martedì 28 febbraio 2017

Da CHe Fare: cultura e innovazione



Image
L'Almanacco di cheFare
Startup, università, L'astrattismo nella grafica, la vita delle città e quella di un architetto di 34 anni.
Cinque articoli dall'Almanacco di cheFare 
Start-Up in Italia: limiti e potenzialità
Alessandro Gerosa e Adam Arvidsson:
Sono davvero le Start-Up una formula efficace per favorire
crescita economica, innovazione, occupazione?
L’astrattismo nel graphic design
Ezio Manzini: Per molti aspetti, tutta la grafica è astratta. Soprattutto quella di derivazione modernista
Come sta l’università italiana?
Juan Carlos De Martin: È un problema avere un sistema che, come vedremo, è complessivamente di buona qualità, ma senza università “star”?
Il corpo della città tra conflitto e resilienza
Hamilton Santià: C'è poi una seconda città [...] che non puoi gestire secondo la pianificazione classica e non si accontenta di una vetrina lucida e patinata
Autobiografia di un corpo in uno spazio
Paola Ricciardi: Mi chiamo Paola, ho 34 anni, 10 anni fa mi sono laureata in architettura; da 5 anni sono iscritta all’Ordine.  Ma alla fine mi sa che non sono un architetto.
La cultura in trasformazione. cheFare a Trento
La cultura in trasformazione. L'innovazione e i suoi processi è il libro che abbiamo curato per minimum fax, scritto da Alessandro Bollo, Roberto Casati, Paola Dubini, Vincenzo Latronico, Gianfranco Marrone, Ivana Pais, Christian Raimo e Jacopo Tondelli.
Giovedì 2 marzo lo presentiamo a Trento, da Impact Hub. 
Tutte le informazioni

Intervista a Carlo Sini: da Megachip

Pratiche di verità

Intervista al filosofo Carlo Sini. [Paolo Bartolini]

Redazione
martedì 28 febbraio 2017 12:17

di Paolo Bartolini


***

Professor Sini, voglio cominciare domandandole quale ruolo emancipativo immagina possa rivestire la filosofia in questo inizio di secolo segnato dal primato dell'economia di mercato e da una tecnica dominata da logiche meramente autoaccrescitive.
Sin dalla sua nascita socratica la ricerca filosofica si è caratterizzata per la capacità di arrestarsi, di fare un passo indietro o a lato e di riflettere, rendendosi attenti alla presenza di ciò che è. La filosofia procede, per sua natura, in controtendenza e in contrattempo. Essa mira a generare, in sé e negli altri, ciò che io chiamo una attiva paralisi e che Husserl definiva "sospensione del giudizio". Contrariamente a ciò che si potrebbe immaginare, ci vuole moltissima energia attiva per operare in sé questa trasformazione apparentemente statica, che non si lascia trascinare dall'ovvio e dall'urgente, orientandosi piuttosto verso tutt'altro tipo di urgenze e di propositi. Come disse Heidegger, ciò che ci è più vicino è difficile da tematizzare e da vedere: si tende a seguire conformisticamente l'opinione comune. Proprio questo costume condiviso, che accoglie le opinioni di tutti o dei più, nasconde molti segreti e molte verità inconsapevoli. E se è vero che il nostro è il tempo della massima velocità e della quantità sterminata di impulsi e informazioni, tanto più sarà necessario fermarsi e guardarsi attorno, senza pregiudizi e senza preconcetti. Sospendendo il giudizio, appunto, per chiedersi con che cosa e con chi abbiamo davvero a che fare. Beninteso, cominciando da sé: chi sono io? Che cosa gli altri hanno fatto di me? Che cosa, diceva Sartre, io posso fare di ciò che gli altri hanno fatto di me?
Nel suo paziente e pregevole lavoro dedicato alla costruzione di un "pensiero delle pratiche" ha affrontato spesso la questione della verità e delle sue figure nel corso della storia. Quale relazione intercorre tra verità ed errore nel momento in cui la verità non si àncora più nell'assoluto e viene a coincidere con la realtà stessa nel suo eterno divenire?
Abbiamo la tendenza a identificare la "verità" con i suoi contenuti, cioè con i significati espressi. Il mondo è finito o infinito: una affermazione è vera, diciamo, l'altra è falsa. Questo modo di ragionare, così straordinariamente diffuso, dimentica l'essenziale, ovvero gli strumenti mediante i quali l'alternativa stessa è stata posta ed espressa. Tutto un universo di esperienze, di tradizioni, di credenze, di usi linguistici, di mentalità condivise sta alla base di formulazioni come quella utilizzata sopra come esempio. In tal modo confondiamo il significato con il senso. Possiamo proporci di stabilire, per esempio, il significato della parola "mondo", ma questa operazione presuppone un universo di senso che resta tacitamente alla base del nostro stabilire. Che è mondo per Omero? Che è mondo per Gesù di Nazareth? Che è mondo per Voltaire? E così via. Ogni risposta rispecchia il senso della verità, che transita attraverso i suoi divenienti significati. Intendo dire che la verità è anzitutto un evento, ovvero l'evento delle sue figure che assumono nel tempo la veste di transeunti significati. Siamo nel cammino della verità, non "abbiamo" la verità come un possesso oggettivo e stabile.
Può descrivere in che modo l'odierna civiltà dell'accumulazione economica si posiziona rispetto ai concetti di verità e di errore? Nel suo libro "Inizio" (Jaca Book, 2016) ha parlato di un'emozione intensa sprigionata dal contatto con l'emergere inarrestabile di nuove figure di verità. Il falso - e credo che nel capitalismo spettacolare integrato moltissimo vi sia di falso - non potrebbe dunque essere ciò che puntualmente manca l'appuntamento con questa emozione profonda o tende a contraffarla per spegnerne la forza rivoluzionaria?
Ogni figura della verità è un tentativo di rispondere alle tre famose questioni che Whitehead espresse così: anzitutto vivere, poi vivere bene, infine vivere meglio. In fondo non c'è molto altro da dire, ma c'è sempre moltissimo da fare, perché già semplicemente vivere è un bel problema. Penso a coloro che rischiano la vita in mare, mossi con ogni evidenza da quelle tre esigenze. La rivoluzione introdotta nel mondo dall'industria e dall'economia capitalistica cercava anzitutto di far vivere bene e anzi meglio un certo numero, molto ristretto, di persone; poi allargò i suoi orizzonti anche sotto la pressione dei naufraghi economici di allora, e allora pensò di essere una soluzione valida per tutti. Qui si annidava il germe della sua insufficienza, perché nessun significato esaurisce la verità; anzi, proprio affermandosi, alleva, diceva Marx, le sue forze contrarie. Oggi viviamo, con una certa pena, questa fase nella quale la verità del capitalismo, volente o nolente, tramonta e nuovi significati di verità battono alla porta. Niente al mondo potrà impedirne alla lunga il prevalere e poi, in un futuro che immagino molto lontano, il loro trasformarsi in superstizione "logica" e in occlusione della verità.
Quali reputa che siano i limiti maggiori dell'attuale pensiero filosofico italiano, e quali gli aspetti più vitali e ricchi di futuro?
Ciò che minaccia, a mio avviso, la filosofia attuale nel mondo e anche in Italia è la riduzione a specialismo culturale: cioè il contrario della sua vocazione millenaria. Non c'è più filosofia, cioè genuina domanda e "sospensione" filosofica, dove la ricerca si limita alla storiografia erudita, al formalismo delle logiche matematiche, alle ontologie imitative della mentalità e del mondo anglosassone (il più ignaro in fatto di consapevolezza filosofica) o a fughe mistiche verso assoluti metafisici e così via. Bisogna, credo, avere pazienza e anche rispettosa modestia. Quando queste mode tramonteranno, resterà, come sempre è accaduto, la genuina ricerca ed espressione filosofica.
Mi farebbe piacere chiederle, in conclusione, che spazio ricopre la spiritualità nella sua visione del mondo caratterizzata, se ho compreso bene, da un materialismo non riduzionistico attento alla vita dei fenomeni e al corpo delle cose. E inoltre: che opinione ha in merito al pensiero della relatività radicale di Raimon Panikkar? Mi sembra che esistano, infatti, numerosi punti di contatto tra il suo pensiero e la prospettiva avanzata dall'autore indoispanico...
Ho conosciuto Panikkar, abbiamo insieme svolto incontri pubblici e sempre ho ammirato la sua genuina e originale consapevolezza dei costumi non ristretti della verità religiosa e delle culture in generale. Un dialogo tra culture, tra Oriente e Occidente, Nord e Sud, mi sembra oggi una delle massime urgenze del nostro mondo. Il dialogo e la comprensione reciproca tolgono terreno al conflitto e alla mera concorrenza a tutti i costi. In questo senso lo spiritualismo di Panikkar incarna un'esigenza sostanziale del nostro tempo. Il "materialismo" del mio pensiero delle pratiche, il riferimento alle operazioni, alla prassi concreta, non è in contrasto con lo spiritualismo della apertura della verità che Panikkar, mi sembra, professava.
(28 febbraio 2017)

lunedì 27 febbraio 2017

Tutti i link e i riferimenti per l'8 Marzo





Chi siamo


Pagina web dell'assemblea di Non Una Di Meno MILANO. Per ricevere aggiornamenti in mailbox su materiali e programma dello sciopero globale delle donne 8 marzo 2017, clicca il pulsante "segui"


Utilità
JOIN US
Inizio modulo
Ricerca per:
Fine modulo
Sciopero perché

Artiste per l'8 Marzo a Milano: dalla casa delle donne.




La Casa delle Donne di Milano partecipa alla manifestazione nazionale dell’8 marzo “Non Una di Meno” contro le violenze di genere e il femminicidio, con una performance collettiva elaborata insieme a gruppi di artiste di varie parti del mondo. 
Dalle 15 alle 17,30 porteremo nel cuore di Milano - l’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele - l’Opera Condivisa ‘Mandala Non Una Di Meno’, che rappresenta un simbolo universale di armonia, per esprimere la creatività, la forza e la speranza contro tutte le forme di violenza e sfruttamento delle donne.
Il disegno del Mandala è condotto dalle artiste liberamente, dando vita a un’opera che coinvolge tutti i presenti favorendo la comunicazione, la relazione e l’armonia. Centinaia di donne e uomini affermeranno così la partecipazione felice e rispettosa alla loro e all’altrui vita.

Buona cultura e buona politica

Guido Viale ha condiviso un link.
Per la prima volta nella storia di un teatro, il San Carlo di Napoli apre le porte ai migranti per un concerto gratuito. Ecco quando...
www.vesuviolive.it

Dalla City Lights

EVENTS THIS MARCH AT CITY LIGHTS

All events are free and open to the public and take place at City Lights Bookstore at 261 Columbus Ave. in San Francisco unless otherwise specified.
Can't make it to an event? Want to hear it all over again? Subscribe to our podcast, Live! From City Lights.


Wednesday, March 1st @ 7pm

L.A. Kauffman discussing her new book, Direct Action: Protest and the Reinvention of American Radicalism, from Verso.



Tuesday, March 7th @ 7pm

Yiyun Li celebrating the release of her new book, Dear Friend, from My Life I Write to You in Your Life, from Random House.


Thursday, March 9th @ 7pm

An evening of discussion between lifleong activists and authors David Hartsough and Norman Solomon. Celebrating David Hartsough's recently released book Waging Peace: Global Adventures of a Lifelong Activist from PM Press.



Tuesday, March 14th @ 7pm
Fireside Room, First Unitarian Universalist Church
1187 Franklin St.
San Francisco, CA 94109
Admission is Free

Discussing Damion Searls' new book, The Inkblots: Hermann Rorschach, His Iconic Test, and the Power of Seeing, from Crown Books.



Wednesday, March 15th @ 7pm

Logic Magazine wants to tell the story of technology. Join them in celebrating the inaugural release of a journal devoted to technology and society with Logic's founding editors: Ben Tarnoff, Moira Weigel, Jim Fingal, Christa Hartsock and Logic contributors Tim Hwang, Miriam Posner, and Conrad Amenta.




Thursday, March 16th @ 7pm

Celebrating Deepak Unnikrishnan's award-winning novel, Temporary People, from Restless Books.



Wednesday, March 22nd @ 7pm

Reading from her new novel, The Idiot, published by Penguin Press.




Thursday, March 23rd @ 7pm

The Poetry Society of America and City Lights present a poetry reading and discussion on the Syrian refugee crisis as part of the Poetry Coalition 2017 programming. With Jack Hirschman, Jack Marshall, and Jeanne Cartensen.