lunedì 30 aprile 2012

Agenda di scrittore: romanzo. Capitolo quarantunesimo.


CAPITOLO QUARANTUNESIMO.

Dall'altra parte del telefono nessuna voce...
Mi stanno seguendo.”
Chantal! Sei tu? Hai una voce alterata... che succede!”
Mi stanno seguendo!”
Chi!... e dove ti trovi sento che sei in auto, è così ?”
Sì è cosi´!”
Dove sei?”
Quasi in città, alla fine della circonvallazione...”
Arrivo, ma tu cerca di stare calma...”
Non è facile.”

Tony esce di corsa e scende nel garage sottostante l'appartamento. Esce e si avvia per il corso principale, da casa sua alla fine della circonvallazione c'è circa un chilometro di strada e per fortuna il traffico non è intenso. Non ci mette molto ad avvistare l'auto di Chantal, che avanza lentamente nell'altra direzione. Tony aziona le luci per attirare la sua attenzione e Chantal rallenta e poi si ferma. La vettura dietro di lei la supera senza accelerare, anzi rallentando a sua volta. Tony attende ancora un momento prima di scendere, poi lo fa, attraversando lentamente la strada per recarsi dall'altra parte dove Chantal l'attende, già in piedi e accanto alla portiera ancora aperta. Quando sono vicine l'altra vettura, una cinquantina di metri davanti a loro, si rimette in moto e s'allontana velocemente.
Seguiamoli, ora hai visto anche tu...”
Non è prudente e poi devi spiegarmi qualcosa di più, quello che mi hai detto non basta e potrebbe essere molto pericoloso per entrambe...”
Dopo un momento di perplessità Chantal se ne convince.
Sì hai ragione ma mi rendo conto che sto ragionando male in alcuni momenti...”
Dai non preoccupartene ora, ti sei tenute troppe cose dentro e capisco il tuo scrupolo ma ora non è più tempo... quelli li ho visti anche io e se avevo perplessità sulle tue paure ora non ne ho più...”
Si avviano a un bar poco distante, Chantal però continua a essere reticente. “Dai retta a me, hai bisogno di qualcosa di forte poi è meglio se non andiamo subito a casa...”
Potrebbero avermi individuata?”
Non credo io ho sempre seguito molta prudenza con te ma oggi non ce l´ho fatta più, ma non credo che basti la telefonata, non credo se l'aspettassero...” “Su questo potresti sbagliarti....”
Oh dio ho messo nei guai anche te non ne posso più...”
No, ne ho parlato con Stephan senza dirti nulla e lui ha predisposto una serie di controlli, a casa c'è lui in questo momento e abbiamo stabilito un modo abbastanza sicuro per comunicare e anche per questo che non voglio tornare subito. Tu in ogni caso stai da noi in questi giorni...”
No, adesso sbagli tu... questa tua scelta è una risorsa ma non ancora per me... devo correre il rischio di tornare a casa e trasferire da te tutta la documentazione... poi ne parliamo.”
Ci andiamo insieme a casa tua....”
Ma così ti scopri del tutto.....”
È solo una questione di tempo Chantal pensaci... se i tuoi sospetti fossero stati dovuti a un eccesso di ansia potremmo riderci sopra, ma visto che non è così cosa credo che ci voglia ad arrivare a me? Qui siamo tutti in una piazza di lavandaie dove tutti sanno tutto di tutti prima o poi e se mai è solo l'eccesso di comunicazione con i mezzi più strani che crea a volte un tilt nella comunicazioni...”
Chantal si mette a ridere.
Hai ragione ho l'impressione che stiamo tutti un po' impazzendo su questa benedetta bolla vitale... “
O mortale a questo punto...”
Ci andiamo subito a casa tua non possiamo concederci il lusso di aspettare, forse la tua reazione li ha spiazzati....”
Già, ho scelto un modo talmente sconclusionato di coinvolgerti...”
Lascia perdere... le regole sono gabbie ormai, quando vi deciderete un po' tutti a capirlo voi che state là dentro, sarà un bel passo avanti, da questa parte le cose si vedono meglio...”
Chantal non risponde, si passa una mano fra i capelli, poi assente con i capo.
Stammi vicina.”
Tony ritorna alla sua auto e le due amiche ripartono l'una dietro l'altra.
Tutto fila liscio e in quarto d'ora raggiungono la casa di Chantal. Tutto è tranquillo. Entrano insieme e in silenzio, tese entrambe a decise a fare in fretta. La casa è in ordine, non vi è alcuna segno sospetto e allora Chantal si dirige al suo studio: tutto a posto anche lì, il cassetta con tutta la documentazione è come lo aveva lasciato.
Allora?”
Tutto a posto, tutto a posto.”
Bene predi tutto allora e andiamocene... hai modo di controllare a distanza la casa?”
Sì ovviamente, ma vorrei farlo senza attivare le telecamere, ma soltanto con i sensori applicati ad alcuni punti chiave, finestre e porte da cui si può entrare.”
Perché?”
Può essere che tu abbia ragione e che primo o poi ti scoprano, ma diamo loro un po' di filo da torcere, se aziono le telecamere, arrivano più presto...”
A capire il punto di ricezione, lo individuano e scoprono dove siamo... mentre utilizzando solo i sensori no.”
Appunto.”
Va bene facciamo come dici tu... però se entra qualcuno non possiamo vedere chi è...”
Ci sono telecamere nella via, vi sono due banche... se qualcuno entra possiamo sempre di visionare i video se abbiamo dei sospetti, in quanto responsabile di un settore di lavoro così importante mi verrebbe concesso immediatamente...”
Ok... facciamo in fretta.”
Ci vogliono una decina di minuti per attivare i sensori, dopodiché le due donne escono di nuovo. La strada è deserta, si avviano in fretta e giungono a casa di Tony in mezzora.
Non vedo Stephen...”
Il tono allarmato fa questa volta sorridere Tony.
Chantal, basta paranoie dai!... È al lavoro.”
Ma non mi avevi detto...”
Controlla tutto da là... Chantal non sei la sola ad avere dei sospetti su quanto sta avvedendo qui dentro, anche se io non so quali siano i tuoi: è da un po' di tempo che abbiamo preso misure di sicurezza; se mai ero io a non capire quale fosse il tuo ruolo, se ti eri accorta di qualcosa... Non ti vedevo particolarmente agitata o altro, prima di oggi, è stata un po' una sorpresa quando mi hai chiamato, ma ho pensato che per essere così allarmata qualcosa ci doveva pur essere....”
Chantal la guarda come incantata, le sue parole la sconcertano ancora di più, ma preferisce il silenzio. Tony si sta spogliando nella stanza accanto e ritorna con una tuta comoda addosso.
Adesso ci prepariamo una bella cenetta e non ci pensiamo più, d'accordo?”
Dopo un attimo di esitazione Chantal abbraccia l'amica.

martedì 24 aprile 2012

L'ultimo libro di Cristina Alziati in Italia e a Chiasso


domenica 6 maggio - Chiasso (Svizzera)
Festival Chiassoletteraria 2012
Cristina Alziati (Come non piangenti, Marcos y Marcos 2011)
partecipa all'incontro "Carta bianca"
introduce Fabio Pusterla
spazio Magazzino 6 FFS, via Motta 11 - ore 14.30
 
lunedì 7 maggio - Torino
Cristina Alziati presenta Come non piangenti
introduce Davide Dalmas
libreria Borgopò, via L. Ornato 10 - ore 18:30
 
venerdì 25 maggio - Padernello (BS)
Versinpianura 2012
Cristina Alziati presenta Come non piangenti
Castello di Padernello, via Cavour 1 - ore 20:45

Sabato 9 giugno - Vicenza
Festival Dire poesia 2012
Cristina Alziati presenta Come non piangenti
L'officina arte contemporanea, Contra' Carpagnon 17 - ore 18.00
        

mercoledì 11 aprile 2012

Agenda di scrittore: romanzo

20 Febbraio. Fra tutte le morti recenti quella di Wislawa Symborska la sento come la più intollerabile, tanto da ridurmi quasi all'afasia; anche per questo sono grato a Roberto Saviano per il modo in cui ha saputo parlare di lei e della sua poesia e di averne ricordata e recitata in parte una che lessi io stesso quando morì mia madre: Sulla morte ma senza esagerare.

1 Marzo.
Capitato quasi per sbaglio alla Ostbanhof, cerco di capire cosa ci si possa fare in questa parte della citta´ che assomiglia ancora a una terra di nessuno, desolata e abbandonata a se stessa. Da una parte c´e´ un piazzale anonimo dove sono fermi file di autobus in attesa di partire per i quartieri ancora piu´ esterni di questa citta´ che non finisce mai. Ripercorro allora la galleria da cui si sale ai binari dei treni ed esco dall´altra parte. A distanza vedo delle insegne di negozi. Esco, alla fine della breve scalinata che porta in strada staziona un gruppo di punk con accanto i cani di ordinanza e le bottiglie di birra nel mezzo del cerchio. Mi era gia´ capitato di soffermarmi sulla differenza fra punk milanesi e berlinesi e questo gruppo me le richiama alla mente. Non parlo della foggia degli abiti, largamente comune e neppure del colore dei capelli o delle creste, di ordinanza come i cani, ma dell´atteggiamento. Il punk milanese maschio o femmina che sia e´ tendenzialmente aggressivo, la sua diversita´ e´ esibita e in alcuni casi anche narcisisticamente: vuole essere notato, salvo poi mandarti al diavolo se gli fai qualche osservazione o anche semplicemente cerchi di parlarci. Spesso l´abito casual nasconde il griffato trasch e alternativo, costoso, tanto da far pensare che dietro molti di loro ci siano famiglie non proprio indigenti. Sempre in movimento e petulanti nel chiedere i punk milanesi, specialmente in certe zone della citta´, sembrano caricare all´eccesso il piacere di violare le regole; ma poiche´ nessuna comunita´ puo´ vivere del tutto senza di esse, ecco che e´ sul cane che si riversa tale necessita´. Mediamente meglio tenuti e puliti dell´animale umano cui si accompagnano, gli esemplare canini del punk milanese ostentano un portamento severo insieme a un distacco aristocratico: si muovono poco, osservano il mondo con l´occhio che oscilla fra un atteggiamento di indifferenza oppure uno sguardo del tipo “ma guarda cosa mi e´capitato”; ma e´ solo un attimo, poi ritornano alla loro riservatezza fin troppo umana. Si spostano poco e solo se strettamente necessario e mai per attirare l´attenzione: sono loro alla fine che si impongono nella coppia simbiotica, come portatori di una superiore dignita´ e allora puo´ essere che anche il passante meno predisposto si lasci scivolare una moneta dalle mani, pensando al loro destino.
Il punk berlinese e´ del tutto diverso: piu´ vicino al cliche´ nostrano del barbone di citta´ il suo sguardo e´ rassegnato ma lui o lei sono educatissimi del comportamento. Il punk berlinese chiede con l´aria di chi sa gia´ che non ricevera´ nulla, specialmente se si trova in metropolitana, ma non manca mai di ringraziare e augurare buona giornata all´interlocutore. Sa gia´ che la sua diversita´ ha travalicato i confini di una citta´ peraltro accogliente, ma che non tollera chi si e´ posto troppo oltre le regole e non guarda in faccia nessuno: tutti i punk che ho incontrato sono tedeschi, non ne ho visti di stranieri. E il cane? Pulcioso e sporco come i nostri vecchi cani da pagliaio si ingegna al posto del padrone per procurarsi il cibo, del resto la sua attitudine raminga non gli deve dispiacere del tutto: nella coppia simbiotica e´ lui a trarre il maggior beneficio da un ritorno al suo stato almeno in parte selvatico, mai del tutto cancellato nella specie ´cane da appartamento´ che subisce tutte le nostre nevrosi e malattie. Appena mi vede infatti, e´ lui a corrermi appresso (sono pur sempre uno che ha invaso il suo territorio), mentre il gruppo dei punk non mi degna di uno sguardo, sia pure per chiedermi qualcosa: una volta che ha messo a fuoco il mio intento del tutto pacifico, mi lascia al mio destino ma mi tiene d´occhio e infatti, non appena ho finito di guardarmi la posta in un internet point, ecco che riappare subito, si avvicina, scondinzola allegramente e mi guarda. E´ a lui in definitiva che do la moneta, come accade anche a Milnao per ragioni opposte. Dal gruppo umano neppure uno sguardo: tutti con gli occhi rivolti a terra, oppure a chi sta loro di fornte in quel momento, seduti in cerchio come una vecchia tribu´ indiana, indifferenti a tutto e a tutti.

10 Marzo. A cena con  amici italiani che vivono qui a Berino da tempo.  “Pare siano 800.000 gli invisibili in citta´ mi dice Stefano e Corinne conferma. “Forse sono un po´ tanti” ribatto io, “e mi e´ pure difficile pensare che siano proprio invisibili, forse sono tollerati, lo sanno ma finche´ non diventa un problema, non intervengono...”
Difficile dirlo, ma il problema rimane, il flusso migratorio di giovani verso Berlino e´ continuo e rilevante e ne conveniamo tutti. Potra´ continuare?  Si finisce sempre con questa domanda e la risposta e´ la recita di un mantra cui siamo tutti abituati: se l´Europa va in pezzi la Germania sara´ l´ultima ad andarci e Berlino e´ l´ultimo posto a cadere. Rassicurati come sempre dopo la ogni replica del copione ci dedichiamo piu´ volentieri al minestrone alla milanese che ho preparato cui segue un agnello sardo con patate e a cui seguira´ il panettone - si´ proprio lui - acquistato al Mitte Meer e cioe´ alla catena di supermercati che vendono prodotti di pregio dei paesi del Mediterraneo: hanno confuso la Pasqua con il Natale ma la cosa ci mette ancora piu´ allegria. I vini sono del Salento e di Spagna, abbiamo avuto le stesse idee in proposito, ma bevendo l´iberico mi rendo conto che anche loro hanno imparato a fare i rossi.

30 Marzo. La questione degli invisibili mi ha fatto pensaare e cosi´ mi sono spinto per l´ennesima volta nella estrema periferia di Berlino: un vero e proprio viaggio perche´ il tram ci mette piu´ di mezzora per raggiungere il capolinea di Wittenberg a partire da Alexander Platz! Dopo i grandi viali a ridosso del centro si arriva in una specie di terra di nessuno: campi sterrati, edifici fatiscenti, dove di certo non e´ difficile nascondersi. Pochi in quest´area gli spazi abitati. Per l´ennesima volta Berlino mi si rivela non solo immensa ma anche molto vuota. Ci sono voragini di spazio nella sua area urbana, e del resto 5 milioni di abitanti in un territorio come questo sono avvero pochi: se fosse una metropoli asiatica o latino americana ci abiterebbero almeno 20 milioni di persone.

2 Aprile. Si´ le cose stanno gia´ cambiando anche qui eccome! La notizia mi arriva proprio oggi. L´amministrazione ha sospeso le erogazioni dei sussidi ai provenienti dai paesi del sud dell´Éuropa. Ci saranno ricorsi e molti vinceranno anche perche´  la norma pare retroattiva, ma il segnale e´ chiaro e molto forte: l´accoglienza indiscriminata che Berlino ha riservato a tutti e anche fornendo percorsi di integrazione guidati e sussidi economici, e´ finita. Durava dalla caduta del muro e si fara´ presto a dimenticare gli anni della generosita´, ora che per l´ennensima volta i tedeschi danno la misura della loro capacita´ di decidere in fretta: in una notte hanno cambiato tutte le regole, cosa per noi difficilmente digeribile viste la propensione a non
decidere o a decidere male e poi a fare peggio nel momento di applicare le decisioni.    

3 Aprile.
Il segnale di cambiamento e´ forte e anche sotto certi aspetti sinistro, ma cosa sta davvero a significare al di la´ delle conseguenze che avra´ verso coloro che qui avevano gia´ iniziato un percorso di inserimento? La risposta piu´ ovvia sta nel dire che anche la Germania non poteva continuare a reggere un livello di investimento pubblico e quindi di spesa cosi´ elevato, come e´ avvenuto per ventanni. Del resto i tagli alla spesa sono cominciati anche qui e ci sono state grandi manifestazioni e scioperi quando e´ stato investito il settore universitario. Eppure la Germania sembra ancora lontana  dal subire una contrazione del livello di vita medio (le secche di poverta´ e precarieta´ esistono eccome anche qui ma sono ben mascherate proprio dagli ammortizzatori sociali ancora efficienti.). I provvedimenti si prestano dunque a diverse spiegazioni e risposte. Programmazione lungimirante della crisi? Oppure vicolo cieco nel quali tutti i popoli e gli stati europrei si sono cacciati e verso il quale vanno in ordine sparso a sbattere uno per uno in tempi diversi? Oppure altro ancora? Naturalmente non ho sfere di cristallo ma solo sensazioni: che gli storici ricorderanno questi mesi o poco piu´ come un lasso di tempo di tregua prima di una grande tempesta.