lunedì 30 gennaio 2012

Agenda di scrittore: romanzo

CAPITOLO TRENTOTTESIMO.

È passata una settimana dall'increscioso incidente di bordo, le civiltà extraterrestri, apparse improvvise e sembrate a portata di mano per un tempo di sei mesi che si era allungato assai nell'immaginazione di tutti, erano di nuovo scomparse dall'orizzonte, dissolte. Ridotte di nuovo a numeri di una statistica che classificava la probabilità d'incontrarle in una percentuale infinitesima, erano ritornate ad essere un arido segno matematico piuttosto che un'aspettativa che nutriva narrazioni e miti prima ancora che l'evento fosse certo.
A Gunther, intanto, è bastato molto meno per avere ragione sulle sue previsioni: i giornalisti, più lontani se ne stavano dalla Terza Struttura e meglio sarebbe stato. La sua richiesta di permesso d'uscita straordinaria (sei mesi addirittura), era stata accolta senza fiatare e tornando nell'appartamento che condivideva con Chang per prepararsi a sloggiare, lo aveva visto intento ad armeggiare pure lui intorno al bagaglio.
Come, anche tu?”, poi, riprendendosi in fretta dalla sorpresa: “Bravo! Che ci stiamo a fare qui dentro?”
Aveva ragione lei... le altre civiltà: io ci credevo sa e un po' ci credo ancora... lei invece non ci hai mai creduto.”
No, ti sbagli Chang, ci credo anch'io ma che esistano!, non che noi le possiamo incontrare solo perché abbiamo fatto questo giro fuori porta su questo trabiccolo che ci ospita!”
A quelle parole Chan si mette a ridere nel suo modo, ma più furiosamente e incontrollato; modo che appariva ancor più impressionante del solito perché al suono flebile che usciva dalle labbra corrispondeva un corpo sussultante e - si sarebbe detto - addirittura in preda a convulsioni.
Calmati, calmati....”
Finalmente calato, il riso aveva influenzato l'intero corpo, che smette di oscillare come un birillo; Chan ritorna alle sue valigie, proprio mentre Gunther dispone la sua sul divano.
A volte mi domando perché sia partito...”
Ancora del lei mi dai e via, andiamo!”
Tu per me sei sempre il decano qui, un po' un maestro...”
Gunther fa un gesto con la mano come per minimizzare.
A volte me lo domando anche io ma poi la risposta è sempre la stessa. Mi piacevano le inchieste rischiose e pensavo che questo viaggio mi desse modo di farne tante, che ci sarebbero state molte cose da raccontare...”
Lo dice come se non ne fosse più convinto.”
Non proprio, è che improvvisamente ho capito che non avremmo più potuto farlo a quelli rimasti là. Può sembrare assurdo quello che dico ma io continuavo a pensare a loro e non a noi.... Noi giornalisti raccontiamo in diretta quello che romanzieri e storici poi comprenderanno meglio di noi. Ma a chi lo stiamo dicendo?” A noi stessi, tutto mi sembra racchiuso in un cerchio troppo ristretto....Poi mi dico, va beh sei partito per un'inchiesta sul campo che non finirà mai ma dato che tu finirai prima come sempre, infondo che differenza c'è fra raccontarlo a quelli rimasti sulla terra piuttosto che a noi... siamo tutti dispersi in un oceano senza scampo per dirla con i versi di un poeta che continuo ad amare...”
Chan si blocca a quelle parole, e lo guarda con un'espressione ancor più difficile da decifrare per un europeo che osserva il volto di un cinese.
Allora lei non è partito perché pensava che la vita là fosse ormai compromessa da tutti gli scempi che l'umanità aveva compiuto...”
Ma no certo che no! Non l´ho mai pensato. Mi sono sempre detto che quella era la propaganda, sentivo quei discorsi con distacco. Quelli se la cavano come sempre! Non ha visto? Giocano a calcio, organizzano i loro giochi e campionati di sempre, lo hai visto anche tu quel filmato maledetto e ridicolo. Magari saranno tutti malati, i corpi pieni di protesi e plastica e altre diavolerie ma sono sempre lì in mezzo ai loro soliti riti. Se a così vertiginosa distanza lo spaccato di vita che ci ha raggiunto fin qui è quello, tutto il resto lo possiamo immaginare.”
Chan riprende a mettere i panni nella valigia, ma in modo meccanico e disattento, tanto da riempirla in modo esorbitante o meglio tracimante, che presto lo convince di non poterla proprio chiudere. Mutande e calze prendono allora la via del ritorno in guardaroba. Mentre simmetricamente Gunther chiude la sua di valigia, con poche cose, smilza come sempre.
Usciamo insieme?”
Perché no; anzi, se non ha di meglio da fare questa sera, vieni a cena da noi! Ne sarei davvero onorato e anche mia moglie, che me lo chiede sempre.”
D'accordo, si dammi il tempo di una doccia e di un po' di riposo a casa. Verso le ventuno va bene?”

Non poteva rifiutare l'ennesimo invito a cena di Chang, sebbene gli bruciasse assai di non incontrare subito Johann. Erano passati sei mesi dalla brusca interruzione del loro colloquio, proprio il giorno in cui tutta questa follia dei contatti con civiltà extraterrestri era cominciata. Ricorda come in un lampo i loro sguardi di allora che esprimevano la stessa sensazione: che fosse un piano preordinato, che non ci fosse nulla di vero anche in quel contatto iniziale e che esso fosse stato montato abilmente da una regia occulta. Questo lo aveva meditato e meglio e ancor più convinto non appena arrivato dentro, anche a causa dell'incontro strano con la Passini, ma poi se ne era via via dimenticato. Anche lui era stato preso nel vortice di quei contatti assurdi, un po' per fatalismo, un po' per pigrizia e piano piano si era persino dimenticato della morte di Alice e delle loro congetture. Ricordando ora la telefonata recente con Johann gli sembrava che anche loro fuori fossero stati catturati dalla possibilità di un incontro. Possibile che fossero tutti vittima di un complotto, anche coloro che non avevano incarichi nelle Strutture?
Il pensiero lo inquietava, ma d'altro canto l´esito del contatto e la modalità grottesca del suo fallimento avevano già fatto una vittima certa: non soltanto Galileo (cosa ovvia), ma l'intera Terza Struttura rischiava di collassare sotto il peso di un insuccesso così, grave. Era proprio quello l'obiettivo? E allora bisognava forse saperne di più su cosa diavolo stessero cercando, oppure ricercando in quel momento.
L'unica ipotesi alternativa era il caso, la disdetta... ma come fare a crederci?
Tutto questo gli faceva avvertire con un senso di fastidio l'appuntamento serale, cui lui stesso peraltro aveva dato il là con quella proposta di uscire insieme dalla struttura, forse sperando che l'urgenza di incontrare la moglie avesse distolto Chang, dall'invitarlo proprio quella sera stessa.
Ma ormai... meglio avvisare Johann a prendere appuntamento con lui il giorno dopo, pensa mentre cerca di girare la chiave nella toppa del suo appartamento; ma dall'altra parte la serratura fa resistenza, segno che qualcuno e´ in casa. Infatti sente dei passi rapidi. È Sigfried ad aprire e ad abbracciarlo subito.
Finalmente! Vien vieni che ti stavamo aspettando.”
Il noi insospettisce piacevolmente Gunther e non si sbaglia: Johann è proprio lì
Lo hai avvertito tu!”
No.. no.” Risponde Johann mentre i due si abbracciano.
Anche se questo signore ed io ci siamo visti spesso durante questi sei mesi, del tuo ritorno ho avuto notizia dal grande capo.”
Narlikar?” grida quasi Gunther, sorpreso da quella dichiarazione.
No, non così grande... Galileo anche se un po' ce lo avevi anticipato tu con la previsione che vi avrebbero allontanato in fretta.”
Ma perché lo avete chiesto proprio a lui... capisco che un gesto del genere ci può stare...”
Johann e Sigfired si guardano sorridendo poi è il figlio a parlare.
No, guarda che ha chiamato lui Johann.”
Cosa?”
Già, proprio così.”
Gunther si siede di colpo, e si porta le mani al capo.
Di procedure prese sotto gamba ne ho visto tante in questi mesi ma questa poi! “
Già una violazione macroscopica delle regole e proprio del divieto di un componente della Struttura di comunicare direttamente con un common quando ha incarichi delicati e si trova dentro la Struttura... è un passo gravissimo il suo.”
Che avrà per forza conseguenze.”
Aggiungi pure il fatto che io e lui ci conosciamo poco in fondo mi avrà visto un paio di volte a casa tua.” aggiunge Johann.
Un segnale dunque, anzi una vera e propria dichiarazione di guerra... eppure qualcosa non mi torna. Perché coinvolgerci in questo modo!”
Come può immaginare dei nostri sospetti e perché fidarsi di noi... In ogni caso così ci ha bruciati con gli altri.”
Mi conosce Galileo, mi conosce bene. Deve avere intuito qualcosa.” Aggiunge Gunther.
Si quello che dici è convincente e possibile Johann ” aggiunge Sigfried che intanto ha preso tre birre dal frigorifero; poi prosegue il suo ragionamento.
Però ha ragione anche papa, così ci ha bruciati, mentre poteva aspettare e vederci di persona fuori.”
Non sa quando potrà´ uscire....”
Già vero anche questo , l'inchiesta potrebbe durare a lungo.”
Adesso però devo dirvi che questa sera ho un impegno... vado fuori a cena.”
Una donna?” ammiccai Johann.
Macché donna... da Chang, mi scoccia ma ormai è fatta.”
Ogni volta che ne parli non fai altro che comunicare il tuo fastidio e poi ci vai a cena ma perché”
Ma no fastidio, ma è come se tutto quello che fa capitasse sempre nel momento sbagliato...”
Oppure in quello giusto!”
A quelle parole Gunther scuote il capo.
O ragazzi piano, altrimenti qui cadiamo tutti in una sindrome paranoica senza accorgercene. Chang è un buon tipo, pedante, con una moglie un figlio, uno regolare, prosaico se volete, se mai mi domando come sia finito nelle strutture , è un uomo modesto, persino troppo per pensare che sia implicato in qualcosa. No,..”
Gli altri due non ribattono e allora Gunther prosegue.
E Alice? Ci sono novità sulla sua morte?”
Qui ti volevamo!”
A quelle parole Gunther si risiede e sospira.
Ho capito che non mi perdonerete questo invito a cena.!
”Ma no, figurati!”
Ti perdoniamo questo e altro ma domani... domani ci si vede tutto il giorno da me!”
Con tua moglie che ci gira intorno e che prende in giro i nostri discorsi?”
No, non li prende più in giro.”
Questa si che è una notizia!”

Agenda di scrittore: romanzo. Capitolo trentotto e trentanove.

Ho apporto delle modifiche ai capitoli trentotto e trentanove del romanzo, già pubblicati. Li ripubblico.


CAPITOLO TRENTANOVESIMO.

Chantal decide di non cambiare percorso per il momento, del resto anche in precedenza era stata convinta di essere seguita, ma poi sembrava che tutto fosse andato diversamente. Due eventi casuali dello stesso tipo, erano difficili da credere, e fra un pensiero e l'altro sono giunti al semaforo.
Il traffico è modesto e l'auto dietro di lei rallenta vistosamente come se non volesse giungere troppo vicina; alla fine è costretta a farlo, ma proprio in prossimità del semaforo viene superata da un veicolo proveniente da una via laterale. Le tre auto sono ferme in attesa. Chantal sbircia nello specchietto retrovisore, ma l'auto che si è posta in mezzo le impedisce di vedere bene chi ci sia sull'altra. Dietro di lei invece, vede bene una coppia che discute allegramente e ride. Sono giovani, ma non giovanissimi e la vista dei due riporta di colpo il pensiero alla scoperta di quanto sta avvenendo sulla bolla. Chantal è colta da una vertigine, si appoggia al volante, le sembra di perdere i sensi: poi ode due colpetti di clacson dietro di lei. Il semaforo segna il verde ma lei non se ne è accorta. Riparte e l'auto della coppia la sorpassa, in fretta, i due immersi nella loro conversazione non le rivolgono alcuno sguardo. Chantal decide di accelerare per non perdere la scia dei due davanti. Guarda di nuovo nello specchietto retrovisore: l'auto è sempre lì ma a una certa distanza, per cui è difficile mettere a fuoco il volto e il numero dei passeggeri. L'impressione è che siano almeno in tre.
Intanto l'auto della coppia davanti a lei ha svoltato a sinistra: per un attimo Chantal pensa di seguirla, ma poi rinuncia. Non conosce bene quella strada e preferisce non aggiungere altro fastidio e ansia a quanto già accade. Tira diritto e non avendo un'idea su come affrontare la situazione decide di prendere ancora tempo. Intanto sono giunti a ridosso di un paese di media grandezza, a pochi chilometri dalla città in cui vive, la capitale, cioè l'insediamento più grande di tutta la bolla.
L'avvistamento delle prime case la fa sospirare di sollievo ma non si decide a fare qualcosa, spera solo che quelli dietro si avvicinano per poterli mettere meglio a fuoco. Così è infatti! È quasi mezzogiorno e le strade sono piene di gente che fa la spesa oppure ritorna per la pausa dalle città vicine. Tamburella le dita sul volante e quando osserva di nuovo dietro di sé l'auto è li vicinissima, addirittura incombente. Sono proprio in tre. Sui sedili anteriori un uomo alla guida e una donna dallo sguardo duro, proteso in avanti, inespressivo e fisso. Dietro, un altro uomo che indossa un cappello: il volto è in parte nascosto.
Alla periferia del paese il traffico di nuovo dirada, solo dalla parte opposta vengono molte auto: sono quelli che lavorano nella capitale ma che preferiscono tornare a casa anche solo per poco durante la pausa.
Nella loro direzione sono solo in due e l'auto che la segue è tornata a una relativa distanza. La strada si sta avvicinando all'ultimo bivio: proseguendo diritta, la carreggiata va verso le montagne, mentre girando a destra si arriva dopo meno di un chilometro a costeggiare il lago, sulle cui sponde di fronte si distende la capitale. Rallenta, come presa di nuovo dai dubbi, ma poi decide di proseguire verso la città. Il semaforo al bivio è rosso e di nuovo l'auto dietro di lei s'avvicina. Chantal si sente vuota e priva di qualsiasi pensiero. Attende assorta e di nuovo il verde la sorprende, almeno così le sembra perché lo fissa per un momento prima di ripartire. Dietro di lei, però, nessuno ha suonato e questo particolare la convince definitivamente che la stanno seguendo. Prende lo stesso la strada del lago ma questa volta le ritorna di colpo la volontà di agire. Afferra il telefono di bordo e compone il numero di un'amica.

Premio Elsa Morante

PREMIO ELSA MORANTE PER INEDITI XI EDIZIONE– 2012

Organizzato da Ars Gratia Artis e da “Tam Tam di Scrittori Poeti Artisti”
Patrocinio del Comune di Roma – Scadenza: 31 Marzo 2012

Dall’anno 1999  il Premio Elsa Morante per inediti valorizza i giovani talenti e le giovani promesse della scrittura, del teatro e della musica, incentivando la ricerca del talento. Giunto alle XI edizione, il premio include quest’anno una nuova sezione: la fotografia.
MONTEPREMI
In palio la pubblicazione nelle nostre collane per un valore equivalente di € 500,00.
REGOLAMENTO
Possono partecipare, con opere inedite, autori editi o inediti italiani o non italiani (ma con opere scritte in italiano), residenti ovunque. Importante: sono considerate inedite anche opere pubblicate su giornali o riviste – per edite s’intende la pubblicazione come libro, o la rappresentazione pubblica, per i testi teatrali. Si può partecipare a più sezioni contemporaneamente, con una sola opera per sezione, con il versamento di un’unica quota fissa di € 25,00.


SEZIONI:


SEZIONE POESIA
Opera di poesia a tema libero (da un minimo di 30 testi). La quota d’iscrizione è di € 20,00.
Poesia singola a tema libero (per pubblicazione su antologia); da 1 a 3 poesie max 30 versi ognuna. La quota d’iscrizione è di € 10,00.

SEZIONE NARRATIVA
Un romanzo, anche “di genere” (ossia anche poliziesco o “giallo” o di fantascienza), che non superi le 200 cartelle. La quota d’iscrizione è di € 25,00.
Una raccolta di racconti, anche “di genere”, ma dello stesso genere per ogni raccolta, comprese le fiabe, che non superi le 120 cartelle. La quota d’iscrizione è di Euro 20,00.
Un racconto singolo (per pubblicazione in antologia), di qualsiasi genere narrativo, che non superi le 10 cartelle. La quota d’iscrizione è di € 10,00.

SEZIONE TEATRO
Un atto unico edito o inedito, ma comunque non ancora rappresentato in spazi teatrali; il testo deve essere in lingua italiana e sono esclusi i testi dialettali (oltre, ovviamente, quelli in lingua straniera): l’atto unico deve prevedere una durata minima di 30 minuti e massima di 90 minuti in termini di rappresentazione teatrale. Dal 2009 questa sezione viene divisa in due sub-sezioni specializzate, per monologhi o testi fino a due personaggi, e quelli per più personaggi; per cui vi potranno essere anno due primi premi. La quota di partecipazione è di Euro 25,00. L’atto unico vincitore verrà messo in scena, almeno in parte, come lettura drammatizzata, durante la cerimonia di premiazione.

SEZIONE MUSICA
Potranno essere inviati brani musicali di qualsiasi genere, di durata non superiore a 10 minuti, orchestrali o vocali, purché originali ed inediti, da inviare con server esterno, in modo da non sovraccaricare la nostra casella di posta (tipo WeTransfer, Jumbo Mail, Giga, etc.) esclusivamente in formato WAV o MP3. La quota d’iscrizione è di € 30,00 e possono essere inviati anche più brani dello stesso autore.
I primi cinque brani classificati saranno eseguiti nel corso della premiazione, mentre i primi dieci saranno inclusi in album, pubblicato gratuitamente sul sito AGA.

SEZIONE FOTOGRAFIA
Potranno essere inviati da 1 a 3 lavori: foto b/n o a colori, immagini, loghi, lavori grafici di qualsiasi genere, in formato jpeg. La quota d’iscrizione è di € 25,00.
Per il primo classificato in palio una giornata di workshop sull’esposizione e l’uso del flash in studio.
Il workshop sull’esposizione si terrà in un vero e proprio studio di posa e sarà tenuto dal fotografo Luca Di Stefano. Alla fine del workshop sarà realizzato un servizio fotografico che il vincitore potrà tenere a portfolio, ma anche scegliere si pubblicare sul portale dall’AGA.

SPEDIZIONE DELLE OPERE
I testi, i brani musicali e i lavori fotografici dovranno essere inviati, esclusivamente in formato elettronico, al seguente indirizzo:  Specificare nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici. Le quote di partecipazione dovranno essere inviate sul seguente conto corrente bancario:  IBAN IT17 E030 3203 2010 1000 0000 962 intestato a Rocco Loschiavo, riportando la sezione a cui si partecipa.
Si precisa che la partecipazione al Premio comprenderà anche l’iscrizione gratuita per la durata di un anno all’associazione culturale Ars Gratia Artis, con tutti i relativi vantaggi. Le quote di partecipazione sono dovute solo ed unicamente per spese di segreteria e varie, relative al Premio stesso.

PREMI
I premi consisteranno in quanto indicato nelle specifiche categorie, mentre per la letteratura, per i primi tre classificati, vi sarà la pubblicazione gratuita in formato elettronico sul sito dell’AGA. Mentre per il vincitore unico ci sarà la pubblicazione nella rispettive collane.
La data di pubblicazione è a discrezione della Casa Editrice, secondo le esigenze editoriali.
Per un anno tutti i finalisti potranno pubblicare un loro breve scritto su “Tam Tam di Scrittori Poeti Artisti”, da inviare in formato elettronico. Per la musica, i brani dei primi dieci finalisti saranno pubblicati sul sito AGA.

MODALITÀ DI VALUTAZIONE
Per ognuna delle 5 sezioni verrà selezionata, a giudizio insindacabile della giuria,  una rosa di 3 finalisti che sarà resa nota agli interessati e pubblicata sul sito della Ars Gratia Artis. Il vincitore unico sarà designato nel corso della serata di premiazione.

La giuria si riserva la possibilità di segnalare ulteriori autori meritevoli di attenzione per un’eventuale pubblicazione all’interno delle proprie collane e di non assegnare il premio nel caso in cui il materiale pervenuto non venga ritenuto all’altezza. Si riserva infine di realizzare un’antologia con i migliori lavori pervenuti per tutte le sezioni. 

La Giuria del Premio è così formata:
Sezione Poesia/Narrativa/Teatro: Gabriella Gianfelici, Rocco Loschiavo, Franco Romanò, Loretta Sebastianelli, Francesca Silvestri.
Sezione Musica e Fotografia: Luca Graziani, Alessandra Leone, Rocco Loschiavo, Luca Di Stefano, Anna Zilli.
La premiazione si svolgerà entro Giugno 2012. La data ed il luogo saranno comunicati in tempo utile, a mezzo e-mail.
La partecipazione al premio comporta automaticamente l’accettazione di tutti i punti del presente Bando. I manoscritti inviati non verranno restituiti. I partecipanti al premio accettano il trattamento dei propri dati personali ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modifiche.




mercoledì 4 gennaio 2012

Difendiamo il teatro Volturno

Appello al mondo dell’arte, dello spettacolo e della cultura
L’ex Cinema Volturno, oggi CineTeatro Volturno Occupato, rischia ancora una volta di divenire oggetto di una manovra speculativa che mira, in virtù del profitto privato, a sottrarre alla cittadinanza un bene comune.
Il Volturno viene occupato nell’ottobre del 2008 da una cittadinanza attiva che lo sottrae a quasi un decennio di abbandono da parte di una proprietà irresponsabile che, ignorandone i gloriosi trascorsi di teatro di rivista e di varietà, lo lascia al degrado per poi tentare la fortuna, nel 2001, trasformandolo in una sala bingo. Fortunatamente il progetto non viene portato a termine, ma la parziale ristrutturazione dei locali del cinema arreca danni ingenti alla struttura, distruggendo alcuni affreschi degli anni venti.
Dopo la devastazione il Volturno viene definitivamente abbandonato, per poi essere messo all’asta nel pacchetto di liquidazione della Cecchi Gori Cinema Spettacolo s.r.l. insieme ad altre 13 sale romane. La procedura di liquidazione è la “soluzione” per ripianare i debiti accumulati da Cecchi Gori, le cui vicende giudiziarie sono squallidamente note, ultima in ordine di tempo quella relativa al suo arresto per bancarotta fraudolenta nel luglio scorso, nel contesto delle indagini riguardanti il fallimento dellaFin.ma.vi S.p.a. e di altre società del gruppo.
L’intenzione del liquidatore è, fin dal 2009, quella di rendere più concorrenziale il circuito cinematografico ex cecchi Gori per evitare di immettere sul mercato una società poco competitiva. Il modus operandi è chiaro: fare “cassa” vendendo i cinema romani di proprietà dell’imprenditore chiusi da tempo, tra cui il Volturno, e utilizzare i proventi delle vendite per realizzare interventi nelle sale funzionanti (per intenderci: un affresco del 1922 in cambio di un bell’ impianto 3D per vedere “I PUFFI”!).
Per quanto concerne il destino delle 11 sale del circuito ancora attive (tra cui l’Adriano) queste passano in gestione a Medaport S.P.A. che si impegna ad acquistare l’intero circuito entro il 30 giugno 2010.C' è da aggiungere che oltre al fatto che l'acquisto non è stato ancora perfezionato (ma i proventi vengono incassati eccome!) la Mediaport assume da subito un atteggiamento conflittuale nei confronti dei lavoratori, ne licenzia diversi (uno dei quali, sindacalista e “reo “di essere uno dei più attivi nella lotta)e ne trasferisce altri.
In questa giungla di svendite e privatizzazioni, di cambiamenti di destinazioni d’uso e di delibere che fingono di tutelare gli spazi di cultura il Volturno, la “Cenerentola” di Cecchi Gori, si è autopromossa a regina, diventando luogo di produzione e diffusione di cultura indipendente, di partecipazione e di lotta, rifiutando di riconoscere una proprietà, quale che sia, al di fuori della collettività che lo attraversa quotidianamente.
In questi tre anni il Volturno è stato crocevia di artisti, collettivi, movimenti di lotta per il diritto all’abitare e in difesa dei beni comuni, migranti, precari e studenti.
Tre anni di servizi alla cittadinanza attraverso sportelli di assistenza e lotta per la casa, la donna, i migranti.
Tre anni durante i quali il Laboratorio di Cultura Indipendente si è configurato come luogo di condivisione di saperi e competenze, come officina dell’arte e della cultura.
Il laboratorio si propone di agire sul territorio attraverso un’offerta culturale che và dalla musica al teatro, nell’ottica di dare spazio a produzioni indipendenti e a tutte le diverse forme d' arte offre gratuitamente lo spazio prove a compagnie o a gruppi per costruire le proprie performance e organizza laboratori teatrali aperti al territorio.
L’ultimo progetto di Laboratorio è stato l' autorecupero urbano Reworkshow, che ha visto studenti di architettura coinvolti nella ristrutturazione dello spazio attraverso tecniche di riuso e autocostruzione.
Contro la logica delle privatizzazioni e delle speculazioni, contro l'idea di una metropoli che non ci rappresenta, che mercifica il nostro tempo e il nostro agire, rivolgiamo un appello al mondo dell’arte, della cultura e dello spettacolo, invitando chiunque condivida la nostra lotta in difesa dei luoghi di cultura indipendente a sostenerci attivamente nella costruzione della futura programmazione e firmando la nostra petizione all’indirizzo http://www.petizionionline.it/petizione/il-volturno-non-e-in-vendita/5818
In difesa degli spazi di movimento e dei luoghi di cultura indipendente, per impedire che il profitto e la speculazione privino la cittadinanza di un bene comune:
DIFENDIAMO IL VOLTURNO

Inviare una presentazione del progetto ai seguenti indirizzi:
volturnocinebistrot@gmail.com ( cinema cortometraggi).