venerdì 31 agosto 2018

Buone pratiche

Franco Romanò ha condiviso un link.
4 min
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Ecco la storia della biblioteca di Ankara fatta nascere grazie all'idea dei netturbini turchi ...

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MiTo Settembre Musica 2018

Balletti russi

Royal Philharmonic Orchestra
Marin Alsop, direttore
Julia Fischer, violino

Čajkovskij ha in mente i suoi celebri balletti anche quando scrive per violino e orchestra. Stravinsky destina alla danza il capolavoro con il quale si rivela al mondo. E Victoria Borisova-Ollas si avvicina a Schumann in punta di piedi, sfruttando la tavolozza timbrica del presente. Tre generazioni di compositori russi, qui riuniti per una serata di festa.
 
Robert Schumann
Träumerei, da Kinderszenen op.15
Orchestrazione di Victoria Borisova-Ollas
dall’originale per pianoforte
PRIMA ESECUZIONE IN ITALIA
 
Pëtr Il'ič Čajkovskij
Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 35
 
Igor Stravinsky
L’oiseau de feu

TORINO Lunedì 3 settembre Teatro Regio ore 21
MILANO Martedì 4 settembre Teatro alla Scala ore 21

 
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giovedì 30 agosto 2018

Buon cinema per non dimenticare i delitti di stato

Alessandro Borghi interpreta Stefano Cucchi
SETTE MINUTI DI APPLAUSI

“Il film restituisce dignità a Stefano Cucchi”

Giovedì 30 agosto 2018 ore 13:53
L’avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, racconta a Radio Popolare l’emozione e la partecipazione alla prima al Festival di Venezia 2018 del film “Sulla mia pelle” dedicato all’omicidio di Stefano Cucchi: “Dopo sette anni di processi sbagliati il film restituisce le sofferenze di Stefano. Non hanno risparmiato nessuno, nemmeno Stefano. Una grande opera di verità del cinema“.
L’intervista di Claudio Jampaglia a Giorni Migliori, che oggi ha ospitato anche le interviste di Barbara Sorrentini ad Alessio Cremonini, Alessandro Borghi e Jasmine Trinca, rispettivamente regista e protagonisti del film.
Quelle immagini che hanno dato un contenuto e onorato lo spessore di una storia vera in maniera formidabile, precisa e perfetta, asciutta e sobria, ma assolutamente vera. È stato molto emozionante e commovente anche per le sofferenze di Stefano, perchè il film rende molto bene quali siano state.
Il film cerca proprio di ricostruire con grande rigore Stefano.
Sì, cerca di ricostruire chi era Stefano, non risparmiandogli niente. E, soprattutto in quegli ultimi giorni, lo fa attraverso le ricostruzioni di quei verbali che, nel corso degli anni, sono stati rivisti completamente e smentiti dall’istruttoria del processo bis. Per quanto riguarda le condizioni di Stefano e il calvario che ha subito, il film rende benissimo e Alessandro Borghi è stato stupendo. Io era tra il pubblico e tutti erano profondamente commossi e con le lacrime agli occhi, lo ero persino io che quel film lo avevo già visto in visione riservata. È un film che farò fatica a rivedere, ogni volta è un colpo al cuore e allo stomaco.
Ieri anche il Comando Generale dei Carabinieri si è sentito di dover dire qualcosa e precisamente hanno detto: “Per la distanza temporale e la particolare circostanza, gli ultimi giorni di Stefano Cucchi sono ormai un fatto storico e quindi è naturale che se ne parli e che diventino oggetto di rappresentazioni animata da impegno civile. La cronaca si sta occupando da tempo del processo in corso per l’accertamento delle responsabilità individuali. Oggi il cinema propone una lettura degli avvenimenti. Rinnoviamo anche in questa occasione la solidarietà ai familiari e seguiamo con attenzione la vicenda giudiziaria”.
Io sono molto soddisfatto di questa dichiarazione del Comando Generale dell’Arma. Quello che posso aggiungere è che anche noi seguiremo molto attentamente la vicenda giudiziaria.
A che punto siamo?
Il 27 settembre l’istruttoria arriverà a una fase nodale molto importante. È già emerso chiaramente dalle intercettazioni e dalle dichiarazioni ciò che non è andato nel primo processo e sono già emerse la reali condizioni di Stefano. Dopo il primo processo sbagliato con sette anni di mistificazioni, insulti, accuse e isolamento totale anche da parte della stessa Procura di Roma – che però ha avuto il merito di virare completamente di fronte a una verità dei fatti completamente diversa rispetto a quella sostenuta dall’ufficio fino a quel momento – la verità sta venendo fuori in maniera molto prepotente.
Ricordiamo che ci sono tre accusati di omicidio preterintenzionale per il pestaggio e altri due per il successivo depistaggio delle indagini e calunnia.
Le dichiarazioni testimoniali di parecchi dei carabinieri citati dalla Procura sono state veramente imbarazzanti nel ricostruire quanto successe allora, al di là di coloro che erano direttamente coinvolti in questa tragedia. Comunque il film è davvero un momento di suprema sintesi di un dolore e di una battaglia che Ilaria ha condotto da sola contro tutto e tutti.
Il film sarà distribuito nei cinema italiani e in contemporanea su Netflix a partire dal 12 settembre 2018.
Alessandro Borghi interpreta Stefano Cucchi
RIASCOLTA L’INTERVISTA

mercoledì 29 agosto 2018

Alma al Fringe festival di Edimburgo

was that of a wife and muse to many other shades of artist, who has been turned into a life-sized doll by her lover, Oskar Kokoschka. It is also homage to Jean Cocteau’s The Human Voice, through the actual recorded voice of Ingrid Bergman conveying the role in the 1966 TV film (dir. Ted Kotcheff). Delivered by a cast of one and through a drag aesthetic, the story is dense in information and highly emotional.
Lorenzo Piccolo seems to take inspiration from Bergman’s own performance as he swings between mouthing to her anguished monologue over the phone and storytelling at breakneck speed. Occasionally he startles with sudden questions for individuals in the audience, which oddly seem to hint at an awareness of the relative obscurity of the subject material. Some stirring visual and aural imagery is on display; pills fizzing themselves out in crystal glasses, on-stage lighting emulating fire, clever shadow play, and some touching movement scores struck by Piccolo.
The show falls short, though not in its mission to make us feel; it is an unquestionably highbrow production, not through the subject matter alone but through the intricately patched range of references, and though there is no good reason to talk down to a fringe audience, it is questionable whether this aids in the conveyance of the “human voice”. It is worth asking why the piece is knowingly created in such a way that a full A4 sheet of details necessarily needs to be handed to each patron on the way in without explanation of when would be the time to read it.
Alma produces the vague sensation that one is looking in on a private understanding; lovely, sensitive, but requiring too much prior knowledge of the circumstances to be deeply intimate.

Alma, a Human Voice, Summerhall (Old Lab), 1-26 Aug (not 8, 13, 20), £10-£7.50
Scroll on to read more of The Skinny's 2018 Edinburgh Fringe theatre reviews; click here for a round-up of all the best reviews from this year's comedy and theatre programmes
http://www.ninasdragqueens.org/2016-almas-voice-by-ninas-drag-queens

martedì 28 agosto 2018

Facebook e la censura

L'articolo che segue e di cui fornisco il link è assai allarmante e interessante, non perché io lo condivida in pieno ma per due aspetti decisivi su cui riflettere più in generale. Il primo riguarda la questione della censura in sé. Fallito per il momento il tentativo censurare la rete  con misure sancite dal  parlamento europeo, invocata in Italia da esponenti del Pd e di Leu, la censura si è fatta strada lo stesso dimostrando ancora una volta qual è il rapporto fra poteri reali e istituti democratici. La seconda riguarda la proposta contenuta nel finale di cominciare a pensare a una via d'uscita da facebook. Credo che il problema esista e che vada la pena di pensarci, ma se così dovesse essere è chiaro che non solo vanno messi a punto sistemi alternativi, ma che l'azione deve essere concordata e politica; insomma non bisogna andarsene in ordine sparso ma in modo organizzato. Pensiamoci 


la sinistra liberal sta oggi assumendo quella medesima funzione di avanguardia filo-atlantista che, storicamente e per oltre un trentennio, era stata propria del Movimento Sociale Italiano e delle formazioni neofasciste.
La costellazione liberal è dunque un cancro di fascismo reale – cioè un fascismo effettivo, non enunciativo – che per il fatto d’essersi impunemente impadronito della qualifica “antifascista”, farebbe rivoltare nella tomba quei tanti sindacalisti ed esponenti della classe operaia che, all’inizio del secolo scorso, furono uccisi o malmenati dalle camicie nere e brune.
QUADERNIROZZI.IT
Marxista, segnalato dai liberal, accusato di fascismo, bloccato da Facebook: non è un racconto di fantascienza. Pubblicato il 17 agosto 201818 agosto 2018 di Riccardo Paccosi Questo è un articolo politico che, però, prende le mosse da una vicenda personale. Nei paragrafi che seguono, cercherò di...

Italia, sì bella e...

L'Italia da scoprire: Custonaci - Grotta Mangiapane, a pochissimi chilometri di San Vito Lo Capo!!!

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