sabato 30 marzo 2013

Agenda di scrittore: romanzo. Capitolo Quarantacinquesimo

CAPITOLO QUARANTACINQUESIMO.

Dopo aver gettato uno sguardo all'orologio Narlikar si mette all'opera. Sono migliaia i files che dovrebbe analizzare e questa scoperta, peraltro ovvia, lo getta in un momentaneo stato di impotenza: da che cosa cominciare? Scorre distrattamente gli indici, perché infondo è di quelli di cui ha bisogno, ma ognuno di essi è tropo vasto e vale l'altro. Poi si blocca di colpo, un ricordo improvviso sembra soccorrerlo e infatti le dita cominciamo a ticchettare rapidissime sulla tastiera.
Il ricordo va un oggetto veramente bizzarro: un sistema di catalogazione delle ipotesi inventato centinaia anni prima quando il computer aveva meno di 50 anni di vita, una specie di enciclopedia che veniva continuamente aggiornata in modo quasi automatico. Dopo un po' però si blocca di nuovo, non riesce a rammentarne il nome, un nome buffo di cui non ricorda neppure il significato, forse di origine greca. Le dita ricominciano a muoversi più nervosamente, tentando una ricerca casualmente poi il volto si apre in un sorriso di trionfo: Wikipedia.Wikipedia, eccolo qui! grida nel silenzio irreale della sala, ancora vuota. Un elenco di ipotesi molto lungo ma tutto sommato raccolto in poche pagine, quindi facilmente consultabile. Lo scorre velocemente fino in fondo e il suo ricordo questa volto non lo tradisce: gli aggiornamenti sono automatici e assai recenti: non che ci fosse granché di nuovo nelle teorie recenti, anche perché la convinzione che si fosse prossimi all'incontro con altre civiltà extraterrestri, aveva un po' rallentato la ricerca, nella convinzione che un contatto di quel tipo avrebbe permesso di di per sé di formulare altre ipotesi o di scartarne alcune.
La delusione del mancato incontro, peraltro, era troppo recente per rimettersi all'opera e questo tutto sommato non gli dispiaceva perché gli permetteva di ricercare in solitudine e con discrezione.
La porta del salone si apre proprio in quel momento: è la sua segretaria, la prima a presentarsi ogni mattino al lavoro. Appena il tempo di scaricare il file, poi si rivolge a lei affabilmente con un inchino.
Benvenuta Corinne!”
Bentrovato a lei maestro!”
Insieme si avviano nel salone dei comandi, controllano tutti i computer, tutto tranquillo.
Dica pure agli altri che possono entrare...”

mercoledì 13 marzo 2013

Agenda di scrittore: romanzo.


1 Marzo.
Di nuovo a Berlino. Leggo in aereo le corrispondenze della stampa tedesca sull´ultimo giorno da papa di Ratzinger. Non mi aspettavo il tono spesso duro, una visione del gesto totalmente diversa da come e´stata vissuta in Italia. Faccio una premessa. Ratzinger non era particolarmente amato o considerato in Germania, il soglio pontificio a un cardinale tedesco non ha mai scaldato il cuore dei teutonici piu´ di tanto, in televisione le apparizioni del papa non erano mai aumentate e sono lontnaissime dal presenzialismo della nostra tv, nei dibattuti di seconda serata si sentivano spesso delle critiche anche prima e quando lo scandalo pedofilia ha toccato il fratello Georg c´e´ chi ha chiesto le sue dimissioni da potefice. Eppure, ora che le ha date la stampa tedesca sembra reagire in modo del tutto diverso. Pensavo che anche qui il suo fosse considerato un gesto di coraggio e invece, a parte alcune difese d´uffico, i commenti sono assai aspri e talvolta decisamente di cattivo gusto. Sotto il titolo di “Infallibile solo nelle dimissioni” la Berliner Zeitung rincara la dose parlando di lui come di un modesto teologo. Di certo ne sanno piu´ di me e avranno i loro esperti, ma mi sembra decisamente ingeneroso. Si potrebbe pero´ obiettare che il quotidinao berlinese e´ noto per le sue posizioni progressiste e laiche ma anche Die Welt, conservatore,  considera il suo un gesto adatto a un amministeatore delegato ma non a un Papa e addirittura la Frankfurter Allgemeine scrive che “il culto della persona ha assunto dimensioni quasi blasfeme, fino al punto che Benedetto XVI persino in pensione si fa chiamare Sua Santita´.
Una differnza abissale con i commenti italiani, ma anche con quelli di altri paesi, per nulla in sintonia con la folla che durante gli ultimi giorni di pontificato accorreva in Piazza san Pietro. Commenti molto tedeschi, si potrebbe dire: il capitano che non puo´ lasciare la nave, il culto per il senso di responsabilita´ che certamente ha qualcosa di protestante e forse anche di questi antiche punture di spillo rimane una eco in queste prese di posizione. Quello che e´ totalmente assente e´ un qualsiasi discorso sul ruolo della curia romana in tutta la vicenda, sul peso di un assedio che a tutti e´ parso evidente.

2 Marzo.
Forse si capisce di piu´ dell´atteggiamento tedesco, se si considerano altri fattori. Da tempo in Germania le critiche al cattolicesimo investono aspetti addirittura teologici e a livello se non di massa, almeno a livello di minoranze agguerrite. Si contesta l´immagine e la dizione dio padre, in quanto escludente le donne. Non e´una critica che proviene solo da movimenti femministi, ma che si sta facendo ampia strada in settori diversi dell´opinione publbica. Se, infatti, il ritratto di Cristo e la sua nascita storica ne fanno un soggetto maschile senza alcuna discussione possibile, l´ immagine di dio troppo legata alla fisicita´ di un uomo maschio, appare paradossale e in effetti lo e´. Vengono in mente anche le parole del buon Albino Luciani, che si fece di tutto per gettare nel ridicolo. Dio e´ anche madre (lui a dire il vero aveva detto mamma e questo aveva contribuito a suscitare commenti sarcastici e superficiali sentenze psicoanalitiche sulla sua persona), ma vedere oggi lo stesso argomento raccolto in altro modo e con dovizia di argomentazioni, fa una certa impressione; positiva peraltro,. Assolutamente positiva.

8 Marzo.
Nasce in Germania Fermare il declino, un partito che si dichiara europeista, ma che e´ contro l´euro e per il ritorno alle monete nazionali o ad aggregazioni monetarie diverse e piu´ leggere. Le novita´ sono due e forse tre. La prima: il partito e´ diretto dall´ex presidente della Confindustria tedesca. E´ una novita´ e assai eclatante, perche´ segna una rottura nel fronte dei poteri forti e fa emergere una contraddizione di cui si sapeva da tempo, ma che non era ancora esplosa. La finanza criminale non piace neppure ai settori industriali e che un ex presidente della Confindustria si stia spendendo in questo modo e´ un segnale che proviene anche dall´interno dell´attuale establishment, ostile alla Merkel da tempo, ma che fino a ora aveva mugunato nei corridoi. Il partito si chiamera´ Alternative fur Deutschland, e´ un partito moderato e conservatore nei toni e nello spirito, non anti europeista ma anti euro: vedremo se la concentrazione degli idioti per l´immolazione nella moneta unica chiamera´ populisti anche loro.
Seconda novita´ implicita nella prima: un partito conservatore anti euro constringera´ la Linke tedesca a chiarire meglio le sue posizioni. Fino a ora la Linke e i movimenti di Occupy Frankfurt, hanno avuto il monopolio della opposizione alla moneta unica, ma si sono anche dovuti difendere dallo stupidario delle accuse di populismo, con il risultato che la loro opposizione e´ risultata spesso debole o di puro principio. Oggi dovranno dire qualcosa di piu´. Terza novita´ (forse). La sensazione e´ che la vittoria del Movimento Cinque Stelle in Italia abbia accelerato il varo di questo partito, di certo pronto da tempo a uscire allo scoperto, ma che forse avrebbe atteso le elezioni tedesche in autunno, per poi uscire in vista di quelle europee. In Germania come in Inghilterra, non temono il Grillo in Italia, ma il Grillo in Europa, nei loro paesi. In Portogallo sta nascendo qualcosa di analogo al movimento Cinque stelle e questo fa paura.

10 Marzo.
Le coincidenze temporali sono sempre suggestive: ricordiamo tutti l´impressione che fece il fatto che la Rivoluzione Francese iniziasse nell´89 e che il Muro di Berlino cadesse due secoli dopo nello stesso anno. Che significa? Nulla o forse no: per esempio potrebbe significare che si e´ chiusa una parentensi di due secoli (destinata a riaprisi presto e forse gia´ riaperta), in cui l´umanita´ per la prima volta ha sognato di potere realizzare una societa´ giusta nell´aldiqua e non nell´aldila´... e per di piu´ ha avuto anche l´aridire di tentarlo e non solo di sognarlo. Che sia stata in qualche modo sconfitta almeno per il momento puo´ fare ghignare soltanto i cinici e gli stolti, ma non tutti e tutte per fortuna e infatti non e´ stato cosi´.

11 Marzo.
Le coincidenze si rieptono anche in questo anno di grazia e intrecciano la piccola Italia addirittura al cosmo e alla divinita´. Nel breve spazio di un mese abbiamo nell´ordine: le dimissioni di un Papa, la sede presto vacante della Presidenza della repubblica (si spera almeno, visto che il puzzo di questto presidente sta divetnando insopportabile), un vuoto di governo, elezioni che ci consegnao un parlamento difficilmente governabile, un nuovo Papa. Tutto´cio´ puo´ anche risultare tragicomico, oppure suggerire che a volte il piccolo e il grande, unendosi in uno spazio temporale assai ristretto, possono essere l´indice o il segno di cambiamenti profondi.

12 Marzo.
Ancora su Ratzinger. Il suo gesto e´il precipato massimo di una contraddizione. Un Papa che si dimette come se la sua carica fosse del tutto simile a una qualsiasi altra ( un amministratore delegato, ha ironizzato pesantemente la Frankfurter Zeitung), e´ un gesto di estrema secolarizzazione, ma da un altro lato non e´ forse anche un segno di umilta´? Cristo non era un eroe sconfitto per le regole mondane? Il suo gesto rovesciava il culto antico dell´eroe, legato solo a imprese gloriose, oppure no? Che gloria c´e´ a farsi appendere a una croce quando poteva, seguendo per esempio gli zeloti, diventare un leader prestigioso? Ratzinger assomiglia di piu´a un´amministratore delegato che scappa prima che arrivino i carabinieri (e´ una metafora, non arriveranno mai), a sequestrare lo IOR, oppure e´ uno che dice, tenetevi pure il mondo io me ne vado da un´altra? Forse nessuna delle due ma una terza intermedia, cioe´ , pero´ mi colpisce che nessuno, fra i cristiani, pensi all´altra. Solo Cardini ha parlato di unasconfitta di Ratzinger. Forse in un senso leggemente diverso, pero´.

13 Marzo.
Forse ci capiremo qualcosa di piu´ vedendo che e´ il nuovo papa, o forse mai.

      

giovedì 7 marzo 2013

Galeano sulla morte di Hugo Chavez.

La demonizzazione di Chávez

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chavezbimbodi Eduardo Galeano - Latinamerica.
(articolo del 12 gennaio 2013)
Hugo Chávez è un demonio. Perché? Perché ha alfabetizzato due milioni di venezuelani che non sapevano né leggere né scrivere pur vivendo in un paese che possiede la ricchezza naturale più importante del mondo che è il petrolio.
Io ho vissuto in quel paese per qualche anno e so molto bene come era. Lo chiamano “Venezuela Saudita” a causa del petrolio. C’erano due milioni di bambini che non potevano andare a scuola perchè non avevano i documenti. Poi è arrivato un governo, questo governo diabolico, demoniaco, che fa cose elementari come dire: “I bambini devono essere ammessi a scuola con o senza documenti”.
Era la fine del mondo: ecco una prova del fatto che Chávez è un cattivo, un cattivissimo. Visto che possiede questa ricchezza, e che grazie al fatto che a causa della guerra in Iraq il petrolio è carissimo, lui vuole approfittarne a fini di solidarietà. Vuole aiutare i paesi sudamericani, specialmente Cuba: Cuba gli manda i medici, lui paga con il petrolio.
Ma anche quei medici sono stati una fonte di scandalo. Dicono che i medici venezuelani erano furiosi per la presenza di quegli intrusi che lavoravano nei quartieri poveri. Al tempo in cui io vivevo là come corrispondente di Prensa Latina, non ho mai visto un medico. Adesso invece i medici ci sono.
La presenza dei medici cubani è un’altra prova del fatto che Chávez sta sulla Terra di passaggio, perché appartiene all’inferno. Per questo, quando leggiamo le notizie dobbiamo tradurre tutto. Il demonismo ha quest’origine, per giustificare la macchina diabolica della morte.

Tratto da: http://www.giannimina-latinoamerica.it/2091-la-demonizzazione-di-chavez/.