martedì 30 giugno 2015

Doppio zero

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La newsletter di doppiozero | 30 giugno 2015
www.doppiozero.com

Prima di indicarvi la selezione settimanale di doppiozero, per chi non l'avesse ancora letto vi ricordiamo l'appuntamento di giovedì 2 luglio presso la Cartoleria Tipografia Fratelli Bonvini di Milano per la presentazione del nostro Almanacco.
Questa settimana protagonista della rubrica #abbiculturadite è Gilda Policastro, mentre Tiziano Bonini per web analysis rivela gli aspetti positivi del selfie, e Federico Zappino ed Elettra Stimilli discutono sul nesso tra debito, senso di colpa e dispositivi di controllo. A seguire Francesco Mangiapane rilegge la contestata dichiarazione di Umberto Eco sugli "imbecilli" della rete, e infine Luigi Achilli inaugura la rubrica Spazi Altri con un racconto sul traffico di uomini verso l'Europa visto con gli occhi di un clandestino diventato trafficante

Alla Libreria Don Durito



   Giovedì 2 luglio ore 19.30 @ Cantiere   



Grexit or Grevolt?


ne discutiamo con:
- Andrea Fumagalli, Economista.

- Solidarity 4 All, Grecia

- AK, Athens

"In effetti la situazione è complessa e difficilissima, almeno per chi, fuori da ogni retorica, ha a cuore la condizione materiale di milioni di persone in Grecia in Europa e nel mondo e sa che questa dipende soprattutto dalla battaglia per sconfiggere il neoliberismo tenendo contemporaneamente la porta chiusa alle pulsioni fasciste che si insinuano nell’insoddisfazione delle società per disgregarle.
Come sfidare l’Unione Europea della tecnocrazia senza risvegliare il fantasma della nazione? Come rivendicare autodeterminazione e la democrazia (sia pure usando il termine sovranità, non ne facciamo una questione di lessico), senza trovarsi ad essere Greci, Italiani o Tedeschi, popoli uniti contro i vicini, inevitabilmente contrapposti per interessi e destino? Se è stata dichiarata una guerra (e questo è il linguaggio che usano tutti in questi giorni dalle cancellerie alle piazze) che sia sociale e non civile!"...



 > Guarda l'articolo completo e i contributi al ragionamento!

@ CANTIERE, via Monte Rosa, 84 Milano  MM LOTTO Linee 1/5  BUS 90/91 98 49

Al franco Parenti di Milano

Immagine 1

4 LUGLIO - ore 21.00


LA REALTÀ E L'OSSESSIONE


Mauro Covacich, John M. Coetzee, Eshkol Nevo, Stefano Salis, Giuseppina Torre


Letture
Mauro Covacich
John M. Coetzee
Premio Nobel per la Letteratura 2003
Eshkol Nevo

Concerto
Giuseppina Torre featuring Neftira

Introduce
Stefano Salis

lunedì 29 giugno 2015

Da Perigeion

Lucianna Argentino, Autobiografia minima

by ninoiacovella
    da “Frammenti di aiutobiografia postuma”, inediti   La bambina guardava il padre che con un righello e una matita tracciava righe sui fogli bianchi del diario con la copertina di pannolenci rosso e un piccolo lucchetto dorato – dono per la Prima Comunione. Tracciava righe perché le sue parole non sbandassero su quel […]
ninoiacovella | 30/06/2015 alle 6:59 | Etichette: autobiografia minimaLucianna Argentino | Categorie: ospitipoesiapoesia italiana | URL: http://wp.me/p5ecaX-ww
Commento   

Un'altra festa della birra all'Arci Pessina di Chiaravalle


FESTA DELLA BIRRA    3  4  5   LUGLIO



CARISSIME/I   

 GRANDE ESTATE AL CIRCOLO ARCI PESSINA  PROSEGUE LA FESTA DELLA 

BIRRA.

PANINI CON SALAMELLA, WURSTEL, HAMBURGER
PATATINE FRITTE  E.........BIRRA ARTIGIANALE ALLA SPINA

AGGIUNGIAMO ANCHE UN MENU A 10,00 EURO COMPOSTO DA
PASTA POMODORO o RAGU'
PIATTO COMPOSTA DA HAMBURGER o SALAMELLA o WURSTEL CON  PATATINE FRITTE
BEVANDE ESCLUSE

E POI....BALLEREMO E CANTEREMO CON DANIELA FERRARI

p.s. mi raccomando vi aspetto numerosissimissimi e ci sara' anche una sottoscrizione a premi.......1° premio bicicletta 
con estrazione sabato alle ore 22.30

domenica 28 giugno 2015

L'epicanuova su Perigeion

Diepicanuova, editoriale

by ninoiacovella
        di Nino Iacovella Nella zona a sud est di Milano, quasi in prossimità del limes della città, vi è l’antico borgo di Chiaravalle, dove è possibile ammirare tutta la bellezza di un’abbazia del XII secolo. Ma prima del borgo e dell’abbazia, all’occhio (e anche all’orecchio) più sensibile, non potrà di certo […]
ninoiacovella | 29/06/2015 alle 6:02 | Etichette: Diepicanuova,Diepicanuova blogFranco RomanòPaolo Rabissi | Categorie:dalla reteospitipoesia | URL: http://wp.me/p5ecaX-Be
Commento   

Nuova urbanizzazione e globalizzazione

Massimiliano Guareschi, Federico Rahola
Forme della città
Sociologia dell’urbanizzazione
Ci troviamo di fronte a un fenomeno tanto straordinario quanto sottostimato: l’esplosione degli spazi. Né il capitale né lo stato possono controllare lo spazio contraddittorio da loro prodotto. È un fenomeno di cui facciamo esperienza a ogni livello: insieme alla forma storica della città è esplosa anche ogni cornice in cui poter confinare il fenomeno urbano. (Henri Lefebvre)
Che ne è della città in un mondo quasi del tutto urbanizzato? Nel momento in cui si fa mondo, la città sembra aver smarrito ogni forma unitaria, le sue stesse frontiere, proiettandosi nel territorio e accogliendo dentro di sé spazi altri. Attraverso contributi di ricercatori italiani e stranieri, Forme della città esplora i processi che hanno ridefinito i territori urbani, analizzandone le principali dinamiche sociali, politiche e spaziali. A partire dalle prospettive più innovative degli urban studies e della geografi a critica, una serie di interventi in dialogo fra loro rilegge il fenomeno globalizzato e complesso dell’urbanizzazione come continuazione della città in altre forme: dall’esplosione del territorio urbanizzato alla moltiplicazione delle frontiere urbane, dallo sprawl ai processi di gentrificazione, dalla dimensione urbana assunta dai conflitti alla riproduzione di luoghi interstiziali e terrain vague, in una sequenza di connessioni e deconnessioni che ridisegna senza sosta le forme della città e del suo fuori.
Contributi di Henri Lefebvre, Neil Brenner, Stephen Graham, Neil Smith, Ignasi de Solà-Morales, Andrea Mubi Brighenti, Cristina Mattiucci, Marco Allegra, Anna Casaglia, Jonathan Rokkem, Massimilano Guareschi e Federico Rahola

sabato 27 giugno 2015

Una breve risposta di Giulia Siviero all falsità cattoliche sul genere


Lo scorso 16 aprile, durante un’udienza generale in Piazza San Pietro dedicata alla famiglia – e al «grande dono che Dio ha fatto all’umanità con la creazione dell’uomo e della donna e con il sacramento del matrimonio» – Papa Francesco ha parlato della “teoria del gender” – “teoria del genere”, o gender theory – criticandola e dicendo

«La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Per esempio, io mi domando, se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Eh, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione».
La “teoria del genere” è già oggetto di critiche da parte di vescovi, associazioni cattoliche e movimenti conservatori di tutto il mondo, soprattutto a seguito di una serie di progetti che, secondo questi stessi detrattori, vorrebbero introdurne l’insegnamento nelle scuole: è successo in Francia ma anche in Italia, dove i governi Monti e Letta hanno promosso la diffusione nelle scuole primarie e secondarie dei volumi“Educare alla diver­sità a scuola” e dove un’associazione ha realizzato in 16 istituti di Roma un corso di formazione (autorizzato dal Comune) a oltre 200 insegnanti di scuole dell’infanzia e asili nido contro gli stereotipi di genere. Il progetto si chiama “La scuola fa la differenza” e ha lo scopo di promuovere l’educazione alle differenze tra donna e uomo e lo sviluppo della libera espressione della personalità, la lotta al sessismo e all’omofobia.
Proprio come in Francia, questi progetti sono stati molto criticati da alcuni giornali e movimenti di estrema destra. Il gruppo Militia Christi, per esempio, ha inviato per settimane lettere e appelli; articolimolto critici sono stati pubblicati sul Tempo, sulGiornale d’Italia, su Tempi e Avvenire: questi articoli parlano di “ideologia”, di bambini strumentalizzati, confusi e indottrinati, di lezioni porno negli asili e dicono di difendere un dato naturale – la differenza sessuale – da chi vuole trascurarlo e contestarlo «come obsoleto stereotipo culturale».
In tutte queste critiche – così come nelle cose che ha detto Papa Francesco – c’è però molta confusione e non c’è alcuna corrispondenza o conoscenza dell’evoluzione del pensiero che si può riassumere sotto la formula “studi di genere”: non esiste, innanzitutto, alcuna “teoria del genere” o “ideologia di genere”. Queste espressioni sono in sostanza delle invenzioni e delle costruzioni che pretendono di unire sotto un unico ombrello studi, ricerche e rivendicazioni di diritti da parte della comunità LGBTI, ma non solo, spesso travisandoli. Volendo semplificare potremmo dire comunque che gli studi sul genere – i cosiddetti “gender studies” – hanno a che fare con lo studio di come nel tempo, nella storia e nella cultura siano state costruite le identità femminili e maschili. Mostrano come le norme che reggono l’ordine sessuale sono state storicamente create e sono ben lontani dal negare le differenze corporee o sostenere che ciascuno possa scegliere o inventare la propria identità e il proprio orientamento sessuale.
Il genere
La categoria di “genere” si trova a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta nella ricerca psichiatrica, sociologica e antropologica americana. Con la parola “sesso” si inizia a riferirsi esclusivamente alla dimensione corporea di una persona (cioè alla sua anatomia); con quella “genere” si inizia a indicare sia la percezione che ciascuno e ciascuna ha di sé in quanto maschio o femmina (cioè l’identità di genere), ma anche il sistema socialmente costruito intorno a quelle stesse identità (cioè il ruolo di genere). La distinzione fra sesso anatomico e ruolo di genere sta alla base di un nuovo pensiero: e cioè che possa esserci una discontinuità tra il corpo con cui si nasce, l’immagine che si ha sé (come ci si sente) e i ruoli stabiliti da altri (gli stereotipi di genere).
Il genere nel pensiero femminista
La categoria di genere è stata studiata innanzitutto nelle riflessioni femministe contemporanee su soggetto, identità e differenza. Il femminismo radicale statunitense degli anni Settanta – “radicale” perché si proponeva di andare alle radici della subordinazione delle donne, oltre la conquista dei diritti civili o di una loro indipendenza economica – ha messo al centro del suo discorso la sessualità e ha definito la categoria di genere come costruzione sociale e culturale dei sessi e dei ruoli.
L’identità maschile o femminile secondo questi studi non è “data per natura” ma è stata costruita socialmente. In questa costruzione la differenza di sesso biologico è stata trasformata in una differenza di ruoli (di “genere”, appunto), che a sua volta è diventata una gerarchia: gli uomini sono stati assegnati alla produzione e al lavoro, le donne alla riproduzione e alla cura. La gerarchizzazione delle differenze ha portato all’oppressione degli uomini sulle donne e alla creazione di confini rigidi tra le identità di genere, con l’allontanamento o il non riconoscimento di chi sta fuori da questa norma. Per questo, secondo le teoriche del genere, è necessario che le convenzioni sociali si emancipino dalla natura, ma anche che le persone sleghino la loro identità dall’ordine sociale sottraendosi al dualismo sessuale. A tutto questo è collegata la rivendicazione di nuovi diritti sessuali: quello di scegliere il proprio sesso, la difesa delle cosiddette minoranze sessuali, il diritto al matrimonio omosessuale e all’adozione, il diritto ad avere un bambino.
L’identità sessuale riguarda la natura o la cultura?
L’accusa che solitamente viene rivolta alla “teoria del genere” è che sia nemica dell’ordine naturale e neghi la differenza biologica tra uomini e donne. Chi afferma che siamo determinati e determinate dal nostro corpo rischia però di dedurre automaticamente tutta una serie di caratteristiche e di qualità sessuate: scivolare nel “riduzionismo naturalistico” (il mio corpo è il mio destino), aderire in modo acritico a una serie di stereotipi (le donne non sono brave in matematica o in ingegneria meccanica, gli uomini non piangono durante i film, eccetera) o negare l’identità o il riconoscimento di chi sfugge al codice binario uomo-donna.
Il gender è stato comunque ampiamente criticato anche da alcune femministe, quelle ad esempio che appartengono al cosiddetto pensiero della differenza sessuale (movimento che ha in Italia le sue più importanti esponenti): le teoriche della differenza sessuale hanno in particolare interpretato (a torto o a ragione) il gender come una messa in discussione del corpo sessuato sostenendo che ogni cosa di cui un uomo o una donna fanno esperienza passa attraverso il loro corpo. Tuttavia, hanno affermato, le persone sono anche capaci di prendere distanza da ciò che le ha messe al mondo con quel corpo. Uomini e donne, hanno sottolineato, pur nella parità dei diritti, sono differenti nel modo in cui interpretano la realtà e questo a partire dal diverso rapporto con la generazione e dal diverso modo di vivere il proprio corpo come corpo sessuato.
Quindi, di cosa stiamo parlando?
I progetti previsti in Francia, ma anche quelli in Italia, parlano di “educazione alle differenze” e non di gendere hanno come obiettivo principale semplicemente supplire alle carenze strutturali della scuola nella costruzione delle identità di genere, promuovere lo sviluppo della libera espressione della personalità nel rispetto del prossimo e delle differenze individuali, la parità tra donna e uomo, la pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali, il contrasto al sessismo nella lingua a nella cultura, la lotta all’omofobia, al bullismo e a ogni forma di violenza sulle donne. Per capire si può anche leggere il documento approvato dall’Associazione italiana di psicologia che ha come obiettivo «rasserenare il dibattito nazionale sui temi della diffusione degli studi di genere e orientamento sessuale nelle scuole italiane» e di «chiarire l’inconsistenza scientifica del concetto di ideologia del gender».
Il libro che ha introdotto nel dibattito comune degli anni Novanta la definizione di “teoria del genere” èGender Trouble (Questione di genere) di Judith Butler, una delle pensatrici femministe più autorevoli e influenti dell’ultimo decennio. Secondo Butler la materia, i corpi e le differenze sessuali sono “atti” recitati: non ci sono “donna” e “uomo” (né ovviamente una “natura femminile” e una “natura maschile”) ma ci sono “recite” ripetute e obbligate dei codici dominanti. Nel 2013 Butler è stata intervistata su Le Nouvel Observateur e ha spiegato molto bene la propria posizione rispondendo innanzitutto a chi sostiene che la “teoria del genere” sia in generale una negazione dei sessi e che il suo insegnamento, se attuato, porti a questo come principale conseguenza.
Dice Butler:
«In molti mi domandano se io ammetta o no l’esistenza del sesso biologico. Implicitamente, è come se mi stessero dicendo: «bisognerebbe essere pazzi per dire che non esiste!» E in effetti è vero, il sesso biologico esiste, eccome. Non è né una finzione, né una menzogna, né un’illusione. Ciò che rispondo, più semplicemente, è che la sua definizione necessita di un linguaggio e di un quadro di comprensione – esattamente come tutte le cose che possono essere contestate, in linea di principio, e che infatti lo sono. Noi non intratteniamo mai una relazione immediata, trasparente, innegabile con il sesso biologico. Ci appelliamo invece sempre a determinati ordini discorsivi, ed è proprio questo aspetto che mi interessa».
E ancora:
«La teoria del genere non descrive “la realtà” in cui viviamo, bensì le norme eterosessuali che pendono sulle nostre teste. Norme che ci vengono trasmesse quotidianamente dai media, dai film, così come dai nostri genitori, e noi le perpetuiamo nelle nostre fantasie e nelle nostre scelte di vita. Sono norme che prescrivono ciò che dobbiamo fare per essere un uomo o una donna. E noi dobbiamo incessantemente negoziare con esse. Alcuni tra noi sono appassionatamente attaccati a queste norme, e le incarnano con ardore; altri, invece, le rifiutano. Alcuni le detestano, ma si adeguano. Altri ancora traggono giovamento dall’ambiguità… Mi interessa dunque sondare gli scarti tra queste norme e i diversi modi di rispondervi».
Butler spiega anche esplicitamente di rivolgersi a quelle persone il cui genere o la cui sessualità sono al centro di vari conflitti:
«Mi piacerebbe contribuire a rendere il mondo un luogo in cui vivere un po’ più facilmente. Si consideri il caso della bisessualità: il regime degli orientamenti sessuali rende ardua la possibilità di poter amare sia un uomo sia una donna – vi si dirà che dovete scegliere tra le due alternative. O si consideri ancora la situazione degli intersessuali, le persone sessualmente ambigue o indeterminate: alcuni chiedono che questa ambiguità sia accolta come tale, senza che queste persone siano costrette a divenire donne o uomini. Come fare per aiutarle? La Germania ha appena introdotto il “terzo genere” tra le categorie con cui amministrare i corpi. E mi sembra un tentativo di rendere il mondo più vivibile».
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venerdì 26 giugno 2015

Film palestinese oggi a Milano



regia di Hany Abu-Assad


Via Mercanti angolo Piazza Duomo Milano ore 21:00


Proiezione gratuita


SOTTOTITOLI IN ITALIANO

Il film è stato presentato al Festival di Cannes 2013, dove ha vinto il premio della giuria nella sezione Un Certain Regard.
Ha ottenuto una nomination ai Premi Oscar 2014 nella categoria miglior film straniero.
Omar è un giovane fornaio palestinese abituato a scavalcare il muro della separazione, schivando proiettili e sorveglianti, per far visita alla ragazza di cui è innamorato, la liceale Nadia. Con il fratello di Nadia, Tarek, e un terzo compagno, Amjad, Omar condivide un'amicizia decennale e un'attività clandestina di addestramento per la causa della liberazione della Palestina. Caduto prigioniero, dopo aver partecipato all'uccisione di un soldato, Omar resiste alla tortura e viene invitato a scegliere tra il carcere a vita o la collaborazione con la polizia israeliana.
Il regista di Paradise Now torna in Palestina e gira tra Nablus, Nazareth e Bisan con una troupe esclusivamente di locali, molti dei quali alla prima esperienza. Eppure il risultato è solido, il ritmo incalzante, le performances dei quattro protagonisti (tutti esordienti) non meno che sorprendenti. Il risultato più alto, in tutti i casi, è la mescolanza riuscita di veridicità delle immagini e delle storie raccontate con lo spettacolo del ritmo e della tensione che la regia sa assicurare.
Hany Abu-Assad non giudica, non esalta né demonizza: nel racconto di un amore confidente e tragico trova tutti gli ingredienti che gli bastano per assicurarsi un fondo sicuro ed emotivo sul quale innestare elementi di genere (spie, tradimenti, doppiogiochismo), sempre e comunque aderenti al contesto e umanamente credibili. La sensazione di trappola autodistruttiva in cui si ritrova in breve il protagonista è chiaramente una metafora della situazione palestinese sotto l'occupazione, ma l'intelligenza del regista sta nel non presentarla come una premessa, bensì di seguire passo passo l'avvilupparsi su se stesso del destino di Omar e della sua Giulietta, fino alla scena emblematica in cui scalare il muro non è più un gioco da "ragazzi", perché certe energie sono state spente per sempre. 
Forse Omar non possiede il miglior finale possibile, ma è nell'immagine iniziale della barriera divisoria che sta il senso di quel che racconta per tutti i minuti a venire: i palestinesi sono separati tra loro (amici, amanti, famigliari) da un atto di forza a cui non hanno i mezzi per opporsi. Per questo, pur mantenendo la sospensione del giudizio e mostrando luci e ombre della gioventù che ritrae, la posizione di Abu-Assad è meno imperscrutabile rispetto a quanto accadeva in Paradise Now e il film ne guadagna, apparendo meno mirato a dividere e più interessato a raccontare. 
Peccato si continui a sollecitare il ricordo dell'attentato suicida, dove invece risulta essere una pratica di resistenza abbandonata dal 2005.

Per la città e le stelle il nuovo libro di Silvana Baroni




La città e le stelle


Presenta:
copert. lampi ultima copia 2

LAMPI
di Silvana Baroni
Presentiamo, con piacere, questo testo di Silvana Baroni, che con la consueta acutezza, ci sottopone le sue folgoranti interpretazioni di situazioni e pensieri che ci troviamo davanti tutti i giorni.
Dice la Baroni nel suo Il bianco, il nero, il grigio: «L'aforisma è il cappio, e al contempo è il taglio del cappio» ovvero l'evidenza della contraddizione e il suo obliquo scioglimento.
Lampi di osservazione, che  fingono di essere ridotti a più domestici e quotidiani pensieri, che, allineati nelle concrete sezioni Lampadine, Lampioni, Lampare, nulla invece perdono della loro forza elettrica ed eversiva.
Scarica liberamente l'ebook. Segui il link:
Buona lettura

Agenzia x: un'impresa editoriale da seguire con attenzione

Cari lettori e sostenitori di Agenzia X
siamo giunti all'estate 2015 e vi annunciamo che d'ora in poi riceverete a scadenza stagionale, ogni tre mesi, questa newsletter con le nuove uscite e gli aggiornamenti sui percorsi di ricerca della nostra casa editrice.
Re/search Milano sta continuando il suo tour di presentazioni nei diversi luoghi mappati nel volume. Come dicevamo nella prefazione, con la stampa e la pubblicazione del libro (seguirà la traduzione in inglese), il progetto Re/search Milano entra nella sua seconda fase, quella degli incontri per miscelare le situazioni che hanno partecipato al progetto, quella dei dibattiti per trovare le linee di fuga ai blocchi autoreferenziali dei diversi ambiti ricercati. Incroci nelle differenze per mettere in divenire le nuove connessioni e come sostenevano i vecchi hippie dell'underground radicale: “Separarci dalle separazioni per assaltare il cielo”.
Il secondo libro su cui ci stiamo concentrando in queste settimane è Kobane dentro di Ivan Grozny Compasso che è una sorta di diario dettagliato dei sei giorni che lui ha passato all'interno della città assediata nel dicembre 2014. Un reportage che diventa narrazione coinvolgente regalando al lettore la sensazione di partecipare alla difesa della città, un'immersione letteraria che garantisce un livello elevato di empatia a favore dell'importanza simbolica e reale dell'esperimento sociale nel Kurdistan siriano. Anche in questo caso le numerose presentazioni che l'autore sta organizzando, saranno momenti utili per portare solidarietà alla lotta curda e allo stesso tempo riflettere sulle prospettive che avanza la Carta del contratto sociale del Rojava anche nel nostro paese
Per l'autunno sono previste importanti altre uscite, in particolare la nuova edizione di La banda Bellini di Marco Philopat, integrata da molti racconti inediti del protagonista Andrea Bellini e mai pubblicati. 
Restate sintonizzati

giovedì 25 giugno 2015


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In occasione della nostra campagna di crowdfunding #abbiculturadite abbiamo organizzato una serata di festa durante la quale presenteremo la prima fanzine cartacea di doppiozero: un Almanacco di 48 pagine formato tabloid, realizzato con il sostegno della Cartoleria e Tipografia Fratelli Bonvini, con una ristretta selezione degli articoli più significativi che il nostro sito ha pubblicato da quando è nato fino ad oggi.

Alla serata parteciperà anche Giuliano Scabia, che leggerà brani dal suo poema Albero stella di poeti rari. Quattro voli con il poeta Blake.
                                                                                
Cartoleria e Tipografia Fratelli Bonvini
ore 19:00
Via Tagliamento, 1
Milano
Fermata M3 Brenta

 
#abbiculturadite
#sostieni00
 www.derev.com/doppiozero-abbiculturadite

Occuparsi di Milano tutti i giorni



Ai cittadini, comitati, associazioni di Zona 4
  

L'evento in oggetto, che si svolgerà sabato 27 giugno  organizzato dall'Assessorato Protezione Civile del Comune di Milano in collaborazione con la Protezione Civile e con AMSA, è aperto alla partecipazione e alla collaborazione dei cittadini, comitati e associazioni.

Per la pulizia del tratto di fiume che attraversa la Zona 4 (parco Monluè) il ritrovo è fissato alle ore 9,00 presso la Cascina Monluè (ingresso per le auto da via Fantoli). Il materiale, guanti e sacchi, è messo  a disposizione da AMSA.

Intorno alle 13,00 è previsto un pranzo al sacco offerto da Milano Ristorazione, per questo motivo si chiede cortesemente di confermare la vostra partecipazione aiseguenti indirizzi di posta elettroniciris.bianchini@comune.milano.it  -annamaria.balloco@comune.milano.it
entro il pomeriggio di giovedì 25 giugno.

Confidando nella vostra partecipazione, si porgono cordiali saluti.  
 seguirà locandina
Pier Angelo Tosi                                 Loredana Bigatti
Vicepresidente  Zona 4
                       Presidente Consiglio di Zona 4 

mercoledì 24 giugno 2015

Alla Cascina Cuccagna

Cascina Cuccagna partecipa alla prima edizione italiana del festival della creatività urbana100in1giorno con treiniziative all'insegna della condivisione: il Repair Café in cui imparare a riparare piccoli elettrodomestici; la biciclettata Tutta la città in bici per sentirsi liberi e per sentire che è la città è davvero nostra; e la coinvolgentefesta-concerto dell'associazione CPSM - Corsi Popolari Serali di MusicaCosa siamo disposti a fare per costruire la Milano dei nostri sogni? Leggi di più
Mie Week: gastronomia e artigianato giapponeseDal 24 giugno al 7 luglio, 15.00-22.00
Dal 24 giugno al 7 luglio Cascina Cuccagna ospita la Mie Week, un'esposizione di prodotti gastronomici tipici e di artigianato tradizionaledella prefettura giapponese di Mie. Dai tessutialle ceramiche, dalle bacchette intarsiate al thè verde. E ancora: manufatti in legno, sake, riso... Per assaporare insieme i prodotti di Mie vi aspettiamo inoltre domenica 28 giugno allaJapan Night-Mie Festa. Appuntamenti gratuiti a cura di Peace KitchenLeggi di più
Inaugura la Typha-House: dalla palude un nuovo materiale eco-sostenibile 
Lunedì 29 giugno alle 17.30 inaugura nel giardino di Cascina Cuccagna la Typha-House, un progetto che intende presentare un nuovo materiale di costruzione eco-sostenibilerealizzato a partire da una robusta pianta di palude. Si è scelto di portare il progetto in Cascina Cuccagna per creare un collegamento con il territorio tra Milano, Pavia e Novara che potrebbe costituire un'area di coltivazione idealeper la Typha e avviare una produzione regionaledi materiali ecologici. Leggi di più
2° Conferenza Circolare
Incontro con Mariana Mazzucato

Martedì 2 luglio, ore 17.30, Sustainability Hub
Anche per il mese di giugno in Cascina Cuccagna avremo la possibilità di incontrare un grande esperto mondiale di economia ecologica grazie alle Conferenze Circolari, il progetto di Està per il Sustainability HubLavazza-Novamont. A maggio abbiamo ascoltato Pavan Sukhdevmartedì 2 lugliol'appuntamento è con Mariana Mazzuccato, uno dei più importanti pensatori mondiali sul tema dell'innovazione. Per partecipare:info@assesta.itLeggi di più
Pop-Up di Radio Popolare
in diretta dalla Cuccagna
La parola, in tutte le sue declinazioni, è l'indiscussa protagonista dell'ultima puntata diPop-Up, trasmissione itinerante di Radio Popolare, promossa dalla scuola di scritturaBelleville di Milano, che si terrà venerdì 26 giugno in Cascina Cuccagna. Vi aspettiamo dalle 20.15 per il live e dalle 22.30 per la diretta. I due speaker Alberto Nigro e Andrea Frateff-Gianni parleranno insieme ai tanti ospiti di scrittura, letteratura e musica. Qui il programma della serata. Leggi di più


CASCINA CUCCAGNA
via Cuccagna 2/4 - 20135 Milano (Mi)
Tel. 02/83421007 - E-Mail. info@cuccagna.org
www.cuccagna.org

Sulle fonti dell'enciclica papale

Gli ispiratori di #LaudatoSi'. Non solo Boff

Le prospettive della Chiesa cattolica tutte concentrate nei paesi non occidentali: in Occidente Dio è morto e non sembrano esserci speranze di resuscitarlo [P.L. Fagan]

Redazione
mercoledì 24 giugno 2015 16:00


di Pier Luigi Fagan.


Leonardo Boff rivendica (qui) il ruolo di ispiratore teorico dell'impianto della nuova enciclica papale di cui abbiamo recentemente scritto (qui). Boff richiama espressamente i concetti da noi messi in luce (tutto sta in relazione e niente esiste fuori della relazione), apparentemente un prestito culturale dalla fisica quantistica (l'interpretazione relazionale che per altro è solo una della dozzina di interpretazioni di questo strano mondo dello micro-fisica), di certa cosmologia così come della biologia sistemica, l'ecologia e più in generale della cultura sistemica e della complessità. Non sono un vaticanista ma sarebbe interessante ricostruire la dinamica dell'adozione di questo paradigma all'interno dell'enciclica papale.

Non v'è dubbio che l'enciclica abbia qualcosa proveniente direttamente da Benedetto XVI eppure lo stesso Benedetto presiedette la commissione (voluta da Giovanni Paolo II) che impose a Boff il silenzio poiché ritenuta fuori linea la sua predicazione che si rifaceva alla Teologia della liberazione. Altresì, Bergoglio presiedettela conferenza dell'episcopato sud americano di Aparecida (2007, Brasile), in cui si sancì definitivamente che le basi della teologia fuori-linea, essendo di matrice dichiaratamente marxista, la ponevano decisamente fuori dall'orizzonte della ermeneutica della Chiesa. Ma altri segnali dicono che forse lo stesso Ratzinger e decisamente di più Bergoglio, non erano poi del tutto contrari a molti dei contenuti di quella visione (essere d'accordo con i contenuti ma non con il paradigma fondante non è una contraddizione quando si ha a che fare con sistemi di pensiero complesso). La faccenda riguarda anche le errate attribuzioni di presunto comunismo al pensiero del papa. Non mi stupirei se la questione avesse nuove puntate.

Ipotizzo, infatti, che i pensatori della Chiesa (non tutti ma senz'altro il papa e chi lo ha eletto) abbiano intravisto uno spazio di marketing delle idee molto promettente. Il comunismo realizzato è andato come è andato ma l'ispirazione originaria non era poi né sbagliata, né aliena a certe predicazioni cristiane. Forse qualcuno ha pensato di raccoglierne l'eredità restaurando l'impianto in modo da renderlo omogeneo o quantomeno compatibile con quello cristiano dando a questo una vitalità che da tempo mancava. E che l'operazione potesse transitare tramite il principio olistico del gesuita Teilhard de Chardin e del francescano Boff, stando attenti a non finire nel panteismo, nel biologismo, nel socialismo sarà apparso rischioso ma senz'altro promettente. Del resto, le prospettive della Chiesa cattolica sono tutte concentrate nei paesi non occidentali, in Occidente Dio è morto e non sembrano esserci speranze di resuscitarlo, l'Occidente si fonda sulla cultura riduzionista, determinista, antropocentrica superomistica, sul sistema economico che si fonda sulla circolazione e manipolazione di quello che il compianto Le Goff ricordava essere "lo sterco del demonio",  in quel Medioevo in cui l'ordinatore era appunto la religione cristiana e la sua Chiesa. Chiesa che, al potere sebbene lungo la strada che la portava alla definitiva sconfitta nello scontro con la Modernità, rifiutò quell'umanesimo (si veda il neo-platonisno fiorentino ad esempio Giovanni Pico della Mirandola) in cui l'olismo era ispirazione fertile. Gli indizi ci sono tutti, sarei curioso di sapere come sono stati cucinati, da chi e quali altre pietanze prevedono. (ringrazio l'amico Paolo Bartolini della scuola ASPIC di Ancona che mi ha segnalato l'intervista a Boff).

Aggiungo che se il pensiero di sinistra, il pensiero che ha molte fronde ma le cui radici affondano al XIX secolo, copiasse la capacità di reinventarsi che sta dimostrando un sistema di pensiero che ha duemillenni di storia, forse avrebbe qualche speranza ancora di non esser ricordato come quel pensiero che durò solo due secoli. Due, il concetto della relazione, appunto.

Tratto da:  https://pierluigifagan.wordpress.com/cronache-dellera-complessa/.
Cronache dell'Era Complessa - CRONACA N.205 (24.06.15).

Festa della birra all'arci Pessina di Chiaravalle a Milano



VENERDI 26  - SABATO 27  - DOMENICA 28 -   FESTA DELLA BIRRA

BIRRA ARTIGIANALE, PANINI, DOLCI,   MUSICA , GIARDINO MERAVIGLIOSO............ VI ASPETTO

martedì 23 giugno 2015

Alla Libreria Don Durito in viale Monte Rosa 84 a Milano


La Libreria Don Durito è lieta di invitarvi a una giornata speciale, tutta dedicata alla lettura, alla cultura e alla musica!

- Giovedi 25 giugno 2015 @ Cantiere - #NessunoTocchiMilanoUnderground

h. 18 >     SurClub, gruppo di lettura      
            lettura collettiva di "Il pozzo" di Juan Carlos Onetti.

h. 19 >        RE/SEARCH MILANO - mappa di una città a pezzi    
            Mostra, Aperitivo e presentazione di 
            con Marco Philopat, Scarabelli, Milieu Edizioni, Capisani, Berni, Rwop e Matteo Guarnaccia Agenzia X. 

h. 20 >     Reading    
            con diversi autori del libro, letture poetiche con Tempi DiVersi e Freestyle Hip Hop con NoMama 

h. 22 >      I Selton cantano Jannacci                  



E per chi la domenica cerca un po' di relax e ne approfitta per una passeggiata...
...triplice appuntamento in giro per la città!

- Mercatone dell'antiquariato del Naviglio Grande, ci trovi al posto n°14, di fronte al vicolo delle lavandaie, Milano.

- Pop Corn Garage Market Magnolia Edition! @ Circolo Magnolia, via circonvallazione Idroscalo 41, Segrate.

- Libri Nuovi in Piazza, mostra mercato della piccola editoria @ Piazza Duomo, Milano.

PASSATE A TROVARCI!!!!!