mercoledì 31 dicembre 2014

Poesie a canzoni fino al 6 gennaio: Bob Marley

Se esprimi un desiderio
è perché vedi cadere una stella;
se vedi cadere una stella
è perché stai guardando il cielo
e se guardi il cielo
è perché credi ancora in qualcosa...

domenica 28 dicembre 2014

La cantaora y el duende in scena a Monza



L' ASSOCIAZIONE CULTURALE FANDABÙ

È LIETA DI INVITARVI:


MARTEDI 13 GENNAIO 2015 ore 21.15.

LA CANTAORA Y EL DUENDE
di Franco Romanó e Loretta Sebastianelli
Dramma in un atto.Regia di Franco Romanó e Laura Vanacore.
Con Angela Coviello , Gianpiero Tartabini e Ulisse Romano'
Durata un’ora (senza intervallo)
Info e prenotazioni : 345-1471860 oppure, 347-8491982, oppure fandabu2013@live.it
Ingresso euro 10,00
LO SPETTACOLO:

Così viene presentato il testo nel sito dell'editore:

L’atto unico “La Cantaora y el Duende” è pensato per abitare la magica atmosfera di un anfiteatro, per raggiungere i risvolti più romantici e più struggenti del vostro cuore e per sperare di riportare in vita l’amore tra Federico Garcia Lorca e Pastora Pavon.”
Scritto a quattro mani da Loretta Sebastianelli e da Franco Romanò lo spettacolo mette in scena, in un paesaggio onirico e notturno, gli ultimi istanti di vita di Garcia Lorca, su cui molte leggende sono state scritte. I protagonisti principali in scena sono tre: il poeta morente, Pastora Pavon, la cantante di flamenco che per il poeta e drammaturgo era l'incarnazione vivente del Duende andaluso e un misterioso burattino di legno che allo spettatore italiano dovrebbe risultare famigliare. Fuori campo, il Messo, riprendendo la consuetudine al tetro greco antico, apre e chiude la piéce.
La compagnia Fandabù ha lavorato un anno intero sul testo, che verrà presto presentato anche a Roma. L'intento dell'opera è quello di richiamare l'attenzione su una vicenda e su un grande autore europeo, poco presente negli ultimi anni sulle scene italiane e di cui il prossimo 2016 ricorreranno gli ottanta anni dalla sua uccisione. Ecco una piccola presentazione:
https://www.youtube.com/watch?v=DS-ESnLUGdU&feature=youtu.be
BIGLIETTI:


(si ritirano in teatro il giorno stesso dello spettacolo)
INTERO Posto Libero euro 10,00

RIDOTTOPROMO a euro 8,00 (posto libero):se prenoti inviando una mail a:fandabu2013@live.it

SCRIVI:
nome di riferimento e numero di posti da prenotare

RIDOTTO:
Euro 8,00 per Over60
Euro 8,00 gruppi minimo 5 spettatori
DOVE:
TEATRO BINARIO 7
Via Turati n.8 –20900 Monza
Treno: fermata Monza Centrale. Ultimo treno per Milano 23.16.
Seguici su Fb: ASSOCIAZIONE CULTURALE FANDABÙ
fandabu2013@live.it

Poesie da Natale a capodanno: Mariangela Gualtieri.

Hanno detto che è stata una cometa
che impattando con duro della terra
ha portato l'acqua fra le pietre
del nostro pianeta.
Una cometa hanno detto.
Un ghiaccio volante di luce
come scagliato da altre stelle
fin qui. E dentro c’era
la legge della specie, la formula
del sangue e delle linfe
il timbro di ogni voce.
L’acqua è la perfetta chiave
che apre le forme scatenate.
L’acqua che ancora beviamo
è stata strascico di luce
viaggiante. Bastimento abbagliante
nel buio fra i mondi.

Poesie da natale a Capodanno: Luigi di Ruscio

Da Poesie operaie.
l
le ore sei sono l’inizio della nostra giornata
noi siamo l’inizio di tutti i giorni
inizia il giro delle ore sulla trafilatrice
che mi aspetta con la bocca spalancata
inizia la mia danza il mio spettacolo
in certe ore entra nel reparto una chiazza di sole
e lo sporco nostro è schiarito come nelle immagini dei santi
rubo il tempo per una fumata che raspa nella gola
spio i minuti sul quadrante dal grande occhio
e tutto ad un tratto ci scuote l’urlo della sirena
ci attende il riposo per la sveglia di domani
la suoneria che entra dentro i sogni esplodendoli
ed ecco un nuovo giorno della mia esistenza
con l’allegria fuori della mia ragione
*

venerdì 26 dicembre 2014

Poesie da natale a capodanno: Antonella Anedda.

L'aria è piena di grida

Pensi davvero che basti non avere colpe per non essere puniti,
ma tu hai colpe.
L’aria è piena di grida. Sono attaccate ai muri,
basta sfregare leggermente.
Dai mattoni salgono respiri, brandelli di parole.
Ferri di cavalli morti circondano immagini di battaglie
Le trattengono prima che vadano in un futuro senza cornici.
Cosa ci rende tanto crudeli gli uni con gli altri?
Cosa rende alcuni più crudeli di altri?
Le crudeltà subite e poi inghiottite fino a formare una guaina
con aculei sul corpo ferito?
O semplicemente siamo predestinati al male,
e la vita è solo fatta di tregue dove sostiamo
per non odiare e non colpire?

Poesie da Natala capodanno: Franco Arminio

Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane,
di gente che ama gli alberi e riconosce il vento.
Più che l'anno della crescita, ci vorrebbe l'anno dell'attenzione.
Attenzione a chi cade, attenzione al sole che nasce e che muore,
attenzione ai ragazzi che crescono,
attenzione anche a un semplice lampione,
a un muro scrostato.
Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere,
significa rallentare più che accelerare,
significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce,
alla fragilità, alla dolcezza.

Dal blog DIEPICANUOVA

POESIE DA NATALE A CAPODANNO.

DEREK WALCOTT.
Da ‘Omeros’, traduzione e cura di Andrea Molesini, Adelphi editore, Milano 1999.


Libro terzo capitolo XXVIII.
Now he heard the griot muttering his prophetic song
of sorrow that would be the past. It was a note, long-drawn
and endless in its winding like the brown river's tongue:

We were the colour of shadows when we came down
with tingling leg-irons to join the chains of the sea,
for the silver coins multiplying on the sold horizon,

and these shadows are reprinted now on the white sand
of antipodal coasts, your ashen ancestors
from the Bight of Benin, from the margins of Guinea.

There were seeds in our stomachs, in the cracking pods
of our skulls on the scotching decks, the tubers
withered in no time. We watched as the river-gods

changed from snakes into currents. When inspected,
our eyes showed dried fronds in their brown ireses,
and from our curved spines, the rib-cages radiated

like fronds on a palm beach. Then, when the dead
palms were heaved overside, the ribbed corpses
floated, riding, to the white sand they remembered,

to the Bight of Benin, to the margin of Guinea.
So, when you see burnt branches riding the swell,
trying to reclaim the surf through crooked fingers,

after a night of rough wind by some stone-white hotel,
past the white triangular passage of the windowsurfers,
remember us to the black waiter bringing the bill.”

But they crossed, they survived. There is the epical splendour.
Multiply the rain's lances, multiply their ruin,
the grace born from subtracition as the hold's iron door

rolled over their eyes like pots left out in the rain,
and the bolt rammed home its echo, the way that thunder-
claps perpetuate their reverberation.

So there went the Ashanti one way, the Mandingo another,
the Ibo another, the Guinea. Now each man was a nation
in himself, without mother, father, brother.


Libro terzo: capitolo XXVIII.

Ora udiva l'aedo mormorare il suo canto profetico,
grave del dolore del passato. Era una nota prolungata
e senza fine, che serpeggia come la lingua del fiume scuro:

Eravamo del color delle ombre quando scendevamo
tintinnanti di ceppi per congiungerci alle catene del mare,
le monete d'argento si moltiplicavano all'orizzonte venduto,

e queste ombre sono ristampate ora sulla sabbia bianca
delle coste agli antipodi, i tuoi antenati di cenere
che venivano dal Golfo di Benin, dove finisce la Guinea.



C'erano sementi nel nostro stomaco, negli incrinati baccelli
del nostro cranio, sopra i ponti brucianti, i tuberi
avvizziti in un lampo. Guardammo gli dei del fiume

da serpenti trasformarsi in correnti. Da vicino
i nostri occhi mostravano fronde secche nelle iridi brune,
e dalla spina dorsale ricurva la cassa toracica s'irradiava

come fronde da un ramo di palma. Poi, quando le palme
morte oscillavano fuoribordo, i cadaveri dalle costole scoperte
fluttuavamo, navigando verso la sabbia bianca e che ricordavano,

fino al Golfo di Benin, dove finisce la Guinea.
Così, quando verdi rami bruciati che solcano la corrente,
cercando di trattenere la risacca tra le dita piegate,

dopo una notte di vento forte in un hotel di pietra bianca,
oltre la scia della bianca vela triangolare dei surfisti,
ricordaci al cameriere negro che porta il conto.”

Ma fecero la traversata, sopravvissero. È questa la gloria dell'epica.
Moltiplica le lance della pioggia, moltiplica la loro rovina,
la grazia nata dalla sottrazione mentre la porta di ferro della stiva

si riempiva ai loro occhi come coppe lasciate sotto la pioggia,
e il catenaccio tamburellava la sua eco, come fa il tuono
quando applaudendo perpetua il proprio riverbero.

Così gli Ashanti presero una strada, i Mandingo un'altra,
gli Ibo un'altra ancora, e così quelli della Guinea. Ogni uomo
era ora una nazione, senza madre, padre, fratello. 


La cantaoras y el duiende su you tube e a teatro



L' ASSOCIAZIONE CULTURALE FANDABÙ

È LIETA DI INVITARVI:


MARTEDI 13 GENNAIO 2015 ore 21.15.

LA CANTAORA Y EL DUENDE
di Franco Romanó e Loretta Sebastianelli
Dramma in un atto.Regia di Franco Romanó e Laura Vanacore.
Con Angela Coviello , Gianpiero Tartabini e Ulisse Romano'
Durata un’ora (senza intervallo)
Info e prenotazioni : 345-1471860 oppure, 347-8491982, oppure fandabu2013@live.it
Ingresso euro 10,00
LO SPETTACOLO:

Così viene presentato il testo nel sito dell'editore:

L’atto unico “La Cantaora y el Duende” è pensato per abitare la magica atmosfera di un anfiteatro, per raggiungere i risvolti più romantici e più struggenti del vostro cuore e per sperare di riportare in vita l’amore tra Federico Garcia Lorca e Pastora Pavon.”
Scritto a quattro mani da Loretta Sebastianelli e da Franco Romanò lo spettacolo mette in scena, in un paesaggio onirico e notturno, gli ultimi istanti di vita di Garcia Lorca, su cui molte leggende sono state scritte. I protagonisti principali in scena sono tre: il poeta morente, Pastora Pavon, la cantante di flamenco che per il poeta e drammaturgo era l'incarnazione vivente del Duende andaluso e un misterioso burattino di legno che allo spettatore italiano dovrebbe risultare famigliare. Fuori campo, il Messo, riprendendo la consuetudine al tetro greco antico, apre e chiude la piéce.
La compagnia Fandabù ha lavorato un anno intero sul testo, che verrà presto presentato anche a Roma. L'intento dell'opera è quello di richiamare l'attenzione su una vicenda e su un grande autore europeo, poco presente negli ultimi anni sulle scene italiane e di cui il prossimo 2016 ricorreranno gli ottanta anni dalla sua uccisione. Ecco una piccola presentazione:
https://www.youtube.com/watch?v=DS-ESnLUGdU&feature=youtu.be
BIGLIETTI:


(si ritirano in teatro il giorno stesso dello spettacolo)
INTERO Posto Libero euro 10,00

RIDOTTOPROMO a euro 8,00 (posto libero):se prenoti inviando una mail a:fandabu2013@live.it

SCRIVI:
nome di riferimento e numero di posti da prenotare

RIDOTTO:
Euro 8,00 per Over60
Euro 8,00 gruppi minimo 5 spettatori
DOVE:
TEATRO BINARIO 7
Via Turati n.8 –20900 Monza
Treno: fermata Monza Centrale. Ultimo treno per Milano 23.16.
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fandabu2013@live.it

giovedì 25 dicembre 2014

Poesie da natale a capodanno 2

Filastrocca di Capodanno
fammi gli auguri per tutto l'anno:
voglio un gennaio col sole d'aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile,
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco,
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

(Gianni Rodari)

mercoledì 24 dicembre 2014

Due poesie di Fernando Pessoa

Natale.

Nevica! Nevica in provincia.
Nelle famiglie riunite
un sentimento veglia
sui sentimenti passati.

Cuore avverso al mondo,
che verità nella famiglia!
se nel pensare affondo,
uno struggimento mi assale.

E quale candore di grazia,
nel paesaggio che non vedo,
visto da dietro i vetri
del focolare che mai avrò.

Da stazioni della via Crucis.

VII.

Fossi soltanto, non so dove e come,
in una cosa in esistente senza vita,
notte di Vita che non ha albeggiare
fra le sirti del mio dorato accesso...

Fata maliziosa o incerto gnomo
al non appartenere mi fatasse
il mio risibile intuito, nell'aver
l'albero del mio uso unico pomo...

ah, esser solo una metafora
scritta in un qualche libro insussistente
di un antico poeta, l'anima in altre gamme,

ma malato e, in un crepuscolo di spade,
morente fra bandiere sventolanti
l'ultima sera di un impero in fiamme...


lunedì 22 dicembre 2014

Poesia da natale a fine anno

Ricevo come augurio da Marta Rodini questo testo di Ol'ga Sedakova, poeta russa che non conosco. Li scelgo per primi come augurio, altri nei giorni a venire.

Davvero, Maria, sono solo gli infissi che stridono,
solo i vetri a far male e tremare?
Se non è questo il giardino,
fammi tornare al silenzio, dove sono pensate le cose.
 
Se non è questo il giardino, se gli infissi stridono
poi che buio si fa più che mai,se non è questo il giardino affidato alla custodia,
dove i figli affamati alle fronde dei meli
siedono e il pomo addentato dimenticano,
 
e non si vedono i rami,
ma il respiro è più scuro,
più sicuro il rimedio notturno...
Io davvero non so il mio male, Maria.
E' il mio giardino, al di sopra di me.


L' ASSOCIAZIONE CULTURALE FANDABÙ

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MARTEDI 13 GENNAIO 2015 ore 21.15.

LA CANTAORA Y EL DUENDE
di Franco Romanó e Loretta Sebastianelli

Dramma in un atto.
Regia di Franco Romanó e Laura Vanacore.
Con Angela Coviello , Gianpiero Tartabini e Ulisse Romano'
Durata un’ora (senza intervallo)
Info e prenotazioni : 345-1471860 oppure, 347-8491982, oppure fandabu2013@live.it
Ingresso euro 10,00
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Così viene presentato il testo nel sito dell'editore:

L’atto unico “La Cantaora y el Duende” è pensato per abitare la magica atmosfera di un anfiteatro, per raggiungere i risvolti più romantici e più struggenti del vostro cuore e per sperare di riportare in vita l’amore tra Federico Garcia Lorca e Pastora Pavon.”
Scritto a quattro mani da Loretta Sebastianelli e da Franco Romanò lo spettacolo mette in scena, in un paesaggio onirico e notturno, gli ultimi istanti di vita di Garcia Lorca, su cui molte leggende sono state scritte. I protagonisti principali in scena sono tre: il poeta morente, Pastora Pavon, la cantante di flamenco che per il poeta e drammaturgo era l'incarnazione vivente del Duende andaluso e un misterioso burattino di legno che allo spettatore italiano dovrebbe risultare famigliare. Fuori campo, il Messo, riprendendo la consuetudine al tetro greco antico, apre e chiude la piéce.
La compagnia Fandabù ha lavorato un anno intero sul testo, che verrà presto presentato anche a Roma. L'intento dell'opera è quello di richiamare l'attenzione su una vicenda e su un grande autore europeo, poco presente negli ultimi anni sulle scene italiane e di cui il prossimo 2016 ricorreranno gli ottanta anni dalla sua uccisione. Ecco una piccola presentazione:
https://www.youtube.com/watch?v=DS-ESnLUGdU&feature=youtu.be
BIGLIETTI:


(si ritirano in teatro il giorno stesso dello spettacolo)
INTERO Posto Libero euro 10,00

RIDOTTOPROMO a euro 8,00 (posto libero):se prenoti inviando una mail a:fandabu2013@live.it

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RIDOTTO:
Euro 8,00 per Over60
Euro 8,00 gruppi minimo 5 spettatori
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TEATRO BINARIO 7
Via Turati n.8 –20900 Monza
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sabato 20 dicembre 2014




L' ASSOCIAZIONE CULTURALE FANDABÙ

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MARTEDI 13 GENNAIO 2015 ore 21.15.

LA CANTAORA Y EL DUENDE
di Franco Romanó e Loretta Sebastianelli

Dramma in un atto.
Regia di Franco Romanó e Laura Vanacore.
Con Angela Coviello , Gianpiero Tartabini e Ulisse Romano'
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Info e prenotazioni : 345-1471860 oppure, 347-8491982, oppure fandabu2013@live.it
Ingresso euro 10,00
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Così viene presentato il testo nel sito dell'editore:

L’atto unico “La Cantaora y el Duende” è pensato per abitare la magica atmosfera di un anfiteatro, per raggiungere i risvolti più romantici e più struggenti del vostro cuore e per sperare di riportare in vita l’amore tra Federico Garcia Lorca e Pastora Pavon.”
Scritto a quattro mani da Loretta Sebastianelli e da Franco Romanò lo spettacolo mette in scena, in un paesaggio onirico e notturno, gli ultimi istanti di vita di Garcia Lorca, su cui molte leggende sono state scritte. I protagonisti principali in scena sono tre: il poeta morente, Pastora Pavon, la cantante di flamenco che per il poeta e drammaturgo era l'incarnazione vivente del Duende andaluso e un misterioso burattino di legno che allo spettatore italiano dovrebbe risultare famigliare. Fuori campo, il Messo, riprendendo la consuetudine al tetro greco antico, apre e chiude la piéce.
La compagnia Fandabù ha lavorato un anno intero sul testo, che verrà presto presentato anche a Roma. L'intento dell'opera è quello di richiamare l'attenzione su una vicenda e su un grande autore europeo, poco presente negli ultimi anni sulle scene italiane e di cui il prossimo 2016 ricorreranno gli ottanta anni dalla sua uccisione. Ecco una piccola presentazione:
https://www.youtube.com/watch?v=DS-ESnLUGdU&feature=youtu.be
BIGLIETTI:


(si ritirano in teatro il giorno stesso dello spettacolo)
INTERO Posto Libero euro 10,00

RIDOTTOPROMO a euro 8,00 (posto libero):se prenoti inviando una mail a:fandabu2013@live.it

SCRIVI:
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RIDOTTO:
Euro 8,00 per Over60
Euro 8,00 gruppi minimo 5 spettatori
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TEATRO BINARIO 7
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venerdì 19 dicembre 2014

Aristofane secondo le Nina's Drag Queen

Piumate!
lunedì 22 e martedì 23 dicembre
Disgustati dagli uomini e dal vivere incivile, Pisètero ed Evèlpide fuggono dalla città e decidono di fondarne un’altra a loro misura, tra le nuvole, a mezza strada tra la gente comune e gli dei. Anche una Drag Queen, si sa, aspira al divino! ... ma ha in sé qualcosa di incompleto, duplice, diviso. Abita così una terra indefinibile, è una creatura magica.
Ispirandosi liberamente a “Gli Uccelli” di Aristofane, le Nina’s vogliono dire la loro sulla costruzione di un mondo nuovo, sospeso, irriducibile. Tra la bellezza e il disastro, tra il terreno e il celestiale. Un’utopia sempre pericolosamente in bilico, sempre a rischio di una vertiginosa caduta dai tacchi.
Convinte che ai tempi di Aristofane il teatro fosse ancora un luogo gioioso, di confronto aperto, di satira, di festa, le Nina’s tornano al loro genere di origine: la rivista. Come i protagonisti della commedia in fuga dalla logora città di Atene, due attori contemporanei fuggono dallo stantio ambiente della fiction nostrana per cercare ossigeno nell’utopico mondo del teatro drag cercando di farsi accettare dalle “Piumate” compagnia drag capeggiata da Upupa, intenta a mettere in scena l’improbabile musical “Birds!”. L’operazione ha la regia semiocculta di una vera divinità: Prometea, ma non incontra i favori delle divine “maggiori” Zeusa ed Hermessa che non vedono di buon grado l’ascesa di altre “divine” in Terra, e dunque... si apre lo scontro. Che ne sarà dell’utopia delle “Piumate” ?
Tra balli sgangherati e il consueto gusto per la commistione, le Nina’s saliranno sul palco insieme alle allieve del corso “Pane e Piume”, chiamate per l’occasione a interpretare un coro da commedia greca!un progetto delle Nina’s Drag Queens supervisione artistica Francesco Michelicon Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Stefano Orlandi ed Ulisse Romanò,la straordinaria partecipazione in video di Alessio Calciolari e Lorenzo Piccolo e la partecipazione delle allieve del corso “Pane e Piume”scene Stefano Zullo con la gentile collaborazione di Edoardo Sanchi costumi Rosa Mariotti con la gentile collaborazione di Daniela Cernigliaro luci Giulia Pastore audio Giuliana Rienzi aiuto scene e costumi Serena FerrariORARI SPETTACOLI: lunedì e martedì ore 20.45
dillo a un amico

giovedì 18 dicembre 2014

Biopolitica e altro


«Ber­lu­sconi non l’aveva por­tato la cico­gna», scrive Ida Domi­ni­janni in con­clu­sione del suo libro bello e com­plesso Il trucco. Ses­sua­lità e bio­po­li­tica nella fine di Ber­lu­sconi (Ediesse, pp. 251, 14 euro) che sarà pre­sen­tato domani 18 dicem­bre a Roma (con Maria Luisa Boc­cia, Laura Baz­zi­ca­lupo e Mario Tronti, ore 17.30, Fon­da­zione Basso via della Dogana Vec­chia 5). Insomma, Ber­lu­sconi non era ine­vi­ta­bile, si sareb­bero potute imboc­care altre strade. Una verità sem­plice, quasi ele­men­tare eppure dif­fi­cile da deci­frare, come si è visto nei vent’anni in cui il pro­prie­ta­rio di Media­set è stato al cen­tro della scena del nostro Paese. E come si ricava dalla let­tura di que­sto sag­gio avvin­cente e stra­ti­fi­cato, che fa della fine del lea­der che ha domi­nato la scena ita­liana un caso esem­plare di sto­ria poli­tica, ben oltre la dimen­sione della cro­naca e anche dei pun­tuali com­menti con cui l’autrice ne ha accom­pa­gnato la vicende sulle pagine di que­sto gior­nale, per non par­lare del regi­stro ammic­cante che ha imper­ver­sato per anni nei media italiani.
Ber­lu­sconi o della via ita­liana alla gover­nance neo­li­be­rale, que­sta l’ottica attra­verso la quale Domi­ni­janni invita a leg­gere i vent’anni appena pas­sati».
Ber­lu­sconi non l’aveva por­tato la cico­gna», scrive Ida Domi­ni­janni in con­clu­sione del suo libro bello e com­plesso Il trucco. Ses­sua­lità e bio­po­li­tica nella fine di Ber­lu­sconi (Ediesse, pp. 251, 14 euro) che…
ILMANIFESTO.INFO

La cantaora y el duende il 13 gennaio prossimo

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L’atto unico “La Cantaora y el Duende” è pensato per abitare la magica atmosfera di un anfiteatro, per raggiungere i risvolti più romantici e più struggenti del vostro cuore e per sperare di riportare in vita l’amore tra Federico Garcia Lorca e Pastora Pavon.”
Scritto a quattro mani da Loretta Sebastianelli e da Franco Romanò lo spettacolo mette in scena, in un paesaggio onirico e notturno, gli ultimi istanti di vita di Garcia Lorca, su cui molte leggende sono state scritte. I protagonisti principali in scena sono tre: il poeta morente, Pastora Pavon, la cantante di flamenco che per il poeta e drammaturgo era l'incarnazione vivente del Duende andaluso e un misterioso burattino di legno che allo spettatore italiano dovrebbe risultare famigliare. Fuori campo, il Messo, riprendendo la consuetudine al tetro greco antico, apre e chiude la piéce.
La compagnia Fandabù ha lavorato un anno intero sul testo, che verrà presto presentato anche a Roma. L'intento dell'opera è quello di richiamare l'attenzione su una vicenda e su un grande autore europeo, poco presente negli ultimi anni sulle scene italiane e di cui il prossimo 2016 ricorreranno gli ottanta anni dalla sua uccisione. Ecco una piccola presentazione:
https://www.youtube.com/watch?v=DS-ESnLUGdU&feature=youtu.be
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