lunedì 31 ottobre 2016

Le risposte del geologo

il geologo tozzi

Terremoto, cosa sta succedendo e perché

lunedì 31 ottobre 2016 ore 06:30
Cosa sta succedendo nel centro Italia, cosa potrebbe succedere e perché.
L’Appennino si sta abbassando, questa è la principale causa dei movimenti che hanno portato agli ultimi tre forti terremoti”. Il geologo Mario Tozzi è uno dei massimi esperti in materia.
“Il 24 agosto si è attivata una faglia nel sottosuolo di Amatrice, con due scosse molto simili. Lo sciame si è poi spostato a nord, con il terremoto di tre giorni fa – spiega Tozzi – Oggi invece l’epicentro del sisma si è spostato un po’ più a sud. Probabilmente quindi è un settore laterale della faglia originale, non è un caso anomalo in Appennino centrale”.
Ma quali sono gli scenari ora? “Questa potrebbe l’ultima scarica di energia verso il basso, pezzi di crosta che sprofondano, di 22cm questa volta. Perché l’Appennino si sta abbassando, assestandosi su un livello più basso. Servirà tempo. Non possiamo escludere però un’altra scossa forte, anche di magnitudo superiore, come avvenne nel terremoto del Friuli – spiega Mario Tozzi –  E’ un territorio geologicamente complicato, stretto, frammentato, dove è complicato fare previsioni di qualunque tipo”.
Ascolta l’intervista di Roberto Maggioni a Mario Tozzi

Psichiatria, filosofia sentimenti

 

La responsabilità e la speranza


 Tra psichiatria e filosofia. Intervista a Eugenio Borgna. [Alessandro Tonon]







di Alessandro Tonon


Eugenio Borgna è primario emerito di Psichiatria dell'Ospedale Maggiore di Novara e libero docente in Clinica delle malattie nervose e mentali presso l'Università di Milano. Fra le più recenti pubblicazioni ricordiamo: "Parlarsi. La comunicazione perduta" (Einaudi 2015), "L'indicibile tenerezza" (Feltrinelli 2016) e "Responsabilità e speranza" (Einaudi 2016).
Ho l'occasione di incontrare il professore successivamente al suo intervento al Festival di Pordenonelegge. Si concede alle mie domande e ai microfoni dei miei due gentili colleghi e amici. Ci accoglie con la cordialità e la pacatezza dei gesti che lo contraddistinguono in ogni sua manifestazione, sia essa scritta o orale e con la coerenza di chi cerca di vivere i valori dei quali si fa portatore. Al termine di ogni domanda si sincera di aver esaudito le mie richieste. Una delicatezza autentica, di un uomo di grande cultura e profondità spirituale, che nella propria esistenza ha scelto di condividere la sua straordinaria sensibilità e umanità per avvicinare le ferite dell'anima ed alleviarne le sofferenze, attraverso l'ascolto, la comprensione e l'empatia. (a.t.)

***

Professor Borgna, nel suo ultimo libro Responsabilità e speranza lei afferma che «conoscere se stessi e gli altri è il modo più intenso di essere responsabili. Ma la vita è, insieme, proiezione di speranza». Può illustrarci quale rapporto intercorre tra responsabilità e speranza?
La speranza allarga la capacità che noi abbiamo di prevedere le azioni che esercitiamo sugli altri. Se la speranza non c'è in noi, vi è il rischio di esaurire il giudizio. Senza la speranza il futuro si chiude, si raggruma, si isterilisce. Finché la speranza vive in noi, come ha continuamente detto Leopardi, riusciamo a vivere. Senza speranza diventiamo delle monadi con porte e finestre chiuse, senza riuscire a intuire quello che c'è nell'animo delle persone. La speranza è memoria del futuro, è la premessa affinché si costruiscano relazioni umane autentiche fondate sulla corrispondenza, la concordanza e la pace; nonché la capacità di intuire, accettare e accogliere le nostre debolezze senza mai sottolineare e rimarcare quelle che sono le differenze negli altri.
Cerchiamo poi di cogliere il sorriso di un'anima anche quando le lacrime scendono senza fine. Ci sono lacrime che testimoniano un sorriso ancora più umano, ancora più creativo, ancora più capace soprattutto di oltrepassare le terrificanti barriere dell'odio, della violenza, del risentimento. La speranza va intesa come "nemica mortale" della violenza. Se si spera poi, si riescono a cogliere e intravedere scintille, apparentemente invisibili, che ci aiutano a dare un senso alla vita. Attraverso la speranza la nostra vita si fa più intensa, più capace di carità, di fede, più capace soprattutto di vivere e comprendere i dolori indicibili del sofferente. Senza speranza, potremmo anche essere giganti del pensiero, ma con i piedi di gesso.


Lo psichiatra Viktor Frankl sosteneva che l'uomo che non si proietta/progetta nel futuro facilmente smarrisce il senso della propria vita. Cosa ne pensa? E in che modo, secondo lei, la speranza ci apre al futuro?
Conosco molto bene i libri di Frankl. Credo che riescano a cogliere alcuni aspetti essenziali della vita dello spirito. Al contempo ritengo che lo psichiatra viennese sia però minato da quella che per me è stata la sua defaillance e cioè il pensiero di poter generalizzare situazioni, come quelle che lei mi ha descritto, che valgono solo in determinate circostanze e soprattutto con determinate personalità. Quindi, senza dubbio il pensiero di Frankl è un lume e una finestra aperta per uscire dai grovigli dell'egocentrismo e della solitudine. Tuttavia, eviterei di trasferire questa indicazione pratica e terapeutica in un sistema ideologico. Per cui, una tesi così secca come quella che lei mi ha espresso, non mi sembra sempre sostenibile. Riconosco comunque la qualità dei suoi scritti, tradotti anche dalla Morcelliana, che hanno senza dubbio un grande valore euristico.

In che misura la filosofia, e la fenomenologia in particolar modo, si sono integrate nella sua attività di medico psichiatra a diretto contatto con la sofferenza?
Come accade di frequente nella vita certe strade si aprono così, improvvisamente, senza che vengano direttamente cercate. Inizialmente io in clinica universitaria mi occupavo di neurologia, ma di casi di psichiatria ce n'erano pochissimi e venivano considerati come non degni di uno studio scientifico, come invece avrebbero dovuto essere tutti i casi di neurologia. Tuttavia, incontrando alcuni pazienti, ospiti in questa clinica famosissima, mi sono accorto che gli aspetti materiali, organici, cioè neurologici, mi interessavano relativamente, mentre mi interessava il risvolto interiore, cioè come quei pazienti vivevano i propri disturbi, le proprie malattie, i propri handicap, la propria disperazione. Da lì, quindi, ho seguito i pazienti che non avevano problemi neurologici specifici, ma che invece erano pazienti depressi e ansiosi. Quindi, non i grandi pazienti psicotici, cioè non schizofrenici, ma depressi, ansiosi, ossessivi. Ho capito che volevo seguire quella strada, altrimenti non avrei combinato niente, anche perché non ho grandi attitudini mediche pratiche, chirurgiche.
Inoltre, essendo uno dei pochissimi psichiatri italiani che conoscono il tedesco, ho potuto leggere, nel 1955, Allgemeine Psychopathologie, grande libro di Jaspers (scritto quando aveva appena trent'anni e che ancor oggi si studia), uscito nel 1913 in Germania e tradotto in Italia nel 1964. Jaspers a trent'anni si ammalava di tubercolosi e non potendo più fare lo psichiatra divenne filosofo. Uno dei grandi filosofi, che introdusse un nuovo parametro di conoscenza della psicologia sulla base delle idee fenomenologiche che erano state introdotte da Husserl prima e da Scheler dopo, per cui l'oggetto della psichiatria non sarebbe più stato il cervello, come oggetto neurologico, ma l'anima, cioè i sentimenti, le emozioni, i pensieri, i comportamenti che si possono riconoscere però soltanto se noi cerchiamo di metterci nei panni di chi soffre. Sembra la scoperta dell'uovo di Colombo, eppure questo concetto dell'einfuhlung, cioè dell'immedesimazione, ha davvero cambiato il mondo. Infatti, immergendoci e cercando di ricostruire la storia e le vicende della vita del paziente ci si è accorti di come avesse grande importanza nella cura anche il sentire come proprie queste sofferenze e il capire che non appartenevano ad un altro mondo, anche se espressione di esistenze lacerate e sofferenti; spesso dotate di qualità umane superiori a quelle che noi nella nostra umanità raggiungiamo.
Per esempio, Jaspers ha scritto un libro su Van Gogh, applicando per la prima volta anche nella storia dell'arte la categoria dell'immedesimazione per capire il motivo di questi particolari gialli del pittore olandese, questa sua schizofrenia, l'orecchio tagliato e l'esito del suicidio.

Il concetto stesso di speranza sembra oggi molto lontano dal vocabolario di adolescenti e giovani, che si confrontano con una società che spesso non crede in loro, se non a parole, e che è priva di ogni genere di certezze e stabili opportunità. Quale consiglio si sente di dare loro affinché non perdano la speranza nel futuro e in particolare in un futuro migliore?
Questo è un tasto molto delicato perché tendo, anche con i pazienti, a non dare consigli, tendo a non fare domande. Tendo, se ci riesco, a fare in modo che chi sta male, riesca a dire le cose che sente e se le sente, perché non sono un poliziotto come tanti psichiatri o psicologi che fanno domande in continuazione perdendo di vista il rapporto terapeutico e la relazione. Per cui, i consigli possono essere solo quelli che vengono dalla testimonianza, dall'esperienza, dagli studi e dai libri di alcuni importanti psichiatri o filosofi fra i quali Basaglia o Jaspers (pur nella complessità dei suoi scritti) o magari qualcuno dei miei libri relativi alla speranza.

Giovedì al Cenacolo di sant'Eustorgio

CENACOLO S. EUSTORGIO, PIAZZA MISSORI
IL 3 NOVEMBRE (contrariamente al solito ALLE ORE 18,30)
LEGGONO G. PRESTINONI, P. RABISSI, C. RECALCATI
Incontri e letture di poesia e narrativa
CENACOLO S. EUSTORGIO
Incontri e letture di poesia e narrativa
Nel tentativo di instaurare un circolo virtuoso "poesia e solidarietà" ed anche... per sfatare la diceria che " poeti e scrittori fanno solo poesia, narrativa e nulla di più concreto", agli autori che leggono i loro testi nel corso dei programmi organizzati dal Cenacolo Sant'Eustorgio, viene chiesto, su base assolutamente libera e volontaria, di dare un contributo in denaro o in opere, secondo le possibilità di ciascuno, a qualsiasi associazione, gruppo, o altro di loro scelta che in qualunque ambito faccia del volontariato sociale e della solidarietà umana la propria ragione di esistere e di operare. Nessun controllo viene effettuato dal Cenacolo Sant'Eustorgio nè prima nè dopo gli incontri per accertare se l'autore ha o meno versato il contributo

AVVISI
Comunicato stampa
La Libreria Esoterica ed il Cenacolo Sant'Eustorgio promuovono iniziative di solidarietà con la vendita di libri e di elaborati preparati e/o donati dagli autori e dai frequentatori del Sant'Eustorgio, il cui ricavato sarà destinato a finanziare attività di varie Onlus.
Proseguono anche nel 2016 le molteplici iniziative di sostegno, avviate con successo negli anni scorsi, di cui trovate documentazione nelle pagine dei programmi precedenti
Siamo tutti invitati ad essere generosi. Grazie!!!

Da letteratitudine

 

LetteratitudineNews: dal 24 al 30 ottobre 2016

Massimo MaugeriaLETTERATITUDINE di Massimo Maugeri - 49 minuti fa
(libri, fatti ed eventi) dal 24 al 30 ottobre 2016 PREMIO STREGA RAGAZZE E RAGAZZI 2016: le cinquine finaliste CLAUDIO MAGRIS vince il FRANZ KAFKA PRIZE 2016 MIMMO SAMMARTINO racconta IL PAESE DEI SEGRETI ADDII PICCOLE E POVERE, LE BIBLIOTECHE SCOLASTICHE LO SCHIAVISTA di PAUL BEATTY vince il MAN BOOKER PRIZE 2016 (pubblichiamo un estratto del libro) #IOLEGGOPERCHÉ e i libri donati ANTONIO MANZINI: PREMIO CHIARA 2016 MORIRE [...]

Da Quinte di carta




N  E  W  S  L  E  T  T  E  R

del 30 ottobre 2016
 
Indice
Per il dettaglio e le informazioni degli argomenti trattati  cliccare sul link della notizia corrispondente
 
Stagione teatrale 2016/17
clicca

03-04-05 novembre ore 21.15
 06 novembre ore 16.15
Teatro dei lupi
IL PEGGIO

di Alberto Corba
con  Francesca Alfano, Laura  Carioni e Christian Gallucci.
Regia di Alberto Corba
Lui incontra lei, si piacciono, scoprono interessi in comune: dopo un delicato corteggiamento si baciano, la passione e poi l'amore. Da qui si apre la strada verso Il Peggio. 
Entrano l'una nella vita dell'altro portando con sè il proprio passato e le proprie paure. Tra i ncomprensioni, seduzioni ed esitazioni affrontano la tragicomica avventura di un nuovo amore. Nessuno dei due si affaccia a questo amore con la freschezza, l'ingenuità ed il coraggio degli adolescenti. perché adolescenti non sono più, né all'anagrafe né nell'anima: si portano dietro tutto il peso delle precedenti relazioni, le paure che ne seguono e che diventano gelosie, violenza, manipolazione e anche rassegnazione e sottomissione.  
Il personaggio femmin ile arriva in scena con due distinte identità, due attrici che rappresentano i due universi distanti ma uniti, le diverse anime, passioni ed aspirazioni. Moira e Candice, questi i nomi delle due identità, tratteggiano insieme una donna forte e sensibile, ma ferita, incapace di prendere una unica direzione. Perennemente divisa tra il desiderio e la paura, tra l'ansia da controllo ed il delirio della gelosia, tra manipolazione ed amore. Adam, il personaggio maschile, incarna invece una reazione opposta, di fronte alle prese di posizione di lei, lui scende un sentiero buio, che attraverso la comprensione e l'empatia lo guida verso la passività, la remissione ed il ruolo di vittima consapevole.  
La paur a rende entrambi troppo prudenti o troppo avventati, li guida in un crepuscolo maniacale di giochi di potere e paranoia, un gioco tragico, sensuale, comico, surreale e travolgente, un vortice di emozioni che accarezza da un lato il romanticismo e dall'altro il sadomasochismo, catturando il pubblico dall'inizio sino all'inevitabile. lieto fine?
Teatro Studio Frigia Cinque-Via Frigia , 5-20126 Milano
( MM1 Precotto, bus 44, 85, tram 7-ampi parcheggi )
prenotazioni fax 02719096-tel/sms 3482903851--3925191682
info@quintedicarta.it--www.quintedicarta.it
Tessera stagione euro 3.00---Ingresso euro  12.00-Ridotto euro 10.00-


 

 


 

Quinte di Carta - Associazione Culturalevia Frigia 5 - 20126 Milano
(MM Precotto 1, bus 44, 7, 85, 86)
fax 02 719096
tel/sms 348/2903851 - 392/5191682


Contatti: info@quintedicarta.it

domenica 30 ottobre 2016

Intervista a Edoardo Albinati: da Maschile plurale


Stefano Ciccone a Maschile Plurale - AssociazioneNazionale
in occasione delle iniziative "prima della violenza" abbiamo intervistato Edoardo Albinati che ha vinto il premio Strega con il libro "la scuola cattolica". Uno dei segnali che ci ha fatto dire che la riflessione sulla costruzione sociale dell'identità maschile comincia a uscire da una nicchia e a coinvolgere uomini della cultura, della politica e uomini fuori dai percorsi come maschile plurale.
Intervista rilasciata dallo scrittore Edoardo Albinati (Premio Strega 2016) in occasione dell'iniziativa #Primadellaviolenza. L'intervista è stata condotta d...
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Antonia Pozzi alla Banca del tempo


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La Banca del Tempo Milanosud
parla della poetessa                            ANTONIA POZZI     



....vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco -
sulle oscure voragini
della terra.

 (A. Pozzi, 1934)

Antonia Pozzi (1912-1938) intellettuale poeta e fotografa milanese degli anni 30. Donna dai molti interessi, in anticipo sui suoi tempi. Voleva con le sue poesie e fotografie cogliere l’essenza delle persone e delle cose. Visse in un epoca travagliata e la sua vita lo fu altrettanto. Condannata, anche, ad un’incomprensione da parte dell’ambiente in cui era inserita.
Era il 2 dicembre 1938 quando, agonizzante, fu trovata in un campo vicino a Chiaravalle; morirà il giorno seguente.    
                                             
Le  socie Graziella e  Maria illustreranno la sua vita, le  sue poesie e le sue fotografie.
Ce la faranno conoscere e - per chi la conoscesse già - sarà un momento di approfondimento delle emozioni che ci trasmettono le sue opere.
        

L'appuntamento è per domenica
13 Novembre 2016 dalle ore 10.00 alle 12.00  presso il Laboratorio di via Mompiani 5.

Cari saluti.
Il Gruppo Operativo

sabato 29 ottobre 2016

Fier Dada alla Citylights





2016 Dada World Fair:
Presented by City Lights Booksellers & Publishers in conjunction with these fine fellow Dadaists
November 1-13, 2016
dadaworldfair.net


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City Lights Booksellers & Publishers | 261 Columbus Ave., San Francisco, CA 94133
415-362-8193 | staff@citylights.com

Economia domestica




Questa mattina il cellulare ha deciso di scaricarsi di colpo, nonostante l’apposita icona indicasse fino a un secondo prima che era quasi al massimo della carica. Succede proprio oggi che ci sono tante cose in ballo accidenti! Penso fra me mentre tento di riavviarlo. Macché niente da fare. Il problema è la batteria, già la batteria… ero convinto che bastasse caricarla elettricamente, chissà perché mi ero fatto l’idea – senza pensarci – che fosse eterna. Comincia la ricerca della sua sostituzione e sono fortunatissimo, il negozio è proprio alla fermata del tram. Niente da fare: la commessa mi spiega che potrebbe ordinare la batteria che va bene per me, ma che non ce l’ha in magazzino. Mi ricordo però che sulla via di casa ci sono i negozi di tutti i maggiori gestori telefonici…
Entro nel primo: vetrina smagliante divise degli addetti altrettanto smaglianti. Due commessi mi sorridono ma non appena dico il problema mi guardano un po’ straniti e mi rispondono in fretta che non hanno batterie. Il secondo è a poche decine di metri: la risposta questa volta è ancora più secca “Non trattiamo questo articolo.” Al terzo, sempre vetrina smagliante e divise altrettanto, è in corso una conversazione fra due clienti e un addetto che spiega varie questioni tecniche alternando italiano e inglese: attendo il mio turno, ma poi l’uomo mi rivolge lo sguardo come a comunicarmi che la questione con gli altri due andrà per le lunghe e allora gli spiego il problema. Lo sguardo, questa volta, è di infastidita commiserazione: il no lo sento appena, dopodiché continua a parlare con  gli altri due. Comincio a innervosirmi: l’aria saccente con cui questi commessi (tutti giovani) mi guardano e rispondono è palpabile, ma ecco un nuovo negozio smagliante. La commessa questa volta mi viene incontro: le spiego il problema, sorride mi risponde che loro non hanno quelle batterie, ma che può vendermi un nuovo telefonino a un prezzo molto basso, aggiungendo che una batteria peraltro costa assai e che risparmierei pochissimo. Penso che sa fare bene il suo lavoro, ma qualcosa in me resiste nonostante le sue argomentazioni siano ragionevoli. Sto quasi per risponderle che va bene poi all’ultimo momento faccio marcia indietro e mi scappa uno stentoreo ci penso che la lascia esterrefatta. Come posso rifiutare un’offerta così vantaggiosa? Probabilmente avrà ragione lei, oppure, come avviene anche in altri settori, il suo successo di commessa è anche legato alla quantità di merce che riesce a vendere e se è così mi dispiace di non avere contribuito. Fatto sta che me ne vado quasi rassegnato quando vedo un altro negozio che vende di tutto fra cui accessori di telefonino. Entro e questa volta mi risponde una commessa normale, per la seconda volta nella mattinata non mi fa sentire un estraneo al mondo. Anche lei non può risolvermi il problema ma mi fornisce di il biglietto da visita di un negozio che ha tutte le batterie per telefono e altri accessori difficili da trovare: purtroppo è lontano da casa per cui decido che per il momento dovrò rassegnarmi a fare a meno del cellulare. Rientro in casa e prima di avvisare qualcuno faccio un ultimo tentativo e miracolosamente il telefono riprende a funzionare, la carica è alta. Faccio tre telefonate e non succede nulla, tutto regolare: vuoi vedere che un po’ di anima, latitante un po’ dappertutto nelle relazioni, è finita nella tecnologia e che avevano ragione quelli che dopo la morte di Steve Job portarono i fiori ai suoi negozi? Mio figlio, peraltro, mi rassicura che una batteria da sostituire dai cinesi consta otto euro.
Penso a quei giovani commessi e alla loro sicumera. Certo, divise e luci smaglianti al neon anche in pieno giorno, possono dare l’illusione di lavorare in un settore di punta quasi privilegiato e forse anche i loro salari saranno meno grami di quelli di molti loro coetanei; ma dovrebbero pur capire che se vendessero una merce tanto preziosa non si troverebbero in una via che per quanto elegante è pur sempre abitata anche da media e bassa gente, e dove sono molti i negozi un po’ plebei. In fin dei conti le cristallerie Rosenthal sono sempre in piazza del Duomo e non si muovono da lì.  Questi giovani sanno stare dentro la velocità del presente, parlano contemporaneamente con più persone e quando hanno inquadrato il tuo problema come appartenente a un target di serie b, lasciano perdere in fretta hanno altro a cui pensare. E forse hanno ragione: se penso alla marea di coatti che a tutte le ore del giorno non fanno altro che piegare lo sguardo sul cellulare senza  rivolgere una parola ai vicini in autobus o sul tram, può essere che il business dei telefonini sia la soluzione dei problemi della loro vita, immersa nella velocità e in un eterno presente. Alla fine però mi fanno tristezza: ho l’impressione che capiscano poco del contesto e che infondo la velocità con cui la tecnologia fagocita le novità non riguarda solo il mezzo, ma anche ciò che si veicola e chi vende, che viene fagocitato come irrilevante nello spazio di un secondo. Il trionfo dell’usa e getta rischia di trasformare loro stessi in usa e getta, ma oggi brillano del loro quarto d’ora. Ci sarà pure una ragione del fatto che il codice di Hammurabi scritto su dura pietra si conserva benissimo in mezzo a  noi come migliaia di anni fa, ma che le pellicole di film che tutti abbiamo amato si deteriorano nel giro di pochi anni e devono essere continuamente restaurate. Quante di loro andranno perdute? Probabilmente la maggioranza e questo la dice lunga sulla fragilità della nostra vertigine tecnologica. A quei giovani che ho visto tutto ciò probabilmente non interessa e l’idea della conservazione di qualcosa deve sembrare astrusa come la presenza di un dinosauro. Ai cinesi invece interessa eccome e forse non sarà un caso che hanno tremila anni di storia più di noi, ma che sembra loro pesare meno della nostra, anch’essa millenaria, ma un po’ imbolsita. I Cinesi agiscono in alto e in basso della filiera economica: a Milano hanno comprato molto in diversi settori e tutti di livello, ma poi entrano ance nel piccolo commercio: il bar, il barbiere, i negozi in cui si vende tutto a un euro. Mi prende anche un po’ di rabbia a pensare ai giovani italiani e alle giovani italiane che ho visto questa mattina, ma la risolvo positivamente. Afferro con piglio un paio di scarpe ormai inutilizzabile e che pensavo di buttare; invece, armato di forbice e coltello le trasformo in un comodo paio di ciabatte e poi mi dico che oggi posso essere davvero soddisfatto di me; anzi, di più, felice di avere 68 anni.

venerdì 28 ottobre 2016

Omaggio a Pasolini


La locandina aggiornata con Poeti per Pasolini, coordinati da Francesca Farina.
NOV2
Mer 16:00 · Roma, Lazio
Interessa a 4 persone · 1 persona parteciperà

Alla cascina Cuccagna



GLI ANNI ‘30-’40 - DALLA NASCITA DEL SONORO AL CINEMA DEI GENERI
Lunedi 14 novembre
THE STORY OF FILM regia Mark Cousins (2012)
Ore 20 aperitivo autogestito, chi vuole porta qualcosa da condividere
Ore 21.15 Inizio film

Pere un'epitestemologia queer del vivente

Sulla stessa linea di fuga si collocano le ipotesi formulate da Judith Butler nell’intervista condotta da Federica Castelli. Incalzata sul rapporto tra femminismo e condizioni storiche attuali, Butler afferma la necessità di instaurare un insieme di «ri-costituzione un duplice obiettivo: da un lato, ridefinire, situandolo, l’impegno politico, dall’altro rafforzarsi collettivamente praticando forme di cura reciproca innovative e sovversive dentro il paradigma economico, sociale e culturale, della precarietà. Una vera e propria ri-costituzione dello spazio pubblico a partire dall’irruzione di una molteplicità di soggetti esclusi e marginali e della relativa proliferazione degli spazi privati. Una moltiplicazione di contro-spazi, dunque, a partire dai quali – come auspica Carlotta Cossutta – declinare in modo nuovo il motto femminista «il personale è politico».

Da Internazionale

In un’epoca nella quale la psicologia del successo si presenta come l’ultimo Graal del neoliberismo, per affrontare il sinistro festival di violenze politiche,…
internazionale.it|Di Paul B. Preciado
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Per una epistemolgia queer del vivente

Sulla stessa linea di fuga si collocano le ipotesi formulate da Judith Butler nell’intervista condotta da Federica Castelli. Incalzata sul rapporto tra femminis...
Altro...

In memoria di Iolanda Insana

Dino Ignani ha condiviso un link.
  da Turbativa d’incanto (Garzanti, 2012) * da Le foglie del decoro * a 300 metri in linea d’aria il più grande parlatorio del mondo tra le alture del Golan occupato nella Valle delle gr…
poetarumsilva.com

giovedì 27 ottobre 2016

Morte e vita in scena: dalsito della società di psicoanalisi critica

Sul sito della Società di Psicoanalisi Critica, è stato pubblicato un mio saggio su Dario Fo e BobDylan. Al sito si arriva facilmente cliccandonella banda centrale di google Società di Psicoanalisi Critica. Qui dei seguito la premessa all'intervento.

Premessa
La coincidenza temporale dei due eventi starebbe benissimo in una commedia di Dario Fo e Franca Rame e penso pure che la notizia del Nobel a Dylan avrebbe fatto sorridere di contentezza Dario se avesse avuto qualche ora in più di vita per udirla. I due diversi tempi si sono sfiorati, quasi una beffa riuscita o l’ultima battuta di un attore che esce di scena. Fra i due premi ci sono affinità e anche differenze, ma quello che importa notare in prima istanza è che la scelta compiuta dall’Accademia svedese, reitera uno strappo che era già avvenuto con Fo. Tale seconda rottura è più vistosa, dunque il problema è assai più complesso e occorre distinguere i due casi e poi tentare una riflessione di sintesi.

mercoledì 26 ottobre 2016