giovedì 10 settembre 2020

L'ULTIMO NUMERO DI DOPPIOZERO

 

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la newsletter di doppiozero · 8 settembre 2020

 

Daniela Gross scrive per noi la prima tappa di un diario dall'America che ci accompagnerà fino al giorno delle elezioni: siamo in Louisiana, uno degli stati più poveri d’America. L'uragano Laura, il Covid-19, Trump la cui America, a volerci credere, è una bella storia: il virus cinese sarà sconfitto, risorgeremo più forti e ricchi di prima, Black Lives Matter finirà in una bolla di sapone. Riccardo Giannitrapani ritorna a percorrere i corridoi della sua scuola: "ho insegnato matematica per settimane a uno schermo cercando di far stare nel singolare un universo che ha natura plurale. Il problema della didattica a distanza non è nella mancata condivisione di un luogo, di un argomento, di un contenuto, ma nell’asettica rassegnazione a fare a meno degli occhi". Un nuovo carteggio per il nostro speciale: Francesca Rigotti e le lettere tra Hannah Arendt e Martin Heidegger. Infine Chiara Lagani con un indovinello, a ricordarci che dal 18 al 20 settembre torniamo a Novara con Scarabocchi: distanti e cauti con il nostro festival. Chiara Lagani sarà con noi, con Lewis Carroll, per una conferenza-puzzle (per bambini dai 6 ai 100 anni) domenica 20 settembre alle ore 17, per la chiusura della terza edizione del festival. Il programma si può leggere qui.

 

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Daniela Gross

La sera dopo l’uragano l’aria profuma di foglie, erba, acqua. Al tramonto, quando il vento si quieta, esco di casa. Un sole beffardo illumina un disastro di case sfondate, alberi in briciole, macchine accartocciate. Mi faccio strada fra i vetri e i detriti. Una ragazza piange accanto al rottame di una Honda nera. Un uomo mi saluta dal portico di una casa senza più tetto. Gli sorrido ma ho un groppo in gola. »

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Riccardo Giannitrapani

 

Lunedì sono tornato a scuola. I corridoi, le scale, le aule, le foto alle pareti, persino le cose fuori posto erano al loro posto, un edificio intero in silenziosa attesa di piedi e voci. Dagli esami di luglio poco è cambiato; in un contrasto a volte stridente (ma non inatteso) con il resto del mondo, la scuola rimane un piccolo santuario silenzioso, un’oasi distante e distanziata di rumori ovattati, di luci mai forti, di saluti discreti, quasi un leggero brusio. »

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Francesca Rigotti

 

«Il démone mi ha colpito...non mi era ancora mai capitato niente di simile». Lo scrive in una lettera il professore di filosofia alla studentessa, che subito comprende. Il grande démone è quello del Simposio di Platone, Eros. Con questi toni inizia, nel febbraio del 1925, la corrispondenza amoroso-filosofica di Martin Heidegger – che sarebbe divenuto il filosofo di fama mondiale e all’epoca aveva trentasei anni, una moglie e due figli piccoli - con Hannah Arendt – anch’essa qualche decennio dopo non meno famosa del maestro e amante – mentre entrambi si trovavano nella piccola città universitaria di Marburg nel centro della Germania, tra Kassel e Francoforte. »

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Chiara Lagani

Ditemi, se lo sapete, miei cari fanciulli

Dove si trovano queste meraviglie:

Un dente di leone e un occhio di bue»

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