che sentiremo esprimere anche in questa circostanza e del silenzio criminale di chi sbraita di violenza quando possono attribuirla e etnie e culture diverse da quella italica. Non vedo nelle prese di posizione di questi giorni, da parte di alcuna forza politica, una vera messa a tema di tutto questo e allora pongo per il momento tre domande precise, rimandando a un secondo tempo l’approfondimento di tutti i diversi aspetti:
1)    Quali impegni sono stati presi in tema di rafforzamento dei centri anti violenza autogestiti dalle associazioni femministe e femminili?
2)    Che fine ha fatto la legge antitortura di cui si parla da anni?
3)    Quali misure oltre a quella precedente, avete pensato per portare finalmente la costituzione italiana dentro le caserme?
Sono di certo domande retoriche se sono rivolte alle figure che vediamo comparire sulla scena, ma mi piacerebbe che chi si accinge  a votare  e ha un orientamento che un tempo si sarebbe definito democratico e di sinistra almeno qualcuna di queste domande (ce ne sono una decina d’altre, ma voglio stare sul pezzo e sul tema), le abbia poste ai partiti che intende votare.
Tuttavia, la gravità dell’episodio e i suoi intrecci molteplici mi spingono anche a chiedermi se non sia possibile che altri, al di fuori del mercato elettorale, prendano una qualche iniziativa. In quello che è successo a Latina credo siano anche riscontrabili veri e propri reati di omissione: qualcuno lo ha scritto questa mattina in rete ma il messaggio è stato subito coperto da altri. Non voglio però che si rimanga su un piano solo giuridico anche se necessario. Mi domando allora se un’associazione come Maschile Plurale non possa farsi promotrice di una iniziativa politica che da un lato sollevi anche presso la corte europea di giustizia tutte le inadempienze italiane su queste tematiche ma che sia anche un momento di mobilitazione in cui siano gli uomini a prendere al parola in modo forte sul tema della violenza maschile e non solo.

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