venerdì 21 giugno 2013

Agenda di scrittore: romanzo. Capitolo quarantasettesimo.

CAPITOLO QUARANTASETTESIMO.


Un po' acido il vecchio, però ho una buona notizia... ci sarai anche tu.”
Nella commissione d'inchiesta?”
E dove se no? Bene non dovremo separarci...”
Galileo si avvicina a Diotima, che sta scrivendo alcune formule su un foglio e la bacia sulla nuca, dolcemente. Lei si volta un attimo e gli sorride poi entrambi tornano alle loro diverse occupazioni.
Intanto anche Narlikar è riemerso dalla doccia e si accinge di nuovo a tornare al computer. Poi ci ripensa e prende un libro dallo scaffale. Era da tempo che voleva tornarci su quel testo che per anni fu una specie di Bibbia per tutti loro. IL BOSONE DI HICKS, questo il titolo. Un vero e proprio tormentone che si inghiottì decenni di studi a cavallo di due secoli: ventesimo e ventunesimo. Poi la scoperta che la teoria funzionava davvero, che questo signore un po' misterioso aveva smesso di nascondersi. Sfoglia poche pagine poi comincia a leggere ad alta voce mentre si avvicina al computer.
Noi siamo fatti di particelle siamo fatti di fotoni il bosone è una particella che dà massa alle altre particelle abbiamo capito come le particelle elementari conquistano la massa. Dopo un centesimo di miliardesimo di secondo il bosone di Hicks entra in funzione e dà a loro la massa. Non possiamo andare indietro rispetto a un centesimo di miliardesimo di secondo.
Già era proprio questo il punto, si ricordava molto bene: perché loro c'erano andati oltre quel punto e ben oltre ancora ma non avevano trovato proprio nulla, come se uscendo di casa un mattino, uno cadesse nel vuoto... e così la fisica era ricominciata daccapo. Dopo avere depositato il libro rovesciato sulla pagina che aveva appena letto, Narlikar fa scorrere di nuovo il video.

Era dell'inflazione

Per approfondire, vedi Inflazione (cosmologia).
Diametro dell'Universo: 10-26 metri

E dai, ancora con la storia del diametro... ma quanto tempo perdevano con questa sciocchezza! Il diametro si espande in continuazione e non può essere misurato se non come tendenza... e poi che importa sapere la misura del diametro dell'universo! Che ce ne facciamo noi per esempio!
Suona di nuovo il telefono e questa volta la mano corre nervosa e fa cadere l´apparecchio. La linea è caduta quando lo riprende e invece di controllare la provenienza della chiamata lo spegne del tutto.
Torna indietro di qualche pagina, rilegge quanto appena letto sul Bosone e si accende una sigaretta. Il fumo compie le sue lente evoluzioni intorno alla sua testa, i capelli canutissimi gareggiano con il grigio della piccola nuvola e anche lo schermo del grande computer si opacizza, Narlikar rimane in silenzio medita, poi Già perché non abbiamo trovato nulla quando siamo andati oltre quella barriera?

Questa volta non è il telefono, ma il trillo della porta del grande salone a suonare: è Corinne.
Venga venga Corinne, lei non mi disturba mai, sono gli altri che vogliono da me le cose più diverse.... a chi tocca questa volta?
Professore mi dispiace davvero disturbarla, ma...”
È per la commissione d'inchiesta scommetto...”
Sì anche,... c'è una richiesta urgente di incontro da parte delle tre strutture di comando... il problema sono anche le sue dimissioni.”
Ma non le volevano un po' tutti? Ora che le ho date non le vogliono più?”
La segretaria si mette a ridere sommessamente.
Ho capito... cosa scriveva quel grande scrittore italiano che lei ammira tanto? Che quando videro la sposa, ai suoi concittadini sembrò bruttina...”
Citazione quasi perfetta maestro.”
Va bene vediamo, cosa vogliono... o lei ne sa già qualcosa...”
Forse che lei rimanga fino alla fine dell'inchiesta e anche che sovraintenda alla elezione del nuovo responsabile.”
Se si tratta soltanto di questo... lei lo sa Corinne cosa mi importa di più di fare per gli anni che ancora mi restano da vivere...”
Studiare l'universo...”
Già... e parlare un po' con lei di letteratura...”
È un onore per me.”
Lasci perdere l'onore, a lo so che lei queste parole le usa sempre con un po' di ironia...”
Detto questo si rimette gli occhiali e legge la richiesta che Corinne gli porge.
Va bene, dica loro che domani va bene.”

domenica 16 giugno 2013

Agenda di scrittore: romanzo

24 Maggio.
Quante morti! Moustaki, Sarah Kirsch, ora don Gallo. Tutti anziani, qualcuno vecchio, ma insomma 84 anni (come quelli del sacerdote) non sono più quelli di una volta e vedendoli tutti e tutte così attivi non lo si immaginava.

25 Maggio.
Finale di Champions league a Wembley. Due squadre tedesche, ma anche una coreografia del tutto particolare e mai vista: non ricordo precedenti. Prima del calcio d´inizio, una parata di armigeri in costumi storici: ho riconosciuto quelli della Baviera o Bayern, mentre non saprei bene in quale staterello germanico collocare la città di Dortmund in epoca medioevale e rinascimentale: l'unica cosa che capisco è che i colori delle maglie delle squadre sono quelle delle antiche divise militari e degli stemmi delle due città. Ha fatto un certo effetto vedere entrare in campo a Londra armigeri tedeschi, con archi e frecce, che hanno mimato uno scontro militare a metà campo, fra sorrisi finali strette di mano e un vago sapore di kitsch. La Merkel, intervistata prima della partita ha tenuto a pronunciare più volte la parola Europa, ha precisato che sì le squadre finaliste erano entrambe tedesche, ma che si giocava a Londra e l'arbitro era italiano. Insomma, Europa, Europa, Europa! Quando si nomina troppo qualcosa che dovrebbe essere tanto vistoso da non avere bisogno di troppe sottolineature vuole dire che manca o sta per mancare?
La partita è stata bruttina ma il Bayern ha finalmente capito che in una finale conta solo vincere, a differenza dello scorso anno, quando giocò benissimo per ottanta minuti per poi perdere negli ultimi dieci fino all'epilogo dei rigori sbagliati (con l'Inter nel 2010 persero perché i nerazzurri erano più forti). Questa volta sono stati cinici e giudiziosi, non hanno dato spettacolo, hanno atteso con pazienza, sapendo che il Dortmund più di tanto non poteva esprimere come qualità di gioco, per cui avrebbero potuto vincere solo se il Bayern decideva un secondo suicidio. Quando hanno subito il rigore giustissimo (e meno male che Rizzoli, molto parco nel darli i rigori, non ha avuto dubbi questa volta), non si sono buttati avanti a testa bassa, ma hanno aspettato ancora il momento giusto. Alla fine della gara la Merkel, che di calcio è appassionata e che sembra pure capirci, anche più che non di economia, si è profusa in molte parole di consolazione per gli sconfitti, lo si vedeva da come parlava a tutti i giocatori con l'aria di invitarli alla ragionevolezza per un esito scontato.

26 maggio.
Nessuno si è scaldato a Berlino per la vittoria del Bayern, nessuno squillo di tromba e caroselli di auto, nonostante ci siano qui come altrove molti bavaresi, come mi ha confermato la nostra insegnante al corso di tedesco. Anche lei, di Monaco e grande tifosa, ha visto la partita con altri sodali e poi festeggiato in casa. Lo stesso sarebbe accaduto se avesse vinto il Dortmund presumo. C'è una grande rivalità interna in materia calcistica e poi il football che conta si ferma a metà Germania, Dortmund è appena sopra la metà e dalla parte più occidentale. Più a nord non c'è nulla, o quasi, le squadre settentrionali non vincono qualcosa di importante da anni e il calcio tedesco in Europa è Bayern, Bourussia Dortmund e Shalke 04, tutte squadre della Baviera, Renania Palatinato, della Slesia centrale o della Turingia. Scorrendo l'albo d'oro tedesco si scoprono o ritornano in mente molte nozioni storico geografiche. In Baviera, Renania Palatinato, Baden Wüttember e Slesia centrale sono concentrati un numero impressionante di scudetti; nel dopoguerra Dresda è la sola vera presenza a nord est del paese. Prima erano le squadre delle zone industriali e il Norimberga a farla da padroni, poi è sempre più Bayern, il Norimberga sparisce a metà del secolo e comincia a vincere l'Amburgo mentre compare anche il nord est con l'Herta di Berlino; ma sono incursioni brevi nel calcio che conta. Fa un certo effetto vedere che il campionato del 43-44 in piena guerra si giocò lo stesso e fu vinto dal Rapid di Vienna (c'era stato l'Anschluss). Il dopo guerra non cambia di molto la situazione, ma la presenza dell'Amburgo si sente ed è molto forte, il Dresda e l'Herta vincono a est nell'altra Germania. L'Amburgo, squadra dei portuali della città, come la gemella inglese Liverpool, conosce per intero la parabola del progressivo venir meno del suo peso nella economia tedesca e lo stesso accadrà alla gemella inglese, seppure in modo meno vistoso. L'ultima vittoria dell'Amburgo è del campionato 82-83, l'anno successivo vincerà la champions battendo la Juventus. Il Liverpool durerà fino a 2000 inoltrato, ma anch'esso dovrà cedere il passo, sebbene rimanga fra le dieci squadre europee maggiori per fatturato e indotto commerciale. In Germania, ridimensionato l'Amburgo, il nord sparisce dalla mappa calcistica tedesca e anche l'est; rimangono solo Baviera, Baden Wuttemberg (ma lo Stoccarda rischia di fallire e qualche anno fa rischiò anche il Bayern), la Renania Palatinato e poco altro. Solo il Wolfburg è riuscito per un anno a spezzare il dominio delle aree economiche più forti del paese e si è ripetuto quest'anno vincendo la champions femminile, con una squadra decisamente proletaria, tosta, senza grandi star, a differenza del Lione, pieno di nazionali di un po' tutti i paesi, ma sconfitto dalle ragazze tedesche. Il nord della Germania, insomma, non è ricco, vede la Baviera con una certa distanza e con un misto di invidia ma anche di rancore. Comunque, nessun industriale può permettersi di spendere quello che scialano magnati russi, arabi o cinesi; ma va pure detto che nessuna squadra tedesca ha fatto follie, né si sente parlare qui, di magnati e finanzieri esteri, anche perché la Germania ha adottato in campo calcistico la golden share e cioè nessun investitore straniero può possedere più del 49,9% del pacchetto azionario di una squadra tedesca.
Il Bayern, però, adesso rischia grosso, ma per uno scandalo tutto germanico. Un conto svizzero segreto, soldi della società imboscati: c'è da giurarci che nessuno a Berlino e ad Amburgo, ha pianto per questo!
Anche in Italia, il calcio nasce nel triangolo industriale, Genova paga il prezzo del venir meno dell'importanza del suo porto e questo si porta dietro il declino di entrambe le squadre, ma specialmente del Genoa che di scudetti ne aveva vinti! La Juventus è la Fiat e Milano resiste grazie a un bancarottiere che prima o poi rischierà di trascinare nel suo declino anche la squadra e grazie a un petroliere con sempre meno soldi e tutti cominciano a parlare di russi, cinesi, arabi e adesso anche indonesiani, mentre a Roma gli americani sono già arrivati.

29 Maggio.
Un'altra morte, Franca Rame. Solo due ricordi a caldo: il primo, risale a molti anni fa. 1968, Bocconi occupata, contattiamo Dario Fo e Franca Rame come comitato di occupazione, con un po' di timidezza e timore reverenziale: chiediamo loro di venire a tenere uno spettacolo in università. Aderiscono con entusiasmo e, specialmente, ci fanno sentire subito a nostro agio. Finito lo spettacolo si va tutti a cena in un'atmosfera informale, molto bella. Da quell'anno ci siamo incrociati spesso, seppure con ruoli molto diversi. La militanza politica assorbiva allora la mia vita molto più di quella culturale. Sostenemmo l'occupazione della Palazzina Liberty insieme al loro collettivo, poi le feste popolari dei partiti, per le quali utilizzavamo anche un po' delle loro strutture, poi gli spettacoli della domenica all'aperto.
Il mio pensiero in questo momento va a Dario Fo: lui e Franca Rame sono legatissimi. Risale a due anni fa l'ultimo incontro, per la presentazione di un libro collettivo, da me curato, dove c'è anche un suo racconto. Facemmo fatica a portarlo alla Fnac perché Franca non era ancora tornata da una visita e lui era preoccupato. Lei in realtà si era fermata sotto a fare quattro chiacchiere con il salumiere. Finalmente riusciamo a farlo scendere e quando la vede si rasserena e finalmente possiamo andare. Mi colpì come si salutarono, l'intensità dell'abbraccio.

30 Maggio.
L'insegnante del corso di tedesco ci propone la visione di un serial televisivo che si gira a Monaco. La mia perplessità è forte: non siamo in grado dopo tre settimane di corso di seguire un serial. Tuttavia mi affido, infondo è molto brava, saprà lei il motivo. Chiedo se si tratta di una telenovela e lei mi risponde che no, das ist ein Klassik in München. La mia perplessità aumenta e vedo altri sguardi un po' sorpresi. Introduce lei brevemente. La serie si intitola Franzie che è poi anche il nome del protagonista maschile. Mi viene in mente un'assonanza con Fonzie e lei intanto spiega che si tratta di un uomo non vecchio ma neppure giovanissimo, play boy, con moglie o meno non importa. Mi domando cosa s'intenda in Germania per telenovela, ma è partita la sigla e da bravo studente mi metto in ascolto: una cosa però l'ho già compresa, Klassik sta per cult, come il Rocky Horror picture show, per esempio. La prima scena inquadra Franzie che guarda fisso verso qualcosa o qualcuno. Nella seconda scena un altro uomo più o meno della sua età sta caricando in modo inverosimile un'automobile. Scatoloni dappertutto, il cofano talmente pieno che non si chiude. Sembra un trasloco. L'auto dell'uomo si avvia e Franzie la segue: non si comprende se i due si conoscono o meno anche perché fino ad ora non vi è stato alcun dialogo e tanto meno si comprende perché mai Franzie decida di seguirlo. Nelle scene successive vediamo che tutto quanto caricato sull'auto viene gettato in una discarica dall'uomo stesso, che nel frattempo si sveste. Dagli sguardi degli altri mi rendo conto che stiamo pensando tutti la stessa cosa: questo si ammazza. Franzie lo guarda da lontano e finalmente si avvicina e i due cominciano a parlarsi. L'impatto è ostico, mi sembra di non capire nulla ma poi pian piano fra le immagini e qualche parola nota il quadro si schiarisce almeno un po'. L'uomo ha perso tutto, moglie, lavoro, casa si trasferisce altrove per rifarsi una vita; niente suicidio almeno per il momento e infatti si è completamente rivestito con un abito nuovo comprato in un negozio davanti al quale in effetti l'auto era posteggiata nella prima scena del serial. I due si salutano e il primo uomo sparisce dalla storia: era solo un banale pretesto narrativo. Franzie, rimasto solo in scena, medita e poi prende la grande decisione: a me non capiterà questo! S'interrompe il filmato e veniamo invitati a dire cosa abbiamo capito e ce la caviamo abbastanza bene. Indoviniamo pure che il tema del serial è la crisi del maschio cinquantenne. L'insegnante è felicissima per la nostra intuizione e noi pure: ma che altro poteva essere, viste le premesse?
Riparte il filmato e la riscossa di Franzie consiste di tre mosse geniali. Prima di tutto va dal parrucchiere (Friseur diciamo tutti in coro per la felicità del gruppo) e si fa tingere i capelli, poi compera una tuta per il jogging e infine si iscrive a una palestra di pugilato: ma il vero bello accade dal parrucchiere. Il Friseur, mentre gli sta lavorando la zucca con una specie di molletta che gli alza i capelli a cresta tipo punk, lo invita a occuparsi anche di mani e piedi ed ecco che arriva Jaqueline, manicure bionda occhi persi nel vuoto. Lui la guarda estasiato e come colonna sonora del film parte quella di Love Story, il tormentone anni '70. Non credo ai miei occhi!, ma non e finita. Lui l'accompagna a casa e si danno appuntamento alle due di notte in un bar dove lei lavora e da questo capiamo che di lavori ne ha due! Scena romantica sotto la pioggia e ritorno a casa. Dall'inquadratura successiva finalmente capiamo che Franzie una moglie ce l'ha: dirige una ditta di cosmetici insieme a un altro, mentre è difficile capire di che cosa si occupi Franzie: ci vorrà ancora un po' per comprendere che non si occupa di nulla! Intanto frequenta la palestra, fa jogging, Jaqueline lo va a trovare mentre si allena, sembra che tutto proceda per il meglio finché si comprende che lei si aspetta da lui soldi e ricchezza, lui qualcosa deve avere promesso, ma è qui che casca l'asino! Franzie è un play boy squattrinato, i soldi li ha la moglie e quindi come fa a mantenere le promesse fatte a Jaqueline? Non può ma promette lo stesso, lei non gli crede e lo pianta, ma lui insiste e decide di sfidare in un incontro di boxe il migliore della palestra, sperando di ricavarne un po' di soldi e anche di prestigio così da potere riconquistare Jaqueline. Intanto la moglie si rende conto della tresca e va a parlare con Jaqueline stessa, poi va in palestra e quando viene a sapere dell'incontro cerca di far desistere il marito, ma invano. Al match ci sono tutte! La moglie, Jaqueline - che intanto è con un nuovo compagno, incontrato nella stessa palestra di Franzie e, sorpresa delle sorprese la madre di Franzie! Il combattimento sembra volgere a suo favore, nello stupore di noi tutti, ma poi capiamo che è il manager della palestra a dire all'altro pugile warte, warte! Attendi attendi, al pubblico bisogna dare un po' di show visto che hanno pagato un biglietto! Al primo pugno in pieno volto che l'altro decide di dargli, Franzie va al tappeto e sembra morto, mentre in sala Jaqueline si pente e quasi si mette a piangere! Corsa all'ospedale, dove, assistito dalla moglie, Franzie si risveglia. Lei gli fa domande su tutto, compresa Jaqueline, ma lui non ricorda nulla o finge di non ricordare nulla, per il colpo subito. Finisce la puntata e capiamo che aveva ragione lei, l'insegnante. In effetti abbiamo capito molto, come non pensarlo prima? Una telenovela ha un lessico limitato di parole e quindi prima o pi ci si arriva a capire! Sind Männer also komische in München, Andrea? Mi azzardo a chiedere, ma in realtà avrei voluto domandare altro: se Franzie, per esempio, non è troppo cretino per essere credibile, per non parlare delle Jaqueline e delle mogli! Lei si limita agli uomini e molto seriamente mi risponde che non tutti ma molti lo sono a Monaco come lui ed è per questo che il serial Franzie è un Klassik. Poi aggiunge che, a differenza di prima, sono in forte aumento le donne che hanno la crisi dei cinquant'anni: speriamo che domani non ci venga propinato un serial analogo al femminile!

31 Maggio.
No, non ci è stato propinato un serial al femminile, per l'ultimo giorno di corso, ma una lunga conversazione informale al bar, dove con molta fatica siamo però riusciti tutti a parlottare. Su Franzie però bisognerà tornarci perché questo insight nella mentalità tedesca, almeno di una parte importante della Germania come la Baviera, è stato assai utile... e tuttavia i conti non mi tornano, è troppo paradossale questo personaggio.

sabato 1 giugno 2013

Dario Fo per Franca Rame

Dal blog di Beppe Grillo, uno stralcio del ricordo che darioFo ha dedicato a Franca Rame.

Da tempo Franca aveva scoperto l’esistenza di alcuni testi apocrifi dell’Antico Testamento nei quali la Genesi è raccontata in termini e linguaggio molto diversi da quelli cosiddetti canonici.
Attenti, non sto parlando dei Vangeli apocrifi, ma dell’Antico Testamento... Apocrifo! Ebbene da uno di questi testi Franca ha tratto un racconto che vi voglio far conoscere, quasi in anteprima. Eccovelo!

Siamo nel Paradiso terrestre. Dio ha creato alberi, fiumi, foreste animali e anche l’uomo. O meglio il primo essere umano ad essere forgiato non è Adamo ma Eva, la femmina! Che viene al mondo non tratta dalla costola d’Adamo ma modellata dal Creatore in un’argilla fine e delicata. Un pezzo unico, poi le dà la vita e la parola. Il tutto “prima” di creare Adamo; tant’è che girando qua e là nel paradiso Eva si lamenta che... della sua razza si ritrovi ad essere l’unica, mentre tutti gli altri animali si trovano già accoppiati e addirittura in branco.

Ma poi eccola incontrare finalmente il suo “maschio”, Adamo, che la guarda preoccupato e sospettoso. Eva vuol provocarlo e inizia intorno a lui una strana danza fatta di salti, capriole e grida da selvatica... quasi un gioco che Adamo non apprezza, anzi prova timore per come agisce quella creatura... al punto che fugge nella foresta a nascondersi e sparisce; ma viene il momento in cui il Creatore vuole parlare ad entrambe le sue creature, umane. Manda un Arcangelo a cercarli. Quello li trova e poi li accompagna dinnanzi a Dio in persona. L’Eterno li osserva e poi si compiace: “Mica male! mi siete riusciti... E dire che non ero neanche in giornata... ! Voi non lo sapete perché ancora non ve l’ho detto ma entrambi siete i proprietari assoluti di questo Eden! E sta a voi decidere cosa farne e come viverci.

Ecco la chiave. E gliela getta. Vedete, qui ci sono due alberi magnifici (e li indica), uno – quello di sinistra – dà frutti copiosi e dal sapore cangiante. Questi frutti, se li mangiate, faranno di voi due esseri eterni. Sì, mi rendo conto che ho pronunciato una parola che per voi non ha significato: eternità... Significa che avrete la stessa proprietà che hanno gli angeli e gli arcangeli, vivrete per sempre, appunto in eterno! A differenza degli altri animali non avrete prole, perché, essendo eterni, che interesse avreste di riprodurvi e generare uomini e donne come voi, della vostra razza? L’altro albero invece produce semplici mele, nutrienti e di buon sapore. Ma attenti a voi, non vi consiglio di cibarvene! E sapete perché? Perché non creano l’eternità... ma in compenso, devo essere sincero, grazie a loro scoprirete la conoscenza, la sapienza e anche il dubbio. Ancora vi indurranno a creare a vostra volta strumenti di lavoro e perfino macchine come la ruota e il mulino a vento e ad acqua. No, non ho tempo di spiegarvi come si faccia, arrangiatevi da voi. ... tutto quello che scoprirete; e ancora queste mele, mangiandole, vi produrranno il desiderio di abbracciarvi l’un l’altro e di amarvi... non solo, ma grazie a quell’amplesso, vi riuscirà di far nascere nuove creature come voi e popolare questo mondo. Però attenti, alla fine ognuno di voi morirà e tornerà ad essere polvere e fango. Gli stessi da cui siete nati. Pensateci con calma, mi darete la risposta fra qualche giorno. Addio.”

“No. Non c’è bisogno di attendere, Padre Nostro! – grida subito Eva – Per quanto mi riguarda io ho già deciso, personalmente scelgo il secondo albero, quello delle mele. S devo essere sincera, Dio non offenderti, a me dell’eternità non interessa più di tanto, invece l’idea di conoscere, sapere, aver dubbi, mi gusta assai! Non parliamo poi del fatto di potermi abbracciare a questo maschio che mi hai regalato. Mi piace!!! Da subito ho sentito il suo richiamo e mi è venuto un gran desiderio di cingermi, oh che bella parola ho scoperto cingermi!, cingermi con lui e farci... come si dice?! Ah, farci l’amore! So già che questo amplesso sarà la fine del mondo! E ti dirò che, appresso, il fatto che mi toccherà morire davanti a tutto quello che ci offri in cambio: la possibilità di scoprire e conoscere vivendo... mi va bene anche quello. Pur di avere conoscenza, coscienza, dubbi e provare amore... ben venga anche la morte!” Il Padreterno è deluso e irato quindi si rivolge ad Adamo e gli chiede con durezza: “E tu? ...che decisione avresti preso? Parlo con te, Adamo sveglia! Preferisci l’eterno o l’amore col principio e la fine?” E Adamo quasi sottovoce risponde: “ Ho qualche dubbio ma sono molto curioso di scoprire questo mistero dell’amore anche se poi c’è la fine"."

Dario Fo