venerdì 21 aprile 2017

Save the date: 10 giugno.



  diepicanuova                                                                                                         Arci  Pessina di Chiaravalle                          
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

DI POESIA E DI PSICOANALISI: L’INDICIBILE SOTTRATTO AL NULLA.
                                SABATO 10 GIUGNO dalle ore 16  alle 19
                                  ARCI PESSINA DI CHIARAVALLE.
Questo progetto nasce in Argentina e, passando attraverso Brasile e Colombia, approderà in Italia e poi in Francia. Le tappe italiane saranno Reggio Calabria e Milano. Un viaggio nella parola poetica e nella critica analitica, ma anche un viaggio in senso proprio di una strana carovana in cammino fra due continenti. Del resto poesia e psicanalisi sono ricerche in divenire. Da più di un secolo sono entrate in relazione e s’interrogano a vicenda, non sempre in maniera simpatetica. Nella tappa milanese i due linguaggi si alterneranno non tanto per cercare risposte ma piuttosto per arricchire la nostra consapevolezza che dietro di sé essi hanno entrambi il continente sconosciuto dell’indicibile che si sforzano di strappare al silenzio.
INTERVENGONO:
Eva Gerace, esercita la psicoanalisi a Reggio di Calabria, ai Caraibi (Col.) e a Buenos Aires. Fondatrice del Circolo Psicoanalitico dei Caraibi. Autrice dei libri Marlon Brando. Quando il desiderio si fa uomo, Educare per Crescere, Io che porto la Giubba e della rivista online a.Verare.
Titolo: Il velo della poesia.
Francesco Idotta, è professore di filosofia, Phd in Filologia presso l'Università statale di Madrid.  Scrittore, saggista e poeta, la sua ricerca ha come oggetto l'alterità e il valore delle differenze.
Titolo: La poesia di Jabier Delgado. Un'esperienza analitica.
María Gabriela Pedrotti, nata a Buenos Aires, è AME della Escuela Freudiana di Bs. As. Sostiene seminari a nome proprio in questa Scuola e ha pubblicato articoli in diversi luoghi. Il suo gusto per la scrittura, in particolare la poesia, l’ha fatto autrice di "Conjugada ", il suo primogenito in poesia.
          Titolo: Celebrazione dell’alterità, poesia e psicoanalisi
Enrique Tenenbaum, pratica la psicoanalisi a Buenos Aires, fondatore e attuale direttore di Trilce / Buenos Aires, Institución del Psicoanálisis, autore di "Lacan el nudo, escrituras impropias de la clínica" (2015), "Poesía y Psicoanálisis, una asociación ilícita"(2016), e altri libri in collaborazione.
           Titolo: La lingua, un organo di resistenza
Gianni Trimarchi è stato professore a contratto presso l'università di Milano Bicocca (Cinema e arti visive), dove ha collaborato con gli insegnamenti di Antropologia dei media e Antropologia della religione. E' nel comitato di redazione della rivista Filosofia in circolo e ha collaborato con Costruzioni psicoanalitiche. Ha pubblicato Lev Vygotskij e le premesse della multimedialità (2007) e vari articoli su riviste specializzate, aventi come oggetto i rapporti fra estetica, antropologia e mediologia. E’ membro della Società di Psicoanalisi Critica

Adriano Voltolin, psicoanalista, Presidente della Società di Psicoanalisi Critica, Direttore dell’Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica e docente al Corso di Teoria Critica della Società all’Università di Milano Bicocca. Autore di numerose pubblicazioni tra le quali Melanie Klein (2003) e Critica della mente innocua. Gruppo e legame sociale in Bion (1917), ha diretto dalla sua fondazione la rivista Costruzioni psicoanalitiche Presidente della società di Psicoanalisi Critica.

              Titolo: Masenar paroe

POETI
Nino Iacovella,  è nato a Guardiagrele nel '68. Ha riesordito in poesia con Latitudini delle braccia, deComporre Edizioni, Gaeta, 2013. Ha pubblicato la plaquette La parte arida della pianura, Edizioni Culturaglobale, Cormons, 2015, e il libro d'arte Per chiamare il fuoco, Fiori di torchio, Seregno, 2016. Ha curato, insieme a Sebastiano Aglieco e Luigi Cannillo, l'antologia Passione poesia, CFR, Milano, 2016. E' tra i fondatori e redattori del blog di poesia Perigeion. Vive e lavora a Milano.
Giorgia Meriggi. Nata a Milano nel 1966. A marzo 2017 è uscita nella collana Sottotraccia di Marco Saya Editore la sua prima raccolta poetica dal titolo Riparare il viola.
Maria Pia Quintavalla. Nata a Parma, Libri:Cantare semplice ‘84, Lettere giovani  '90, Il Cantare’91  Le Moradas ’96, Estranea(canzone) 2000, nota di A.Zanzotto, Corpus solum  2002, Album feriale  2005, Selected Poems Gradiva 2008, China 2010, I Compianti 2013/'015, Vitae 2017. Cura Donne in poesia, e Le Silenziose; Bambini in rima, Alfabeta. Tradotta. Collabora a Lettere, Univ. agli studi di Milano
Paolo Rabissi. Scrittore di righe e versi ha pubblicato saggi critici sulla poesia italiana e diverse raccolte di versi tra cui La ruggine, il sale; I contorni delle cose; La solitudine di Schenk. Cura il blog personale www.righeeversi.blogspot.it nonché quello con F. Romanò www.diepicanuova.blogspot.it E’cofondatore con F. Romanò e A. Perrotta della rivista on line www.overleft.it
Franco Romanò scrittore e critico. Ha fondato insieme a Paolo Rabissi il blog diepicanuova (www.diepicanuova.blogspot.it) e la rivista online Overleft insieme a lui e ad Adriana Perrotta (www.overleft.it). E’ coautore del volume Il padre e lo straniero (2016). E' vicepresidente della Società di Psicoanalisi Critica.

A chiusura della manifestazione verrà rivolto un particolare omaggio al poeta Premio Nobel  Derek Walcott, recentemente scomparso, con alcune letture di testi da Omeros e da Prima luce.

mercoledì 19 aprile 2017

Disbbedire è civiltà

reato di solidarietà

“Ho violato la legge davanti a tanta disumanità”

martedì 18 aprile 2017 ore 16:43
“Sì, ho aiutato migranti sprovvisti di documenti, che volevano andare in Germania, a entrare illegalmente da Como in Svizzera. Non me ne pento, lo rifarei, ho agito secondo coscienza. Era impossibile non agire davanti a tanta disumanità”.
Lisa Bosia Mirra, deputata socialista svizzera, parla con noi mentre sta rientrando da una missione umanitaria a Belgrado. La deputata è stata oggetto di un decreto di accusa, con una pena pecuniaria di 8mila euro, e l’avvertimento che se dovesse aiutare ancora i migranti a passare il confine svizzero finirà in carcere. Il ministero pubblico svizzero ha scritto che Lisa Bosia Mirra è stata ritenuta colpevole, secondo le leggi federali, “di ripetuta incitazione all’entrata, alla partenza e al soggiorno illegale di migranti”.
“Sono sorpresa e amareggiata per questa sentenza – ci dice Lisa Bosia – perché non sono state accolte le attenuanti umanitarie. Inoltre è stato respinto il dossier che avevamo presentato e che spiegava cosa accadde a Como nell’estate del 2016, durante l’arrivo di centinaia di migranti. Questo mi preoccupa perché significa che c’è un clima di criminalizzazione verso chi aiuta i migranti”. La deputata socialista presenterà ricorso contro il decreto di accusa nei suoi confronti.
Lisa Bosia Mirra, 44 anni, è anche presidente dell’associazione Firdaus che in arabo significa paradiso.
Nella sua biografia scrive: “Sono sposata da 17 anni con Tarek con cui abbiamo formato una vivace famiglia multiculturale”. Dal 2002 si occupa di migranti e di asilo, in particolare sulle rotte migratorie dei Balcani.
lisa bosia foto a chiudere
Lisa Bosia Mirra, lei è un deputata che ha violato le leggi, favorendo l’ingresso illegale di migranti in Svizzera. Partiamo da qui.
“Sì, l’ho fatto. Non me ne pento, e lo rifarei davanti a tutta quella disumanità che ho visto, in particolare l’anno scorso a Como, quando arrivarono centinaia di migranti”.
Non se ne pente, ma le obiettano che le leggi vanno rispettate.
“Sì è vero le leggi vanno rispettate, ma in questo caso ho risposto prima di tutto alla mia coscienza, alla difesa dei diritti. E poi le leggi che regolano la possibilità dei migranti di attraversare le frontiere sono sbagliate. L’Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr) dice che quando un profugo è riconoscibile come tale, non possono essere applicate le normali leggi sull’immigrazione perché evidentemente sarà senza documenti. Gli Stati faticano ad assumere questa posizione, anzi si va sempre più verso una criminalizzazione dei migranti e delle persone che portano loro aiuti”.
Poi ci sono le leggi svizzere e la Costituzione del suo Paese.
“La Costituzione svizzera tutela due valori: il rispetto della legge intesa come ordine pubblico e la dignità umana. Il confronto in aula stabilirà quale di questi due valori deve avere il primato. Questa è la questione di sostanza su cui riflettere: se è vero che la legge va rispettata, la storia è piena di sentenze di principio. Ricordo ai cultori della legge che la schiavitù è stata legge, l’apartheid è stata legge, per fare un esempio. A questo servono i tribunali, a decidere quali leggi possano essere violate in caso di necessità, così come da sempre prevede anche il codice penale svizzero. Credo che a nessuna persona debba essere impedito di mettere in salvo la propria vita, di vivere con la propria famiglia, di cercare di migliorare la propria condizione di vita”.
Mi diceva che ha deciso di aiutare i migranti, anche violando la legge, davanti a quello che vide a Como, al Parco San Giovanni, nel 2016.
“Erano storie di persone torturate in Libia dai trafficanti. Storie di minori non accompagnati. Le situazioni più gravi che vidi erano quelle di un ragazzo di 15 anni, con la ferita da colpo di pistola alla schiena, con il foro di uscita nel costato. Poi un altro ragazzo a cui era stato tagliato un orecchio. E ancora una donna stuprata a lungo, uno che ci ha raccontato di essere stato tenuto a lungo alla catena, un altro con la mascella rotta. Io, davanti a tutto ciò, non potevo non intervenire, non agire”.
Como. Migranti nell'estate 2016
Como. Migranti nell’estate 2016
Lei è accusata di aver accompagnato dei rifugiati oltre il confine in nove casi, tra agosto e settembre 2016. C’è qualcosa che ricorda in particolare?
“Sì, in un uno di questi viaggi avevo in macchina quattro migranti, e quella notte ho avvertito nei loro volti la paura, il terrore, lo stesso sudore freddo che secondo me avevano gli schiavi dell’Alabama che fuggivano dai loro aguzzini. Una cosa per me indimenticabile, che mi ha colpito profondamente”.
Continuerà ad aiutare i migranti ad attraversare illegalmente il confine svizzero?
“Per ora no, perché finirei in carcere e questo non servirebbe a nessuno, non aiuterebbe la causa per cui ci battiamo. Continuerò invece ad aiutare i migranti a Como, dove prevedo nuovi arrivi, in Grecia e sulla rotta balcanica da cui sto rientrando mentre parlo con lei. Chiedo però, e spero che siamo in tanti a farlo, che si stabilisca se quello quello che ho fatto sia da considerare un crimine da punire, oppure sia un atto umanitario da non criminalizzare. Per quanto riguarda l’atto di accusa nei miei confronti andrò senz’altro sino all’ultimo grado di giudizio”.
A proposito del suo viaggio di questi giorni a Belgrado cosa ci può dire?
“La situazione è molto difficile a Belgrado, ci sono 1.500 migranti nella zona centrale della città, chiamata ‘Old Station’, un agglomerato di baracche. Qui ci sono il 50 per cento di migranti provenienti dall’Afghanistan, gli altri da Iraq, Siria e Pakistan. La situazione igienico-ambientale è pessima, molta spazzatura in giro che non viene ritirata. Niente acqua calda, niente toilettes, se non quattro sparuti bagni chimici mobili, assistenza medica di Medici senza Frontiere, cibo fornito dalle organizzazioni indipendenti. E’ un luogo dove i muri parlano della disperazione che circonda i migranti .Qui ho raccolto storie di violenze, pestaggi, torture che hanno subito. E’ questa l’Europa che abbiamo costruito?”.
lisa foto finale a chiudere
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Dal sito donneealtri



aggiornamenti nel sito: www.donnealtri.it Ricordo di Rosetta Stella a Martano

<http://www.donnealtri.it/2017/04/ricordo-di-rosetta-stella-a-martano/> 19 aprile 2017 [image: Ricordo di Rosetta Stella a Martano] <http://www.donnealtri.it/2017/04/ricordo-di-rosetta-stella-a-martano/> Domani, 20 aprile, ci sarà a Martano in Puglia, paese natale di Rosetta Stella, un ricordo della sua figura per iniziativa del Comune di Martano, del nipote Giovanni , di sue amiche e amici. L’incontro si svolge alle 18,30 nella sala consiliare del Comune di Martano, aperto da un saluto del sindaco Fabio Tarantino... In una parola / Antropologia (o una riflessione quasi pasquale) <http://www.donnealtri.it/2017/04/in-una-parola-antropologia-o-una-riflessio
ne-quasi-pasquale/> di Alberto Leiss 19 aprile 2017 [image: In una parola / Antropologia (o una riflessione quasi pasquale)] <http://www.donnealtri.it/2017/04/in-una-parola-antropologia-o-una-riflessio
ne-quasi-pasquale/> Pubblicato sul manifesto il 18 aprile 2017 – La Pasqua, sia che ricordi la resurrezione di Gesù, la liberazione degli ebrei dall’Egitto, il mancato sacrificio di Isacco (per i musulmani), i poteri dell’antica dea babilonese Ishtar (da cui probabilmente Easter…) o le celebrazioni pagane della stagione in cui tutto nasce e rinasce, così icasticamente... _______________________________________________ DomaniDeA mailing list DomaniDeA@lists.women.it https://lists.women.it/listinfo/domanidea

martedì 18 aprile 2017

L'ultimo numero di Doppiozero




la newsletter di doppiozero · 18 aprile 2017
 
La newsletter di questa settimana è ricca di omaggi a personalità che hanno segnato in modo diverso la cultura, l'immaginario e la coscienza italiana, dalla televisione, al teatro, alla memoria. Ecco che Daniele Martino ricorda il dionisiaco e istrionico, cinico e carismatico Gianni Boncompagni, scomparso il giorno di Pasqua, 15 aprile 2017. Quindi in occasione del trentennale della sua morte, doppiozero ripubblica la conversazione tra il chimico torinese Primo Levi e Alberto Gozzi, del 13 gennaio 1985. Il terzo genio che vogliamo ricordare è ovviamente Totò, di cui ricorrono i 50 anni dalla sua scomparsa. Mario Soldati ce lo racconta come “un cadavere elettrizzato”. E così, come Totò amava parlare della morte con sarcasmo e ironia, chiudiamo questa newsletter con un contributo di Ugo Morelli dedicato all'ironia, come possibilità di una lettura alternativa della realtà.
Buona lettura!

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Il dionisiaco mascherato: 30 anni geniali di Gianni Boncompagni
Daniele Martino
Radiotelevisione italiana: la storia di Gianni Boncompagni è incisa nei decenni d’oro della Rai: ci arriva pochi anni dopo l’inizio delle emissioni regolari televisive (1954) e ci resta fino al suo declino, passando a Mediaset (allora Fininvest) per ideare un format che si intitolava Non è la Rai (1991). Buona parte di questi decenni vedono Boncompagni in tandem perfetto, resistente, irresistibile con Renzo Arbore. Boncompagni senza Arbore, dopo Arbore & Boncompagni faceva un po’ malinconia; Arbore senza Boncompagni, dopo Arbore & Boncompagni faceva un po’ malinconia. Ma è morto prima lui, il 15 aprile del 2017, a quasi 85 anni. »

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Conversazione con Primo Levi: “Sono incapace di odio”
Alberto Gozzi
Primo Levi, com’è fatto il suo tavolo di lavoro?
È una scrivania con due facce: c’è una faccia arcaica, classica, con una macchina per scrivere, i cassetti e la cancelleria varia verso Nord, e verso Sud c’è una videoscrivente, che è il mio idolo attuale, a cui mi sono prosternato, dal quale mi sono lasciato corrompere e col quale attualmente scrivo, col quale devo fare i conti, una volta entrati è difficile uscirne. »

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Ironia: non aderire alla convenzioni
Ugo Morelli
 
“Non c'è da meravigliarsi se l'ironia presenta alcuni pericoli, sia per l'ironista che per le sue vittime. La manovra è arrischiata, e come ogni gioco dialettico, riesce solo di stretta misura: un millimetro in meno, - e l'ironista diventa lo zimbello degli ipocriti; un millimetro in più, - e persino lui si inganna insieme alle proprie vittime; far causa comune con i lupi è pura acrobazia e può costar caro a chi è maldestro. »

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Chi sono i terroristi suicidi?
Nome Cognome

Morte di Totò. Sebbene improvvisa (improvvisa la morte e la notizia della morte) sentiamo che ci eravamo preparati: e preparati non in questi ultimi anni, non dall'anzianità di Totò, ma preparati da sempre. L'arte di Totò, come del resto tutta l'arte napoletana, ha un persistente côté funebre. La stessa suprema qualità comica di Totò, si affidava alla rigidità della mimica e delle mosse: il suo corpo, più che un burattino, diventava un cadavere elettrizzato. »

martedì 4 aprile 2017

Un contirbuto interessante su mafia capitale

Mafia Capitale

L'ultimo numero della rivista Meridiana interamente dedicato all'inchiesta Mafia Capitale.

Redazione
martedì 4 aprile 2017 09:09

da Viella.it


L'inchiesta «Mafia Capitale» ha portato a ipotizzare l'esistenza a Roma di una mafia autoctona, «originaria» e «originale», ovvero di un'organizzazione criminale assimilabile sul piano giudiziario alle associazioni di tipo mafioso, quindi perseguibile attraverso l'articolo 416 bis del Codice Penale.
L'accusa ha avviato una vivace discussione non solo sul piano politico e istituzionale, ma anche tra gli addetti ai lavori e gli studiosi. Il problema non è solo quello di certificare - almeno per via giudiziaria - la presenza della mafia a Roma, quanto piuttosto di individuarne caratteristiche e peculiarità, di valutare cioè se siamo di fronte a una forma di criminalità organizzata che si può definire «di tipo mafioso».
La questione è quindi innanzitutto giuridica e giudiziaria, ma chiama in causa anche la ricorrente domanda su «che cos'è la mafia», a cui studiosi e analisti rispondono da sempre in modo assai differenziato. Un aspetto importante dell'inchiesta riguarda l'aver messo a fuoco un rapporto peculiare tra mafia e corruzione, nel senso che la «capacità di pressione intimidatoria» del sodalizio criminale sarebbe scaturita in gran parte da un sistema pervasivo di accordi e scambi corruttivi. Risulta infatti che esso abbia esercitato un controllo su una porzione consistente dell'amministrazione pubblica capitolina attraverso una serie di «intese corruttive» con funzionari e politici.
Dall'inchiesta emerge il coinvolgimento di un'ampia rete di imprese e cooperative attive nel campo dei servizi sociali, dell'accoglienza dei rifugiati, della gestione dei campi Rom, della raccolta rifiuti, dell'emergenza abitativa, della gestione del verde pubblico. Sono tutti settori che sono stati interessati negli ultimi anni da intensi processi di esternalizzazione e privatizzazione, di cui è necessario tenere conto per meglio comprendere la loro vulnerabilità a pratiche illegali e a forme, più o meno organizzate, di criminalità.
Le mafie trovano spesso varchi e opportunità in assetti di governance ispirate da logiche di mercato, che in realtà danno luogo a relazioni opache tra legale e illegale. Quello romano è infatti uno dei tanti casi che mostrano come i processi di deregolamentazione del welfare e, più in generale, dei servizi pubblici abbiano favorito la diffusione di pratiche illecite, avvantaggiando comitati d'affari e gruppi criminali. In quest'ottica, le vicende di Mafia Capitale sono quindi rilevanti per esplorare modalità e dinamiche che riguardano l'area grigia delle collusioni e complicità fra mafie, economia e politica.
Oltre agli articoli specificamente dedicati alla vicenda di Mafia Capitale, questo fascicolo comprende altri saggi che riguardano sempre il tema delle mafie e, soprattutto, dell'antimafia: la questione delle origini, la presenza delle mafie italiane all'estero, la continuità storica della «normale eccezionalità» della legislazione antimafia, il profilo degli amministratori giudiziari chiamati a gestire i beni sottratti alle mafie. Nel complesso questo numero, a partire dal caso di Mafia Capitale e allargando poi lo sguardo su altri temi, intende contribuire alla riflessione in corso su come riconoscere e perseguire le mafie in contesti molto differenti tra loro, analizzando in modo congiunto le strategie della criminalità organizzata e quelle dell'azione antimafia.

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