venerdì 29 marzo 2019

Dalla City light books

giovedì 28 marzo 2019

Alla vigilia del convegno di Verona una nuova pubblicazione sulla rivista online Overleft


L'INTRECCIO PATRIARCATO-CAPITALISMO LIBERO DAI MARXISMI

http://www.overleft.it/index.php.

Una rinnovata critica radicale al sistema capitalistico non può prescindere dai suoi intrecci con il patriarcato: è questo il nodo che i marxismi novecenteschi in tutte le loro declinazioni, non hanno saputo o potuto affrontare. Nel pensiero più vitale e meno determinista di Marx, liberato dalle tradizioni novecentesche, ci sono tuttavia spunti che riteniamo dense di futuro. A partire da questa considerazione e dalla pratica di resistenza dei movimenti contemporanei, il saggio si propone di offrire riflessioni e idee in divenire per una nuova soggettività antagonista.  
Questo saggio è stato ampiamente discusso nella redazione ed è solo la prima parte di una riflessione più ampia che seguirà.

A reiterate and radical criticism to the capitalistic system cannot be regardless to its interaction with patriarchy: this is the node that twentieth century marxisms in all their declinations were not able to face up to or couldn't to. In Marx’s most vital and less deterministic thought, freed from twentieth century traditions, there are nevertheless cues that we consider dense of future. Starting form this point of view  and from the practice of resistance by contemporaries social movements, this essay intends to offer reflections and ideas in progress for a new antagonist subjectivity. 

This essay has been largely discussed by the editorial board of Overleft and it is just the first issue of a reflection that will continue.

Una crítica renovada y radical al sistema capitalista no puede aislar sus lazos con el patriarcado: este es el nudo que los marxistas del novecientos, en todas sus declinaciones, no han sabido afrontar. En el pensamiento de Marx liberado de las tradiciones del siglo XX, más vital y menos determinista, surgen sin embrago, palabras claves y reflexiones que retenemos llenas de futuro. A partir de esta consideración y de la práctica de resistencia de los movimientos contemporáneos, el ensayo se propone ofrecer esbozos e ideas en devenir para una nueva subjetividad antagonista.

Este ensayo fue muy discutido en la redacción y es la primera parte de una reflexión más amplia que aún continua.


lunedì 25 marzo 2019

L'ultimo numero di doppiozero

doppiozero
 
la newsletter di doppiozero · 26 marzo 2019

La newsletter di questa settimana si apre con l'augurio che a vincere, miracolosamente, sia la forza della poesia, Daniele Gorret e Il conoscente di Umberto Fiori: "contro il potere dello scontato, dell’idea dominante, il potere dell’abitudine, si accampi il miracolo dell’imprevisto, dell’invenzione, dell’immaginazione e del gratuito". Ilaria Ventura Bordenca prova a capire qualcosa di più, a livello mediatico e dell'immaginario culturale, sulla sfida Pan di Stelle/Nutella: altre creme spalmabili al cacao e nocciole popolano il mercato, e allora perché tutto questo clamore? Massimo Marino e Se questo è Levi, performance itinerante, a cura di Luigi De Angelis, nella quale si evoca l’ombra dell’autore attraverso sue pose e sue parole per confrontarla con quell’altra figura che è la memoria dello spettatore.

E infine: sabato 13 aprile non è tanto lontano! E dunque, come ogni martedì, vi ricordiamo il nostro appuntamento in carne e ossa a Ravenna, per la festa Gli irregolariVenite? Scriveteci per assicurarvi l'ingresso.

Buona lettura!

Se continuiamo a tenere vivo questo spazio è grazie a te. Anche un solo euro per noi significa molto. Torna presto a leggerci e SOSTIENI DOPPIOZERO.
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Daniele Gorret
Nel Maggio 2010 ebbi la fortuna di ascoltare Edoardo Sanguineti a Savona (sarebbe stata l’ultima volta perché il poeta era destinato a morire di lì a pochi giorni): divagando, come amava fare, Sanguineti raccontò di un’esperienza di qualche anno prima quando, nel palazzo della sua università, alla ricerca del “giusto” ufficio cui rivolgersi, gli venne indicato lo sportello “Risorse Umane”. »
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Ilaria Ventura Bordenca

Da quando, qualche settimana fa, è stato lanciato sul mercato italiano il primo concorrente della Nutella Ferrero, la crema Pan di Stelle di Barilla, sul web è tutto un prove d’assaggi, confronti su blog di cucina e marketing, videorecensioni su youtube e sui social. »
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Massimo Marino

Siamo qua continuamente a combattere con la memoria che svanisce, non solo per l’età che avanza ma soprattutto per le distrazioni, gli stimoli mitraglianti, gli appoggi esterni che ti dicono: tanto schiacci un pulsante e trovi notizie, neppure devi più alzarti per prendere un libro, per andare a cercare un giornale. »
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La redazione
Sabato 13 aprile saremo insieme dalle 10 alle 18, e, come due anni fa, abbiamo pensato di chiamare pensatori, artisti, poeti e teatranti, e di dialogare con loro. Saranno con noi Mariangela Gualtieri, Giulia Niccolai, Filippo Ceccarelli, Giuliano Scabia, Michael Jakob e Ferdinando Scianna. »

Da Berlino

Franco Romanò ha condiviso un link.
7 h
BERLINO-EXPLORER.COM
Floating University. Un laboratorio di ricerca galleggiante, per sperimentare le visioni delle pratiche urbane ed i possibili nuovi scenari.

domenica 24 marzo 2019

Buone pratiche

Franco Romanò ha condiviso un link.
4 min
Informazioni su questo sito web
IT.BUSINESSINSIDER.COM
Space 10, il laboratorio di innovazione di Ikea, ha disegnato un pezzo di arredamento vivente che può dare da mangiare a un bel po’ di persone

venerdì 22 marzo 2019

L'orchestra dei braccianti contro il razzismo

orchestra di migranti
LOTTA ALLO SFRUTTAMENTO

L’Orchestra dei braccianti contro il caporalato

Venerdì 22 marzo 2019 ore 15:11
Hanno grandi progetti, portare la loro musica in giro per l’Italia, e con la musica nel tour che progettano di fare, sperano di raccontare anche quello che accade nella grandi baraccopoli e ghetti del sud Italia, dove il caporalato trova braccia da sfruttare per il lavoro nelle terre e dove a volte si muore anche.
Questa mattina nella tendopoli di San Ferdinando in Calabria un uomo è morto nell’incendio della sua tenda, che si trova nel nuovo insediamento gestito prima dal Comune e ora dalla Caritas, una tendopoli creata dopo lo sgombero della vecchia baraccopoli dove in un anno sono morte tre persone.
I musicisti hanno dato al loro gruppo un nome semplice e chiaro: si chiamano l’Orchestra dei braccianti, 18 elementi che vengono da paesi e culture diverse, e che hanno incrociato la loro vita nella raccolta delle olive, dell’uva, dei pomodori, soprattutto in Puglia, dove esistono delle grandi baraccopoli, Borgo Mezzanone, Rignano ad esempio, nelle quali vivono in cattive condizioni quasi un migliaio di persone, sfruttati dai caporali che li portano nei campi della Capitanata.
Nel corso dei mesi ci sono stati dei blitz della polizia per sgomberarli, in alcuni casi vengono disposti container più dignitosi, ma non viene risolto il problema dello sfruttamento di queste persone, pagate pochi euro per una giornata di lavoro faticosissimo per raccogliere frutta e verdure che troviamo poi sulle nostre tavole.
Con i loro strumenti musicali sono entrati per qualche ora nei palazzi della politica, nella sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, in conclusione della prima giornata di “Diversi ma unici”, la settimana contro il razzismo, promossa dall’Unar, l’Ufficio antidiscriminazioni guidato da Luigi Manconi.
L’Orchestra dei braccianti è un progetto nato dalla volontà di alcuni musicisti in viaggio tra i ghetti del caporalato, dove hanno suonato e hanno trovato dei veri talenti, e dal lavoro di Terra!, l’onlus che si occupa proprio di combattere lo sfruttamento nelle terre del sud. Dietro al palco mentre parlavano gli altri ospiti –  era la giornata delle testimonianze delle discriminazioni subite –  i 18 musicisti provavano le loro canzoni, tra questi un cantante nigeriano, un percussionista indiano e uno tunisino, insieme a professionisti italiani e un cantastorie francese e tante altri.
La musica che creano è un incrocio di culture e suoni, rap, musica africana, giamaicana. L’obiettivo è di portare in musica ciò che hanno vissuto, il viaggio dall’Africa per arrivare in Italia e la vita nei ghetti, che per alcuni ancora è una realtà. Omar viene dalla Libia, è chitarra e voce, “faccio il guardiano di cavalli, ma mi sfruttano, ho raccolto per mesi olive e uva”. Poi c’è Joshua, nigeriano albino, ulteriormente discriminato in Libia da dove è passato per venire in Italia perché bianco, “abbiamo cominciato a suonare l’anno scorso, stiamo crescendo, io suono alle tastiere, mi piace, mi hanno sfruttato nei ghetti del foggiano, ora lavoro a Barletta”. Tante storie e tante musiche, dalla canzone napoletana Cicirinella, alla giamaicana Kingston, fino ad una ballata pugliese su un’antica storia di caporali. Il coordinatore artistico, il talent scout, è Alessandro Nosenzo, cantautore pescarese, che insieme all’intuizione di Giulia di Terra! Onlus che lavora da anni nei ghetti hanno pensato di creare l’orchestra, cercando talenti naturali, selezionando i paesi principali di provenienza di queste persone. “Abbiamo lavorato sulle musiche, – racconta Alessandro Nosenzo – sui testi da cui sono venute fuori le problematiche pesanti di vita, alcuni di loro vivono ancora a Borgo Mezzanone, dove c’è anche una condizione di micro economia, da cui è difficile emergere e la musica è stato un modo per alcuni di uscire da quella situazione”. Era la quinta volta che si esibivano e l’intenzione è di continuare il giro in Italia e di incidere un disco.
Aggiornato venerdì 22 marzo 2019 ore 18:00