sabato 31 gennaio 2015

Premio città di Como

Dopo il grande successo della prima edizione
RIPARTE
il Premio Internazionale di Letteratura
Città di Como
...con tantissime novità!
POESIA
NARRATIVA
SAGGISTICA
AFORISMI
UNDER 30
FOTOGRAFIA
Il bando è già aperto:
Leggi il regolamento e partecipa al concorso
WWW.PREMIOCITTADICOMO.IT
info@premiocittadicomo.it

Ritorna il premio Giorgi.


Bando 2015 del Premio Internazionale di poesia “Renato Giorgi”
"Le Voci della luna" hanno indetto la XXI edizione del concorso.
Pubblicazioni gratuite per i vincitori e premi in denaro.

Il Premio Internazionale di poesia “Renato Giorgi”, fondato nel 1995, nasce dal desiderio di testimoniare e diffondere nel tempo il valore dell’opera, umana e letteraria, di Renato Giorgi, insegnante e poeta, partigiano e sindaco di Sasso Marconi, centro appenninico della provincia di Bologna.
Proseguendo in questo intento, esso giunge alla sua ventunesima edizione, rafforzato nell’impegno e rinnovato nella proposta.
Dopo il Premio alla Carriera conferito a Gregorio Scalise nel 2014, in occasione del ventennale, quest'anno il bando del premio viene semplificato nella procedura ed ampliato attraverso l'istituzione di una terza sezione riservata alle tesi di laurea.
Restano confermate le tradizionali sezioni “Silloge Inedita” e “Cantiere”, che vedono per la prima la pubblicazione in volume della “Silloge inedita” vincitrice, e per la seconda la pubblicazione sulla rivista “Le Voci della luna” sul numero di Ottobre interamente dedicato al Premio.
Resta attiva anche la sezione Scuole, dedicata agli elaborati di studenti che frequentano le scuole secondarie di primo grado nella provincia di Bologna.
Un'ulteriore novità è rintracciabile nella modalità dell'invio delle raccolte, totalmente telematica.
Alla giuria del triennio in corso, rinnovata nella componente dei giurati e nella presidenza, e al comitato scientifico rimangono affidati i compiti di tutela e garanzia di qualità e trasparenza del Premio.

SEZIONE A Raccolta inedita di poesie a tema libero
Si richiedono:
1.Invio di una raccolta inedita all’indirizzo di posta elettronica premio.giorgi@virgilio.it in formato word o PDF non firmata e totalmente anonima;
2.la lunghezza complessiva dei testi dovrà essere compresa tra minimo 25 e massimo 40 cartelle (una cartella equivale a trenta versi puri, vengono esclusi dal conteggio titoli ed esergo);

Primo Premio – Pubblicazione
Pubblicazione in volume della raccolta risultata vincitrice a parere insindacabile della giuria, stampata dalle edizioni Le Voci della Luna nella collana Cantiere (cento copie del volume verranno destinate all’autore, le altre saranno distribuite dalle Voci della Luna a critici e poeti).
Secondo e Terzo Premio
Pubblicazione sul numero speciale della rivista con recensione a cura della giuria. L'entità del premio verrà definita in base al numero dei partecipanti.

SEZIONE B Cantiere
Si richiedono:
1.Quattro (4) poesie per un massimo di duecento (200) versi intesi come totale complessivo (vengono esclusi dal conteggio titoli ed eventuali esergo) inviate all’indirizzo di posta elettronica premio.giorgi@virgilio.it;
2.Autorizzazione alla pubblicazione dei testi con cui si partecipa alla Sezione B alla eventuale pubblicazione in una antologia prodotta e curata dal Premio stesso;

Primo premio – In denaro
Assegno da euro 500,00
Secondo e Terzo Premio
Pubblicazione sul numero speciale della rivista e recensione a cura della giuria. L'entità dei premi verrà definita in base al numero dei partecipanti.

SEZIONE C - SAGGIO CRITICO DI POESIA del '900
Si richiedono:
1.invio all’’indirizzo email premio.giorgi@virgilio.it di un breve saggio critico di poesia del Novecento per un massimo di 10 cartelle in formato word o PDF estratto di una tesi scritta negli ultimi 5 anni;
2. Certificazione dell’avvenuta iscrizione a un corso di Laurea o della data di discussione della tesi.

Premio al vincitore della sezione– Borsa di studio
Assegno da euro 500,00

Il saggio del vincitore verrà pubblicato (in estratto, in parte) sul numero speciale della rivista “Le Voci della Luna” dedicato al Premio.

REGOLAMENTO DELLE TRE SEZIONI valido per tutte e tre le sezioni (A,B,C)

Versamento di euro 20,00 come tassa di iscrizione sul C/C postale 10889400 intestato a Le Voci della Luna , Sasso Marconi, Premio “Renato Giorgi” 2015 o bonifico bancario sullo stesso conto, IBAN IT87K0760102400000010889400.
ATTENZIONE A RIPORTARE SEMPRE NOME, COGNOME ED INDIRIZZO.
Per partecipare a due delle tre sezioni è sufficiente un versamento di euro 30,00.
Il versamento dà diritto all’iscrizione al circolo e all’abbonamento annuale alla rivista “Le Voci della Luna” per il solo anno 2015.

IMPORTANTE

Le opere partecipanti alle tre Sezioni devono essere inviate in un file word o PDF assieme ad ulteriori file contenenti:
1. autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del Decreto legislativo n. 196/2003;
2. autorizzazione al diritto di utilizzare e riprodurre i testi inviati, nelle pubblicazioni legate al Premio (antologia, rivista) e sul sito de Le Voci della Luna, senza riconoscimento di alcun compenso;
3. dati anagrafici (nome, cognome, indirizzo completo, età, telefono, casella di posta elettronica, e-mail);
4. breve curriculum biobibliografico (massimo dieci righe);
5. dichiarazione :
- per la SEZIONE A: le poesie proposte al premio “Renato Giorgi” 2015 sono originali ed inedite in qualsiasi forma (si intende non edite complessivamente in volume, si accettano pubblicazioni parziali in riviste e antologie o in rete), e non sono state presentante contemporaneamente ad altri concorsi, almeno fino a conclusione del premio “Renato Giorgi” 2015, né sono già state concesse a case editrici o ad altra forma imprenditoriale che ne comporti il copyright di pubblicazione, a pena di inammissibilità o di esclusione;
- per la SEZIONE B: le poesie proposte al premio “Renato Giorgi” 2015 sono originali ed inedite in qualsiasi forma (si intende edite in altro volume o volume antologico, si accettano pubblicazioni parziali in riviste o su internet), e non sono state presentante contemporaneamente ad altri concorsi almeno fino a conclusione del premio “Renato Giorgi” 2015 né sono già state concesse a case editrici o ad altra forma imprenditoriale che ne comporti il copyright di pubblicazione, a pena di inammissibilità o di esclusione;
-per SEZIONE C: il breve saggio dovrà essere originale ed inedito e non essere stato presentato contemporaneamente ad altri concorsi, almeno fino a conclusione del premio “Renato Giorgi” 2015, né essere stato concesso a case editrici o ad altra forma imprenditoriale che ne comporti il copyright di pubblicazione, a pena di inammissibilità o di esclusione;
6. ricevuta di versamento o di bonifico (scannerizzata o riprodotta in formato digitale) completa di indirizzo e sezione del premio o dati identificativi dell'avvenuto versamento.
Quanto nei punti precedenti deve essere inserito e inviato alla segreteria del premio “Renato Giorgi” in un unico invio telematico.

L’invio incompleto comporta l’esclusione automatica del concorrente.

Al Premio “Renato Giorgi” 2015, XXI edizione, non potranno partecipare (in entrambe le sezioni) i vincitori dell’anno 2013; le poesie debbono essere redatte in lingua italiana; l’invio delle opere sottintende l’accettazione completa del presente regolamento nelle sue parti generali e in quelle dedicate alle singole sezioni. Le opere inviate non saranno restituite in nessun caso.

SCADENZA
Il tutto dovrà pervenire alla Segreteria del premio (premio.giorgi@virgilio.it) entro e non oltre il 30.6.2015 .

ASSEGNAZIONE PREMI, GIURIA E CERIMONIA DI PREMIAZIONE
il giudizio della Giuria è insindacabile e inappellabile;
i componenti la Giuria verranno resi noti all’atto della premiazione;
la giuria si riserva la facoltà di non assegnare premi alle raccolte o selezione di raccolte e saggi che risultino di qualità e quantità non sufficientemente adeguata;
i premi saranno consegnati durante la premiazione ai vincitori o a loro delegati;
i premi non verranno spediti.
L’esito del concorso sarà comunicato solo ai vincitori ed ai segnalati delle sezioni e pubblicizzato sul sito internet delle Voci della Luna e sulla rivista omonima.
La premiazione dei vincitori del Premio Renato Giorgi avrà luogo nel mese di ottobre 2015 a Sasso Marconi, Bologna, in ora e luogo da definirsi.

INFORMAZIONI
Segreteria Premio “Renato Giorgi” 2015 e-mail: premio.giorgi@virgilio.it
 — con Vittoria RavagliGregorio ScaliseFabrizio BianchiLuca ArianoMaria Luisa VezzaliLoredana MagazzeniRoberta SirenoMarinella Polidori e Pierre Once

Oggi a Roma

Sabato 31 gennaio 2015 - ore 16
SLC CGIL  - Sezione Nazionale Scrittori
Via Ofanto, 18 / A2 – 00198 Roma

“… si fa per dire, per indire e scandire…”

Nel trigesimo della scomparsa di Stefano Docimo (1945-2014)
Nella notte del passaggio tra il 2014 e il 2015 è venuto a mancare Stefano Docimo,  poeta, narratore e critico romano, per oltre vent’anni dirigente del Sindacato Nazionale Scrittori (oggi diventato Sezione Nazionale Scrittori SLC-CGIL), nonché redattore della web review Le Reti di Dedalus.
Per continuare a ricordare la sua opera sono in progetto alcune iniziative: anzitutto un incontro poetico-affettuoso, che si terrà il 31 gennaio presso la sede della Sezione Nazionale Scrittori SLC. Si invitano amici, colleghi ed estimatori a leggere suoi testi o testi a lui dedicati,  o a recare testimonianze critiche e personali. In tale occasione si decideranno anche i tempi e i modi per un convegno di studi più strutturato, da realizzare prima dell’estate; si valuterà inoltre la pubblicazione in e-book o volume cartaceo degli scritti di Stefano Docimo inediti o apparsi nella rivista.

venerdì 30 gennaio 2015

Segnalazione



Sul sito della Società di Psicoanalisi Critica, alcune riflessioni sui fatti di Parigi.

giovedì 29 gennaio 2015

Utopie contemporanee

Cari amici di Versante Ripido,
da questo momento potete trovare on line il numero 2 di febbraio 2015 della nostra fanzine Versante Ripido, con tema: fucina di utopie. 
http://www.versanteripido.it/?lang=it&emtrck=NjcwOTB8OTEwODcxMDY5N2MxNmQzNzcyODVhMzE5fGh0dHA6Ly93d3cudmVyc2FudGVyaXBpZG8uaXQvP2xhbmc9aXQ%3D
Questo e’   l’indice  del numero:
  • FUCINA DI UTOPIE, EDITORIALE O “ESCA” DI PAOLO POLVANI (editoriale)
  • LA POESIA, L’IMMAGINARIO E L’EVOLUZIONE SOCIALE, EDITORIALE DI DANIELE BARBIERI (editoriale)
  • LETTERE DAL MONDO OFFESO, INTERVISTA A CHRISTIAN TITO (intervista)
  • LA PAROLA NUMEROSA DI FLAVIO ERMINI (servizio)
  • L’UTOPIA, L’UNICA CHE PORTI ALLA POESIA DI MASSIMILIANO DAMAGGIO (servizio)
  • SAPORE DI PAROLE DI MARIA LENTI (servizio)
  • L’UTOPIA DELLA FINZIONE DI MARCO ERCOLANI (servizio)
  • POESIA FUCINA DI SPERANZA, DI FRANCESCO SASSETTO (servizio)
  • AZIONE SOCIALE DELLA POESIA, ALCUNE RIFLESSIONI DI ROBERTO MAGGIANI (servizio)
  • LA POESIA – COMUNICAZIONE, L’UTOPIA E LA DEVIAZIONE DELL’IMMAGINARIO DI SONIA CAPOROSSI (servizio)
  • UTOPIA E POESIA CIVILE DI PASQUALE VITAGLIANO (servizio)
  • FUCINA DI UTOPIE DI MARIA GRAZIA DI BIAGIO (servizio)
  • POESIA-UTOPIE DI SERGIO ROTINO (servizio)
  • NOI CHE FACCIAMO?* DI RAFFAELE NIRO (servizio)
  • PROBLEMA DI SCRITTURA DI VLADIMIR D’AMORA (reportage)
  • HO PENSATO CHE POI TI AVREI RISPOSTO. SILVIA SECCO SU GIANMARIO LUCINI (reportage)

Pillole di storia a Bologna

Pellicole di storia. L'età moderna va al cinema

Venerdì 6 febbraio 2015, ore 19.30
Modo InfoShop – via Mascarella, 24b - Bologna

Presentazione del n. 31 di "Zapruder - Rivista di storia della
conflittualità sociale"


Intervengono: Chiara Pavone (co-curatrice del numero) e Michele Guerra
(Università di Parma)
Coordinano: Vincenza Perilli e il gruppo locale di Storie in Movimento

Durante la serata saranno proiettati frammenti da film di Paolo
Benvenuti e Ettore Scola

mercoledì 28 gennaio 2015

Auguri alla nuova impresa letteraria.

Il 1 febbraio comincio insieme a cinque giovani poeti la mia prima avventura redazionale con Perìgeion il cui manifesto potrete trovare in questo link. 

https://perigeion.wordpress.com/info-2/

Confesso che sono emozionato e anche un po' spaventato poiché ciò che ci siamo prefissati come obiettivo é impegnativo e certamente ambizioso. Raggiungerlo  e mantenerlo non sarà facile, ma ho tale e tanta fiducia nei miei compagni di viaggio da sentirmi quanto meno ottimista. Certamente sarà inevitabile commettere errori e di questo ci scusiamo  anzitempo, ma  ciò che possiamo garantire è che ci metteremo tutto l'impegno, il rigore e la passione a noi possibili. Pertanto se amate l'arte, la bellezza e qualsiasi forma di resistenza immaginabile da opporre alla dilagante volgarità e disumanitá che impera, accompagnateci in questa avventura perché é vero: é sempre l'unione a fare la forza.
Grazie molte. Un caro saluto da Christian

Christian Tito

martedì 27 gennaio 2015

Audre Lord


Audre Lord è ancora largamente sconosciuta e non tradotta in Italia. Non la conoscevo neppure io, me ne ha parlato Adriana Perrotta. Questa di seguito è una iniziativa del 2013, ma contiene qualche notizia su di lei ancora utile.




Il lavoro di Audre Lorde
Nicoletta Buonapace


 


Il 14 Aprile 2013 il Gruppo Soggettività Lesbica della Libera Università delle Donne di Milano e Immaginaria, storica associazione bolognese che ha diffuso cinematografia e documentaristica lesbiche in vari festival, hanno organizzato una giornata di riflessione su Audre Lorde, attivista e pensatrice afroamericana, morta nel 1992 di cancro, che ancora oggi c’interroga con i suoi scritti filosofici, la sua poesia, le sue battaglie.

Nel corso della giornata a lei dedicata, abbiamo visto il documentario “Audre Lorde. The Berlin years – 1984 to 1992” di Dagmar Schultz, premio del pubblico nel 2012 al Festival Gay e Lesbico di Barcellona, costruito con il materiale di un archivio ricchissimo, che racconta l’influenza di Audre Lorde sulla comunità di giovani donne afro-tedesche che si strinsero intorno a lei in quegli anni e il rapporto con le donne che la conobbero.
Da quell’esperienza nacque un gruppo di autocoscienza che dette luogo poi anche a un libro che dava voce alla specificità e differenza di una comunità, quella nera e tedesca, che fino ad allora non si era pensata come tale.
L’insegnamento di Audre, che aveva vissuto il razzismo e che in tutta la sua vita ha riflettuto sulle connessioni tra razzismo, sessismo, omofobia, convinta che non ci fosse una gerarchia tra le varie forme di oppressioni, ma un intreccio delle une con le altre all’interno di una costruzione culturale etero-patriarcale, è stato principalmente quello di partire da sé e dal proprio posizionamento, diremmo oggi, nel mondo che abitiamo e che comprende colore, classe, orientamento sessuale.
Audre Lorde invita, da questo punto di vista, a una presa in carico della propria differenza e della propria parola, a partire dal proprio corpo, dalla propria sensibilità ed esperienza personale per farne discorso politico.
Audre infatti non ha mai separato l’attività politica da quella intellettuale, si definiva:  “nera, lesbica, femminista, guerriera, poeta, madre”, mettendo al centro l’esperienza più intima, da quella della malattia, per esempio, nei suoi anni berlinesi attraverso “I diari del cancro”, a quella dell’amore per le donne, che sempre l’ha accompagnata e di cui ha scritto in poesia con versi potenti, vissuti coniugati con il desiderio di trasformare il mondo.
Questa centralità dell’unità di corpo e mente, di pensiero e azione, il radicarsi nella propria esperienza è un messaggio che ci tocca profondamente, scriveva: “Per me non c’è alcuna differenza tra scrivere un buon poema e muovermi nella luce del sole accanto al corpo di una donna che amo”.
Quello che ancora ci dà oggi Audre Lorde è così l’incoraggiamento a farsi soggetti della propria vita attraverso la consapevolezza, l’uso politico della rabbia, dell’eros come forza vitale, rendendolo linguaggio, parola, e insieme azione politica. L’incoraggiamento a riconoscere le differenze, nominarle e farle convivere, anche là dove è più difficile, ad esempio tra donne bianche e nere, per una battaglia comune, in una visione della politica che non esclude la differenza, ma la fa divenire motore di consapevolezza e trasformazione.
Audre Lorde insegna a riconoscersi portatrici di un potere, che affonda le sue radici nel nostro sentire più profondo, là dove risiede l’origine della nostra libertà, e che la nostra responsabilità e la nostra possibilità di costruire libertà dipendono dall’usarlo e dal farlo uscire dal silenzio cui è stato condannato da una tradizione culturale che ha voluto vedere nell’irrazionale, il poetico, l’oscuro, qualcosa che non può accedere alla dignità del sapere.
La nostra responsabilità e il nostro potere si danno dunque a partire dall’espressione di ciò che sentiamo e siamo nella nostra differenza.
Audre Lorde ci lascia in eredità il suo lavoro affinché lo usiamo e lo dice esplicitamente.
E’ questione di sopravvivenza, di vita o di morte ci dice, trasformare il silenzio in parola ed azione, uscire dall’invisibilità, superare la paura del giudizio. Questa sopravvivenza ci dà potere e forza.
Con lo stesso coraggio ci parla dell’esperienza della malattia.

La radicalità del suo pensiero investe anche il rapporto con il cancro, i suo Diari rompono il tabù del silenzio che circonda spesso quest’esperienza, e ne danno testimonianza; pagine in cui riflette sul sessismo nella medicina, l’estetizzazione di quella che lei chiama la “ferita” (la mastectomia) con il travestimento delle protesi, le considerazioni su un’economia che produce il cancro attraverso l’inquinamento e il cibo-spazzatura, il confronto con la mortalità, ma anche la forza dell’amore per la vita e per le donne, in una battaglia di senso che ha condotto fino alla fine.

Vedi anche:
Marta Gianello Guida, Le lettere che ho nel mezzo
Margherita Giacobino, Missione sopravvivenza

25-04-2013


Agenda di scrittore: romanzo. Capitolo cinquantaseiesimo

CAPITOLO CINQUANTASEIESIMO.


Il vecchio se ne sta da solo”, commenta uno dei tre che se ne stanno ancora accanto al portale di uscita dalla Struttura.
Già, ma vedrai che la vedremo tornare per la cena...”
Io credo invece che si farà vedere al club, per sondare gli umori... sai io su questo suo abbandono ci credo fino a un certo punto.”
“Cosa intendi dire?”
Quello che ho detto... ma ora zitti, stanno arrivando i giornalisti.”
Proprio non ti fidi di nessuno...” gli fa eco il terzo che fino a quel momento aveva seguito in silenzio lo scambio di battute.
Chang li saluta con un inchino, mentre Silvia Maramaldi si limita a un sorriso di circostanza. I due proseguono ma alla donna non è sfuggito che abbiano smesso di colpo di parlare quando li hanno visti avvicinarsi.
Non me lo dica... me ne sono accorto anch'io” commenta sotto voce Chang; proseguono in silenzio, poi entrano nel club ancora semivuoto.
Che ne dice di un drink?”
Volentieri.”
Quali sono le sue previsioni? Ci resteremo a lungo qui dentro?”
Mah, non saprei davvero, ho sempre sensazioni contradditorie, a volte mi sembra che ci siano accelerazioni, poi brusche frenate... ma scusi se cambio discorso, signora Maramaldi... ma volevo dirle che è raro trovare di questi tempi qualcuno che si fidi dell'altro al primo colpo.”
Silvia si mette a ridere, ma proprio in quel mentre è il cameriere a interromperli.
Vede, da un lato io trovo anche un po' ridicole certe preacauzioni, ma nel suo caso c'è qualcosa di diverso. Ho grande stima e ammirazione per Gunther e se lei è qui, beh... ho pensato che di lei mi posso fidare.”
Capisco” osserva Chang laconicamente.
La conversazione prosegue affabilmente per una decina di minuti, poi è Maramaldi a gettare lo sguardo al suo orologio.
Immagino che lei debba andare, signora Silvia...”
Sì il dovere incombe.”
“Verrete al club stasera?”
È probabile ma penso che faremo tavolo fra noi tre, non è opportuno mescolarsi ad altri prima di formalizzare le proposte.”
Saggio comportamento. Auguri!”
Buon proseguimento e... mi saluti Gunther, mi raccomando.”
Mi ha letto nel pensiero, medita fra sé e sé Chang mentre mette mano al telefono, poi ci ripensa e lo ripone, dedicandosi alla rivista sul tavoliono a fianco della poltrona nella quale è seduto.


***
Narlikar ha pensato bene di staccare tutte le comunicazioni: per un paio d'ore non vuole sapere nulla. Il silenzio nel piccolo appartamento è totale e si abbandona ad esso con crescente voluttà, aiutato dal sigaro che lo accompagna nella meditazione., Lo boccate si fanno sempre più rare, finchè con un gesto deciso lo spegne e chiude gli occhi.
Il risveglio lo coglie quando manca ancora una buona ora alla cena, il sonnellino gli ha fatto bene e ridate energie. S'avvicina alla stanza dei computer e si siede. Le macchine sono tutte accese, compresa quella su cui è aperta ancora la pagina su cui stava lavorando prima che gli impegni si infittissero. Si siede e legge.
Era dei leptoni
Diametro dell'universo:? E dai con questa storia del diametro, ai matematici piace sempre fare calcoli anche quando non servono a nulla, esclama ad alta voce, come è ormai sua abitudine quando è solo.
Temperatura: 1012 K
Tempo dopo il Big Bang: 10-4 secondi dal Big-Bang
Arrivati a questo punto della storia dell'universo la temperatura è di circa 1 trilione di gradi.
  • 1 secondo dopo il Big-Bang: la temperatura è di 10 miliardi di gradi Celsius.
  • 100 secondi dopo il Big-Bang: la temperatura è di 1 miliardo di gradi.

Era della nucleosintesi.



Alla parola nucleosintesi si blocca di colpo e la ripete più volte ad alta voce, poi comincia a cercare altre fonti per una buona mezzora, ma senza arrivare a nulla. Un rapido sguardo all'orologio e un sospiro di disappunto accompagnano il lento rialzarsi in piedi. Il tempo di rimettersi in sesto, poi si avvicina al guardaroba, dai cui afferra un elegante abito indiano.
Vediamo di stupirli un po', dice mentre si aggiusta il turbante davanti allo specchio; dopo un ultimo ritocco si avvia alla porta.
Il corridoio è già pieno e l'improvvisa comparsa in una foggia da tempo non più abituale, interrompe le chiacchiere, poi cominciano i saluti deferenti, cui Narlikar risponde con un sorriso affabile e qualche stretta di mano. Si avvia rapidamente in direzione del club e nonostante qualche sosta di circostanza, i duecento metri vengono percorsi in fretta. La sala è ancora abbastanza vuota, Narlikar si avvia al tavolo centrale, quello dei comandanti di Struttura e si siede, ordinando un aperitvo.
La notiza del suo arrivo nel club si sta diffondendo rapidamente fra chi ciondola qui e là fra una chiacchiera e l'altra, mentre con alcune telefonate vegono rapidamente avvertiti i comandanti. A presentarsi per primi all'ingresso, tuttavia, sono i tre presidenti incaricati di formulare la proposta e questo viene notato con sorpresa dallo stesso Narlikar. É Popov ad avvicinarsi al tavolo:
Abbiamo già finito, non avremo bisogno di una sessione serale, ci stavamo domandando se è il caso di distribuire stasera stessa la proposta per accelerare i lavori di domani e.. ci siam pure chiesti se dopo cena si possa anche uscire dalle strutture.”
Lo direte a tutti immagino.”
Certo è quello che pensavamo di fare quando ci siamo almeno in un buon numero e poi far pervenire la comunicazione anche a chi non è al club.”
Bene: quanto all'uscire non ho nulla in contrario purchè domani mattina si cominci presto.”
Popov annuisce e si reca al tavolo preparato per loro tre, mentre in molti si stanno affollando all'ingresso. In pochi minuti la sala è piena. Non appena tutti si sono accomodati, è Silvia Maramaldi ad alzarsi in piedi e a percuotere il bicchiere con un cucchiaio. Tutti si voltano in direzione del loro tavolo.
Ho una comunicazione importante da fare, che vi prego di trasmettere anche a chi non è qui: lo faremo anche noi, ma insomma datevi tutti da fare. .. La presidenza ha finito i lavori e siamo pronti a farvi la porposta.” Un fitto brusio si diffonde per la sala e ci vuole qualche istante prima che si plachi.
Perciò abbiamo deciso di far pervenire ai vostri terminali la proposta da questa sera stessa, per cui ognuno potrà valutarla con calma prima dell'inizio dei lavori. Al tempo stesso abbiamo proposto al Comandate Narlikar una serata di piena libertà. Potremo uscire se lo vogliamo, stabiliamo un'ora decente per domani mattina.”
La notizia è accolta con sorpresa, Chang salta letteralmente sulla sedia e rivolge il suo sguardo agli altri. Il moltiplicarsi di eventi imprevedibili sconcerta un po' tutti, ma nessuno questa volta ha la prontezza di porre domande e allora è Narlikar stesso a prendere in mano la situazione.
Bene se non ci sono obiezioni si può cominciare a mangiare. Vista la situazione propongo che ci si veda alle dieci domani mattina.”
La sala accoglie la proposta con un applauso.



Agenda di scrittore: romanzo.Capitolo cinquantacinquesimo.



CAPITOLO CINQUANTACINQUESIMO.


Popov si siede a centro fra le due signore e comincia a parlare:
Vedo che la relazione è arrivata a questo tavolo e penso che tutti voi l'abbiate davanti. Ciononostante, direi che sarebbe meglio se il comandante ce la leggesse, così da poterla seguire più agevolmente...”
Narlikar, che aveva sperato di evitare di farlo, sebbene avesse messo nel conto la richiesta, si avvia con passo deciso al tavolo della presidenza e si siede a lato cominciando a parlare lentamente:
La decisione di dimettermi da comandante maturava in me per evidenti raggiunti limiti di età; nonostante i progressi delle nostre tecniche di sopravvivenza e allungamento della vita, dobbiamo prendere atto di questo e poiché mi rendevo conto che era più comodo far finta di nulla, avevo deciso da tempo che fosse il momento di rompere il gioco. Innegabile, però, è la constatazione che, qualora non vi fosse stato l'increscioso avvenimento del contatto mancato, avrei fatto tutto con maggiore calma. Ma era impensabile che dopo l'accaduto un comandante in capo non ne traesse le conseguenze, indipendentemente se abbia o meno delle responsabilità e io credo francamente di non averle, ma questo lo dirò quanto sarà il momento di dire le mie ragioni durante l'inchiesta. Detto ciò, voglio aggiungere semplicemente che sarò a disposizione per tutto il periodo di transizione. Ho scelto di non indicare un successore perché penso si debba dare a questa investitura una valenza diversa e più condivisa della mia elezione. Quando ci siamo imbarcati in questa impresa senza ritorno era necessario il massimo della centralizzazione delle decisioni e delle scelte, oggi sarebbe controproducente. Perciò occorreva un taglio netto con il passato e questo significa anche che io intendo far parte della commissione d'inchiesta e del processo che porterà alla elezione del nuovo comandante, ma che farò parte di entrambe le commssioni come un membro qualunque delle medesime e non in quanto comandante, mentre continuerò a esercitare le funzioni di comando ad interim prima di ritirarmi definitivamente a vita privata. Vi invito dunque a nominare il più in fretta possibile le commissioni in questione. Per quanto riguarda l'inchiesta credo che sia utile ne facciano parte i livelli più alti delle tre strutture. Personalmente penso che in questa ci debbano essere dei common ma è evidente che per ragioni tecniche essi non possiedono tutte le informazioni che abbiamo invece noi, né si può pensare che abbiano le competenze specifiche per comprendere certi problemi. La funzione di controllo che essi possono esercitare, tuttavia, è decisiva. Per la scelta del nuovo comandante, invece penso sia utile una commissione numericamente paritaria e che si arrivi il più possibile a un consenso vasto; perciò sono personalmente favorevole a una elezione che abbia come quorum minimo quello dei due terzi degli aventi diritto al voto.”
Non appena finito di parlare alza il capo mentre ancora tutti gli sguardi sono piegati sul foglio; poi uno alla volta o per piccoli gruppi le teste si alzano con un buffo movimento ondulatorio e i volti si girano in direzione di altri. Ognuno sembra cercare consiglio. Popov si schiarisce la voce con un colpo di tosse.
Bene, chi vuole intervenire?”
Il silenzio in sala è tesissimo, tutti sembrano in attesa di qualcosa che non accade, finchè al tavolo della presidenza, i tre cominciano ad agitarsi. Poi sul fondo della sala una mano finalmente si alza seppure con qualche ritrosia. Popov aggrotta la fronte, poi è Silvia Maramaldi a chinarsi verso di lui e a suggerigli qualcosa:
Prego signor Cartridge.”
L'uomo si alza in piedi e tutti si voltano verso di lui mentre gli viene passato il microfono.
Da quello che ci avete detto e scritto comandante Narlikar, mi sembra evidente che la commisisone d'inchiesta debba avere la precedenza su tutto. Quanto accaduto, a molti di noi sembrò all'inizio uan pura concidenza, uno scherzo malevolo del destino, ma ormai siamo tutti convinti - almeno così mi sembra di capire – che le cose sono andate diversamente. Lei stesso comandante, ha detto che pur non ritenendosi responsabile dell'accaduto, sente la necessità di trarne le conseguenze. Dunque si tratta di un fatto grave cui dobbiamo per forza dare la precedenza. Sarebbe davvero abnorme se facessimo finta di nulla.”
La ringrazio signor Cartridge”, ribadisce Narlikar chiamato in causa:
La sua proposta è anche la mia, come ho messo nero su bianco... si proceda dunque in questa direzione, ma non vorrei essere io a proporre i nomi, spetta a voi e forse bisognerebbe pure cominciare da un criterio orientativo.”
Il breve scambio di opinioni ha avuto il pregio di sciogliere la rigidità dell'assemblea ed è tutto un conciliabolo a gruppetti, finché una mano si alza di nuovo e la presidenza invita tutti al silenzio:
Propongo che sia la presidenza a formulare una serie di criteri orientativi, in base ai quali è proporre dei nomi che l'assemblea dovrà intergrare con nuove proposte.”
Anche di nomi?” fa eco un'altra voce femminile dal fondo. Popov si alza in oiedi per cercare di cpaire chi abbia parlato.
Sono io Luce Passini! Penso che un criterio democratico debba prevedere una composizione ampia ma numericamente definita, che comprenda tutte le competenze necessarie prima di tutto, dal momento che dovremo affrontare anche problemi tecnico scientifici non alla portata di tutti...”
Al tavolo della presidenza i tre si consultano rapidamente e poi è Popov a parlare:
Propongo all'assemblea di approvare quanto appena suggerito dalla signora Passini. Se siete d'accordo che si proceda in questo modo, dateci il tempo di formulare una proposta.”
Pensate di averne bisogno molto?”
I tre si guardano po' e si stirngono nella spalle poi è di nuovo Popov a rispondere:
Dal momento che si tratta di una proposta che poi sarà discussa da tutti... no, non abbiamo bisogno di un lungo tempo. Diciamo però che siamo già arrivati a fine mattinata. Direi che ci prendiamo tutto il pomerigigo e la sera e domani mattina siamo tutti più freschi per decidere con consapevolezza.”
La proposta è accolta da un lungo applauso di sollievo poi tutti si alzano, avviandosi verso l'uscita.
Chang, dopo aver seguito con la coda dell'occhio i movimenti dei due seduti accanto a lui, rimane più a lungo nella stanza finchè non si ritrova quasi da solo mentre ancora gli ultimi fanno crocchio in piedi sulla soglia. Attiva rapidamente il telefono:
Siamo in pausa, ci sarà una proposta della presdenza dell'assemblea sulla composizione della commissione, si riprende domani mattina... e voi?”
Tutto bene, abbiamo deciso di penderci un po' di vacanza e andiamo nella casa in collina di Sigfried, tutti insieme naturalmente...”
Capisco e mi sembra un'ottima idea. Penso che vi raggiungerò appena possibile se sarete ancora lì, anch'io avrei bisogno di un po' di vacanza..”
Non ci muoviamo, stai tranquillo, vieni quando vuoi e buona serata!”


Corinne, carissima Corinne, per oggi abbiamo fnito e non può capire come sia per me delizioso chiudere le porte dietro di me con la scusa che sono vecchio e in realtà lo sono, ma meno di quanto loro credono.”
La giovane donna segue ridendo sommessamernte il discorso di Narlikar, continuando a riordinare la scrivania.
Ora Corinne, se crede può andare io non ho bisogno di nulla e questa sera sono troppo stanco per la letteratura... non se lo aspettava vero? Ma visto come sono andate le cose non voglio trattenerla.”
In effetti, l'improvviso ritorno del comandate averva solleticato in Corinne l'aspettativa di una giornata diversa da quella che s'era aspettata.
Mentirei se le dicessi che mi dispiace... un sollievo anche per me di cui le sono grata. Vuole che ritorni per cena...” continua con un'inflessione sospensiva della voce piuttosto che interrogativa.
No, ci mancherebbe... questa sera preferisco farmi vedere al club per non alimentare chiacchiere e magari qualche telefonata di troppo: sempre meglio guardarsi in faccia, si riposi Corinne, si riposi...” e detto questo Narlikar si lascia cadere sulla poltrona, mentrre lei sta già riordinando le sue cose.
Il corridio che porta dai saloni del riunioni al club è pieno, le porte del club sono aperte ma sembra che soltanto in pochi vogliano entrarvi. Corinne passa velocemente in mezzo ai presenti, fra sorrisi di circostanza e saluti. Il portale di uscita si materializza dietro una curva. Lo raggiunge in fretta ed esce, avviandosi a piedi verso casa.





lunedì 26 gennaio 2015

Allo spazio Coop di Milano

Il mestiere di scrivere
incontri con la molteplicità dello scrivere:
il giornalismo, il saggio specialistico, la traduzione, il lavoro editoriale

a cura dell’Associazione Culturale Diesis

Scopricoop logo

Spazio Scopricoop
via Arona 15/7 – Milano
angolo via Giovanni da Procida
(1° piano, stesso ascensore del parcheggio)





mercoledì 28 gennaio 2015ore 17,30

Incontro con
Antonella Mascali
autrice
e curatrice del volume
Vi aspettavo
Le ultime parole di chi ha sacrificato
la sua vita per tutti noi
Prefazione di Gian Carlo Caselli
(Chiarelettere 2014)

Conversa con l’autrice
Filippo Senatore

Legge pagine dal libro
Francesco Orlando


Vi aspettavo


 Italia 1978-2014. Magistrati, giornalisti, preti, avvocati, professori, politici, investigatori: I servitori dello stato che lo Stato non ha saputo e molto spesso non ha voluto proteggere.
 Per la prima volta questo libro raccoglie le ultime parole di quei servitori dello Stato che le istituzioni non hanno saputo e molto spesso non hanno voluto proteggere. Il testamento spirituale di magistrati, investigatori, uomini che hanno fatto politica, sacerdoti, giornalisti, avvocati, che per non aver mai arretrato nel loro compito, anche se avevano chiara la percezione dell’isolamento e della morte dietro l’angolo, sono stati uccisi. Il libro riporta documenti, spesso inediti, messi a disposizione dai familiari o depositati in archivi di organi istituzionali. La loro voce e le loro ultime parole tra la vita e la morte confermano drammaticamente, ancora una volta, che in nessun altro paese del mondo cosiddetto civile le loro vite sarebbero state spezzate. Sono loro i nuovi partigiani della Repubblica italiana. Questo libro è anche un modo per rendergli onore lasciando a loro e solo a loro la parola.

Vi aspettavo


Antonella Mascali, giornalista di giudiziaria per Il Fatto quotidianosegue in particolare le inchieste sulla corruzione, il Consiglio Superiore della Magistratura e la Corte Costituzionale.
Ha mosso i primi passi nel giornalismo quando era ancora al ginnasio, alla redazione de I Siciliani, il mensile fondato a Catania da Pippo Fava, ucciso dalla mafia. Trasferitasi a Milano, si è laureata in Scienze politiche, con indirizzo giuridico, all’Università Statale con il professor Nando dalla Chiesa con una tesi sperimentale: “Le associazioni di interesse: il caso del movimento antiracket di Capo D’Orlando”.
E’ diventata giornalista professionista a Radio Popolare di Milano. Come inviata a Palermo ha seguito i fatti più tragici degli anni Novanta: l’omicidio dell’imprenditore Libero Grassi, le stragi di Capaci e via D’Amelio.
Tra i processi più importanti della storia recente d’Italia ha seguito, a Palermo, quelli a Giulio Andreotti, Marcello Dell’Utri e Totò Cuffaro. A Milano, quelli a Silvio Berlusconi, Cesare Previti e David Mills.
Nel 2007 ha vinto il Premio cronistaGuido Vergani. Con il libro Lotta civile(Chiarelettere 2009), ha vinto il premio Com&Te Cava Costa d'Amalfi 2009. Nel 2010, sempre per Chiarelettere, ha pubblicato insieme a Peter Gomez "Il regalo di Berlusconi", presentato anche allo Spazio Scopricoop.
Nel 2012 per Chiarelettere ha curato il libro "Le ultime parole di Falcone e Borsellino".


Antonella Mascali





Sindacato Nazionale Scrittori
                                  
sns.lombardia@infinito.it
Associazione Culturale Diesis



diesis@poemus.it

Il flamenco e Milano

Sabato 14 marzo 2015 – ore 21
Conservatorio di Milano – Sala Verdi
VICENTE AMIGO
IL PIU’ GRANDE INTERPRETE DELLA CHITARRA FLAMENCA
Vicente Amigo torna in Italia con un tour che omaggia il nostro paese e sceglie di festeggiare i suoi 25 anni di carriera artistica con un concerto che è la summa dei suoi più grandi successi, in collaborazione con l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia e l’Istituto Cervantes.
Sul palco Vicente torna alla formazione originaria del quartetto con bailador, accompagnato da Añil Fernández (Seconda Chitarra), Paquito González (Percussioni), Rafael de Utrera (Cantaor) e Dani Navarro (Bailador).

Viene consacrato come figura di primo piano della chitarra flamenca nel 1989, quando riceve all’unanimità il Premio Ramòn Montoya per chitarra da concerto e da lì è una progressione senza soste:  si infittiscono i riconoscimenti in Spagna e all’estero, dentro e fuori dall’ambito flamenco. Condivide il palco e cartellone con musicisti della levatura di John McLaughlin, David Bowie, Stanley Jordan, Al Di Meola, Keith Jarret, Bob Dylan, Milton Nascimento, Joao Bosco, Phil Manzanera, Paco De Lucìa, Camaròn de la Isla e tantissimi altri.
Attualmente Vicente Amigo è considerato, sia in Spagna che a livello internazionale, uno dei più virtuosi ed eccelsi interpreti della sua generazione.
La recente decisione dell’Unesco di dichiarare il Flamenco “Patrimonio dell’Umanità” ha rafforzato la determinazione a conservare al meglio l’essenza della tradizione e, allo stesso tempo, ha incoraggiato la sperimentazione, il dialogo tra il flamenco e generi musicali più o meno affini.
Nella musica di Vicente Amigo, infaticabile ricercatore di nuove possibilità estetiche e sonore della chitarra flamenca, convivono tradizione e linguaggi contemporanei, contaminazione che convince diversi tipi di pubblico.
Ha lavorato nei palcoscenici più importanti del mondo, sempre con impeccabile e maestosa tecnica. In compagnia dei suoi musicisti, cantaor e bailaor, risulta uno squisito piacere per i sensi e uno spettacolare concerto flamenco.

Per vedere altro materiale sul web il suo sito è www.vicenteamigo.com

Buona musica e altro

Newsletter del Circolo Familiare di Unità Proletaria



Giovedì  29 Gennaio  -  ore 20:30
  
Il Circolo Familiare ospita la trasmissione live  

               "CORTO CIRCUITO"


della radio Web   www.thegreatcomplottoradio.com

Lo spettacolo propone musica dal vivo con i conduttori
Pietro Ubaldi (noto doppiatore di catoons)
Emanuela Ferrari (pianista) e Pier Didoni (musicista)

Parteciperanno alla serata, come ospiti d'onore, le cantanti
GIOVANNA,
VIOLA VALENTINO,

e il fisarmonicis
ta-pianista WALTER BAGNATO

Inoltre interverranno:Roberto Gimmi (Associazione Tangoy),
il Coro Jubilate Deo,
Daniele Bianchi (orafo),
Roberto Guarneri (chitarrista classico),
Emilio Chitotti (chitarrista finger picking style,
Vanessa Mini, cantante swing.


Una serata all'insegna dell'ottima musica e del buon umore !

Bar e possibilità di cenare a prezzi popolari
(per prenotare telefonare  339 8703833)


Ingresso  €  5
  -  inizio spettacolo ore 20:30


presso
Coop. Soc.
Circolo Familiare di Unità Proletaria

Viale Monza 140 - Milano  (salone primo piano)
(MM1 Turro e/o Gorla)


domenica 25 gennaio 2015

Agenda di scrittore



Dopo tanto tempo riprendo la pubblicazione del romanzo Agenda di scrittore, ripubblicando due

capitoli già postati in precedenza.

A breve ne seguiranno altri,

Agenda di scrittore: romanzo. Capitolo cinquatatreesimo



CAPITOLO CINQUANTATREESIMO.


Venga venga Wang… ma non sarebbe ora che ci dessimo del tu?”
I due coniugi entrano con circospezione nella stanza dove sono attesi poi tutti si alzano per le strette di mano, calorose e confidenziali.
Finalmente conosciamo anche lei signora” dice poi Gunther rivolto alla moglie del giornalista, che risponde con un inchino. Le presentazioni proseguono rapide, mentre Sigfried provvede a disporre sul tavolino intorno ai divani e alle poltrone, qualcosa da bere.
Certo avremmo preferito conoscerci in momenti meno concitati” aggiunge Annelore, confortata dall'assenso di tutti.
Già” aggiunge subito Wang, improvvisamente e imprevedibilmente loquace.
Vedo che siamo già in argomento” chiosa Gunther e prosegue... “ma personalmente preferisco iniziare le discussioni serie con qualcosa davanti..”
Vino immagino...” gli fa eco di nuovo Wang, suscitando i commenti ironici di tutti.
Vedo che ha già imparato a conoscerlo...” aggiunge Annelore.
Credo che sia giusto dividerci i compiti, io rientro molto volentieri la´ dentro… a dire il vero non proprio volentieri, ma è necessario.”
Non ci resterete per molto, sono convinto che Narlikar andrà fino in fondo e che sarà difficile fare marcia indietro…”
In altre parole” si affretta ad aggiungere Johann “Salteranno le regole rigide, la faccenda dei sei mesi dentro e dei sei mesi fuori… credo che cambierà tutto….”
Vi siete fatti un´ idea del motivo di queste improvvise decisioni di Narlikar?” chiede la signora Wang.
Solo ipotesi, ma direi di lasciarle perdere per il momento… almeno finché non arriva la risposta alla nostra richiesta di rientro…”
Parliamo dei sospetti allora…”
È Wang a rompere gli indugi: “Non posso indovinare i vostri ma io comincerei dai dubbi su quanto accaduto con la faccenda ridicola dei contatti con gli extra terrestri…”
Sì… tu lo hai sospettato subito Wang” chiede Sigfried…
Ma sì, credo anche Gunther… forse tu all'inizio eri più propenso a pensare a una specie di burla, ma mettendo insieme i vari pezzi…“
Ecco quali pezzi esattamente…”
Mi riferisco alle decisioni di Narlikar, troppo estreme per non nascondere qualcosa d'altro…”
Tutti gli altri tranne i due coniugi cinesi si guardano perplessi, poi è Gunther a parlare e a informare per sommi capi Wang e la moglie degli altri sospetti, la morte di Alice e tutto quanto… Il racconto richiede un buon quarto d'ora, Wang ascolta con stupore a volte, poi aggrottando la fronte, come se certi particolari suscitassero in lui altre deduzioni. Nel frattempo, un buon odore di cibi freschi si è diffuso per la stanza.
Vogliamo proseguire a tavola?” Dice sorridente Annelore e tutti si avviano rapidamente.
Non sapevo nulla di quello che mi dite… però c'è un particolare che mi ha fatto venire in mente uno strano incontro di alcuni mesi fa… Eravamo in trattoria, vicini a casa… te ne ricorderai senz'altro Wing Chun…” aggiunge poi rivolgendosi alla moglie che assente subito e con forza.
Vedo un collega al tavolo di fronte e lo saluto… mi sembrava un collega… lui fa finta di non conoscermi o non mi conosce davvero, io mi avvicino, poi visto il suo evidente sconcerto mi scuso… Mi è rimasto impresso perché lo conoscevamo tutti e due e fra l'altro abita vicino a noi nello stesso quartiere in cui vive anche la Devisè, ricordate. Spesso ci trovavamo a fare la spesa negli stessi negozi. Una sera fra l'altro ne parlai anche con lei della mia sorpresa…”
Con lei allude alla Devisè? Stiamo parlando di Chantal Devisè?
Sì proprio lei e ora che ci penso… notai un certo turbamento quando gliene parlai…”
Oh beh la Devisè sembra sempre turbata per qualsiasi cosa…”
Già a volte mi sono domandato come mai le sia stata attribuita una responsabilità così grande…”
La conosci allora?” gli fa eco Sigfried.
Ma sai, noi giornalisti o prima o poi i capoccioni della spedizione li conosciamo tutti… ma anche tu Sigfried?”
Abbiamo condiviso per un certo periodo un giro di amicizie comuni, poi lei si allontanò dopo essersi fidanzata con qualcuno…la incontrai recentemente, sola; ci scambiammo qualche parola e seppi che si era lasciata… tutto qui.”

Il pranzo prosegue e si arriva presto alla fine, mentre ancora si attende la notizia che tutti aspettano e cioè se i giornalisti saranno ammessi oppure no alle riunioni un tempo riservate delle strutture di comando. L'altoparlante si mette a gracchiare proprio mentre si stanno gustando il caffè.

Agenda di scrittore: romanzo. Capitolo cinquantaquattresimo.



CAPITOLO CINQUANTAQUATTRESIMO.


Benvenuti!” Esordisce Narlikar con un sorriso benedicente; il suo volto solare è una macchia di rosso vivo nel mezzo di sguardi grigi e perplessi.
Come vedete le novità non sono molto apprezzate in questo scampolo di mondo che ci tiriamo dietro come un carretto della frutta...” prosegue e l'ilarità dei giornalisti presenti costringe anche gli altri ad abbozzare qualche sorriso stentoreo; ma nessuno ride, sebbene il volto di Galileo esprima qualcosa di più di un semplice consenso.
Avete un'ambasciatrice Common qui dentro, la dottoressa Anghelopoulos, collaboratrice preziosa delle strutture di comando e della Terza in particolare. Sarà lei a fare un po' da anfitrione di questa riunione insolita... Prego signora, vuole dire lei qual è l'ordine del giorno dei lavori?” Diotima, chiamata in causa perentoriamente, non nasconde la sorpresa, ma si riprende in fretta dopo essersi schiarita la voce, sostenuta anche dallo sguardo amorevole di Galileo.
Non mi aspettavo di avere questo onore, ma cercherò di adempiere al mio compito con decisione e naturalmente confido nell'aiuto di tutti voi, funzionari delle strutture e nuovi di una riunione come questa. Anche per noi è tutto nuovo, a dire il vero, perché così ha voluto il nostro Comandante, ma voglio dirvi che alla fine, dopo avere discusso fra noi, la grande maggioranza ha deciso in modo convinto per la vostra presenza e anche chi ha manifestato dubbi e perplessità, si riferiva piuttosto alla fretta, a un'accelerazione ritenuta eccessiva nella direzione di un cambiamento che tuttavia s'imponeva.”
Chang, udite queste parole, smette di prendere appunti e si guarda intorno: un altro collega coglie il suo occhio panoramico e gli sorride; i due si scambiano un cenno d'intesa, poi è la collega al suo fianco a parlare sotto voce: “A giudicare dalle facce...” Chan si gira verso di lei e tutti e due ridono sommessamente, mentre Diotima, dopo avere bevuto un po' d'acqua, si appresta a parlare.
Piacere signorina, sono Chang...”
Ah!, il collega di Gunther... mi chiamo Silvia lavoro per quelli della Prima...” I due si stringono la mano.
L'ordine dei lavori di oggi è molto semplice ed è quello che tutti hanno potuto udire dagli altoparlanti, non ci sono misteri. Si tratta di condurre parallelamente l'inchiesta su quanto accaduto alla Terza Struttura, per poi arrivare alla nomina del nuovo comandante. Sulle ragioni di questa unificazione, che tanto clamore ha suscitato in questi giorni, sarà lo stesso comandante Narlikar a fornire tutti i dettagli, ma se mi posso permettere un'osservazione personale, direi che al punto in cui si era giunti una scelta diversa avrebbe causato malumori e sospetti, tanto quanto la decisioni che abbiamo preso, forse addirittura di più. Il fatto che voi siate qua, significa che tutta la direzione della spedizione è concorde nel dare il massimo di trasparenza possibile al dibattito e alle decisioni che verranno prese...”
Detto ciò si rivolge all'uditorio, poi il suo sguardo si dirige prima su Galileo, poi su Narlikar, prima di proseguire: “Non credo di avere molto altro da aggiungere... beh decidiamo se è bene che facciate subito qualche domanda oppure preferite ascoltare per prima la relazione del Comandante...” conclude rivolgendosi a tutti. La collega a fianco di Chang alza la mano per parlare, vi è un momento di imbarazzo, non esistendo alcuna procedura stabilita a priori, nessuno risponde, poi è Musenda a prendere la parola: “io direi che la prima cosa da stabilire è come ci si regola fra di noi e allora propongo che la signora Anghelopoulos presieda questa assemblea: in quanto Common aggregata alle strutture è una garanzia per tutti, figura che neppure il comandate in una situazione come questa può più svolgere.”
Sono in molti ad alzare il capo perentoriamente a quelle parole, ma è Narlikar a tagliare certo, con un gesto della mano:
Quanto afferma il dottor Musenda è di grande buon senso. Io non potrei sentirmi del tutto libero nel presiedere un'assemblea che si concluderà fra l'altro anche con la mia sostituzione e dunque faccio mia la proposta... siamo in una situazione provvisoria, che necessita di soluzioni inventive, sebbene provvisorie.”
Vi ringrazio della fiducia, ma... vorrei anch'io dire la mia prima o poi e questo significa entrare nel merito delle questioni e quindi sospendere una funzione di terzietà...”
Di nuovo Narlikar prende la parola: “Anche questa è una richiesta ragionevole...” poi si rivolge alla giornalista che aveva alzato:
Signora, signora... mi scusi, ma non ricordo il suo nome in questo momento...”
Silvia Maramaldi, comandante Narlikar.”
Ah si, Silvia Maramaldi un nome italiano... siamo molto grati al contributo che gli italiani hanno dato e danno alla spedizione” prosegue Narlikar rivolgendo lo sguardo in modo molto vistoso in direzione di Galielo, poi conclude: “vuole presiedere insieme alla dottoressa Anghelopoulos questa riunione?”
Va bene, ma forse, visto che i lavori saranno lunghi se siamo in tre è meglio, proporrei che fosse qualcuno che abbia un incarico non propriamente direttivo, ma che lavori per le strutture.
Popov, vuole farlo lei?” si rivolge Narlikar a un uomo che se ne sta rannicchiato nella propria poltrona, un po' defilato. Il chiamato si guarda intorno smarrito, ma le decine di occhi puntate su di lui lo convincono in fretta che non ci sono molte altre soluzioni se non quella di accettare. Mentre si avvia, lo accompagna un modesto battimani che diviene più forte quando i tre prescelti si siedono accanto al comandante. Un giornalista seduto dietro Chang si rivolge al collega a fianco: “E chi è questo Popov?”
Un archivista...”
Mm, una pessima genia. S'infilano dappertutto gli archivisti, sono sempre a caccia di qualcosa... sono loro la fonte di tutti i guai qui dentro.”
L'altro abbozza con un'aria un po' sconcertata, ma è Chang a voltarsi verso entrambi.
Scusate, ma era difficile non sentirvi... ma quali sarebbero i guai?... Sono Chang.” Non appena detto questo il buon cinese ha un sobbalzo: l'uomo dietro di lui è il collega di cui aveva parlato a Gunther e agli altri, al quale si era rivolto senza essere riconosciuto da questi. “Oh Chang che piacere vederla qui, è da tempo che non avevo il piacere d'incontrarla.”
Sono stato un po' in vacanza negli ultimi tempi...”
Non ho il piacere di conoscerla” si intromette il terzo, poi invita Chang a sedersi fra loro due.”
Il tramestio non sfugge al tavolo della presidenza che invita i tre al silenzio, poi è di nuovo Diotima a prendere la parola.
Bene ora che ci siamo dati un'ordine vi chiedo di nuovo se preferite udire prima la relazione del comandate oppure porre qualche domanda...”
Se potessimo avere una relazione scritta non sarebbe meglio?”
Diotima si rivolge a Narlikar.
Abbiamo dato la priorità alla vostra presenza e non ci abbiamo pensato ma possiamo farlo in pochi minuti diciamo una quindicina...”
Propongo la sospensione dei lavori per il tempo necessario e intanto posso insieme ai miei colleghi, invitarvi a un breve giro nei nostri spazi e anche una breve visita al nostro club: non crediate che sia intanto diverso dai vostri, ma è pur sempre una novità.”
La proposta mette tutti di buon umore; si fa crocchio intorno al tavolo della presidenza mentre Narlikar è già uscito dal salone. Chang è al telefono, tenendosi un po' a distanza dei due colleghi con i quali aveva appena finito di parlare. Sono loro però ad avvicinarsi e allora chiude in fretta la comunicazione.
E allora?”
Si era Chang” risponde Gunther “era preoccupato, mi ha detto che quel collega, vi ricordate, quello che non lo aveva riconosciuto... ebbene era lì anche lui e questa volta lo ha salutato con calore... poi non ha potuto continuare e non ho capito perché.”
Mandagli un segnale...”
No meglio di no Sigfried” interviene Annelore, “Non è prudente, lasciamolo fare a aspettiamo.”
Maestro, non mi dica... tutto già finito?”
Magari carissima Corinne, magari... abbiamo appena iniziato, ma vogliono la relazione scritta. Hanno ragione, ma non ero abituato da tempo a riunioni così numerose e poi dovevamo almeno decidere di accoglierli prima... sono qui per farla lavorare Corinne e me ne dispiaccio... ma presto sarà finita. La legga anche lei la relazione se vuole... anzi a me farebbe piacere.”
Corinne sorride mentre è già al lavoro.
Maestro, guardi che qui c'è un refuso...”
Corregga, corregga lei Corinne... intanto mi faccio una doccia.”
Parlavate di guai...”
Che memoria collega... ma prima mi presento: Sebastian Oliseh... niente di che in realtà, a parte la cattiva gestione dei passaggi da una stagione all'altra da parte dei pianificatori del tempo atmosferico... e questo mi provoca il mal di schiena.”
A chi lo dice” abbozza subito Chang che intanto ha messo in funzione il rilevatore di flussi emotivi senza farsi accorgere dagli altri due. Intanto, Diotima li ha guidati tutti al club e c'è pure il tempo per un caffè.
Questi mentono tutti e due pensa fra sé Chang, mentre osserva divertito l'impaccio con cui un po' tutti, lui compreso, si siedono ai divanetti del piccolo locale. Altri attendono in piedi sulla soglia il loro turno: non c'è spazio per tutti e bisogna sbrigarsi. Chang ne approfitta subito:
Lascio spazio a chi è fuori” e si allontana dai due ancora al bancone.
Se non ci fosse lei Corinne!” Narliklar scorre rapidamente il testo con tutte le correzioni.
Le invii fra non più di cinque minuti a ciascuna postazione direttamente... io la leggerò, ma almeno se la vedono subito davanti.” Poi scuotendo il capo, ma con un bel sorriso prosegue: “Cosa leggerà mentre io mi ampio di là?”
Sono tornata ai classici.”
Brava, per un vecchio come me tornare alle fonti è ovvio, quando lo fa un giovane è solo saggezza.”
Signorina Devisè... posso salutarla?”
Chang le si avvicina con un inchino, cui lei risponde impacciata e un poco rigida.
Ci siamo un po' persi negli ultimi anni, ma penso che qui dentro avremo modo di incontrarci di nuovo... Lei come la vede? Ci metteremo molto a giungere alla conclusioni?”
Chantal Devisè si stringe nelle spalle, ma rimane in un silenzio imbarazzato.
Mi scusi dottor Chang, ma... non è davvero un bel momento per me, mi scusi ma preferisco rimanere sola.”
Non volevo... mi scusi” e si allontana mentre con la coda dell'occhio ha tempi di osservare che tutta la scena è stata seguita da Popov.
Sono tutti di nuovo in sala e Chang decide di rimanere nella postazione dove si trovava in precedenza. Alla vista di Narlikar di nuovo nel salone tutti si affrettano ai loro posti mentre gli ultimi ritardatari rientrano di corsa dal club.
Bene se siamo tutti pronti possiamo cominciare” afferma Diotima, poi dopo avere dato la parola a Narlikar, sia lei sia Silvia Maramaldi si recano alle loro postazioni lasciando l'onere di presiedere l'assemblea a Popov.